My-Euroleague – Top e flop e il cammino dell’italiana #18

8° giornata di Eurolega che mescola le carte nel Gruppo E, dove ben 6 squadre su 8 possono ambire alla qualificazione: Milano batte in casa i greci del Panathinaikos (77-75), Barcellona ringrazia il tap-in di Dorsey a tempo scaduto per andare a vincere dopo un overtime a Istanbul contro l’Efes Anadolu (84-89), mentre il Fenerbahce di Obradovic si rilancia battendo in Turchia i campioni dell’Olympiacos privi della loro stella Spanoulis (78-74); infine, nel derby spagnolo tra Vitoria e Malaga, la spuntano gli ospiti che dominano la squadra di Scariolo e Odom (71-81). Nel Gruppo F, invece, sembra che tre posti qualificazione siano già assegnati, visto che il Real demolisce il Partizan (80-57), il Maccabi vince agilmente in casa contro i turchi del Galatasaray (97-81) e il CSKA deve sudare fino all’ultimo canestro per aver ragione del Lokomotiv Kuban nel derby russo (94-93); infine, il Bayern Monaco coglie un importante successo davanti al pubblico di casa, battendo in rimonta lo Zalgiris Kaunas di Dentmon e soci (79-73).

L’ITALIANA

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Vittoria di prestigio per l’Olimpia di coach Banchi, anche se la partita ha evidenziato il problema più grande di questa squadra: l’incapacità di ammazzare le partite spesso e volentieri (se si esclude l’incredibile vittoria casalinga contro l’Olympiacos). Già, perché la vittoria è di per sé fondamentale se si vuole andare avanti nella competizione, ma arrivare a concedere il possibile tiro della vittoria (peraltro costruito in una maniera assurda dai verdi di Atene) è follia, soprattutto se si è stati in vantaggio anche di 18 punti. Milano parte bene con un Samardo sugli scudi, ma il Panathinaikos risponde colpo su colpo grazie alle giocate di un James Gist illegale; ci pensano le triple dal palleggio di Langford e Jerrells a scavare il primo solco (19-13 a fine 1° quarto). La produzione di Gentile e ancora le triple delle due guardie americane, spingono l’EA7 al +12, ma è al 17′ minuto che si rivela il vero uomo partita milanese: Bruno Cerella. il 7 biancorosso prima segna la tripla del 34-19 su assist di Melli e nel capovolgimento di fronte si permette il lusso di stoppare sua maestà Diamantidis e mandare in estasi un Forum gremito che gli dedica il coro “Bruno! Bruno!”. All’intervallo il tabellone dice Milano 41, Pana 26, ma la partita sembra già aver cambiato inerzia vista la tripla allo scadere segnata da Bramos, che rida fiducia agli ospiti. Detto, fatto: nel 3° quarto Milano gioca per i primi 6′ salvo poi spegnere la luce in attacco ed affidarsi alle solite individualità (Langford su tutti); il Panathinaikos riordina le idee, stringe le maglie in difesa e passa a zona, ricucendo lo strappo con le giocate di Wright e Maciulis. Al 30′ i biancorossi hanno comunque 10 punti di margine (59-49), ma gli ospiti sono più in partita di quanto non dica il punteggio. L’ultimo quarto è da cardiopalma (e c’è molto da rivedere nella gestione dei possessi milanese): l’EA7 si affida alle giocate sotto canestro di Samuels prima che la tripla dell’ex Fotsis (con tanto di esultanza a lustrare il simbolo del PAO sulla canotta verso il pubblico milanese) riporti a contatto i greci a 5 minuti dalla fine (64-59). Nel momento del bisogno, arriva l’uomo della provvidenza, quel Cerella etichettato come scarto di Varese a inizio stagione dal 70% dei tifosi milanesi: su assist di Hackett spara la tripla dall’angolo, portando Milano sul 71-65 a 2 minuti dalla fine. Sembra chiusa qui, e invece nel gioco dei liberi finale Milano trema dalla lunetta, sbagliando 4 liberi su 8 tentati e permettendo al Panathinaikos di giocarsi il tiro della vittoria con 4 secondi sul cronometro. Wright spreca tutto con una scorribanda per il campo priva di senso, e il Forum può festeggiare una vittoria frutto del fattore Cerella.

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO vs PANATHINAIKOS ATENE 77-75
Milano: Gentile 8, Cerella 8, Melli 3, Hackett 5, Kangur, Langford 18, Samuels 16, Toure ne, Wallace ne, Lawal 2, Moss 7, Jerrells 10.
Panathinaikos: Bramos 7, Batiste ne, Fotsis 10, Ukic 2, Lasme 5, Mavrokefalidis, Diamantidis 6, Gist 21, Pappas 2, Giankovits ne, Maciulis 5, Wright 17.

TOP 5 SQUADRE

       

1) EA7 EMPORIO ARMANI MILANO. Vince in casa, soffrendo tantissimo nel finale, contro un’avversaria molto più blasonata e abituata a certi palcoscenici. In ottica qualificazione serve qualche colpo in trasferta, magari già dalla prossima giornata al Pireo, ma in casa è una sicurezza e il Forum si diverte. Con un centro di livello europeo, staremmo parlando di una squadra da grandi ambizioni. CASALINGA.

2) MACCABI ELECTRA TEL AVIV. Demolisce il Galatasaray con un 16/28 da 3 punti e un gioco di squadra da far vedere a tutti i ragazzini che comincino col basket (27 assist, alcuni stupendi). Si ritrova 3° nel Gruppo F con un record di 6-2, a una vittoria dalla coppia di testa Real-CSKA. In Europa è una sicurezza da non sottovalutare mai, ma proprio mai. CERTEZZA.

3) REAL MADRID. L’avversaria era, obiettivamente, poca cosa, ma questo Real è uno spettacolo vincente. Già, perché oltre allo spettacolo c’è tanta, tantissima sostanza, come dimostra la vittoria in Coppa del Re contro il Barcellona. La grande favorita non si può più nascondere, ma la domanda è: chi potrà fermarla in una serie e impedirle l’accesso alle Final 4? STRATOSFERICA.

4) UNICAJA MALAGA. Fa il colpaccio esterno nel derby spagnolo con Vitoria, e si porta a un record di 4-4; non sembra poter puntare alla qualificazione ai Playoff, ma sicuramente darà del filo da torcere a tutte le avversarie del suo Gruppo, nonostante un roster non certo di primo livello. OLTRE I SUOI LIMITI.

5) FENERBAHCE ULKER ISTANBUL. Alla 3° vittoria consecutiva si rilancia in ottica qualificazione e trova nuovi leader (McCalebb e Kleiza stanno disputando delle ottime Top 16 al fianco del solito Bogdanovic). Sicuramente una turca si deve qualificare, e il Fenerbahce è, secondo me, quella più accreditata. OCCHIO A LI TURCHI.

FLOP 5 SQUADRE

       

1) LABORAL KUTXA VITORIA. Nonostante l’innesto di Odom, non trova pace il Vitoria di Scariolo; con un record di 1-7 ormai è impensabile una qualificazione, ma si potrebbe puntare ad un onorevole girone di ritorno. Incredibile come la squadra dimostri mancanza di leadership (nonostante un Nocioni in squadra) e di gioco. SCARIOLO’S WAY.

2) PARTIZAN NIS BELGRADO. Ci sta perdere a Madrid, come ci sta non poter competere con certe potenze europee, eppure un pubblico come quello del Partizan meriterebbe davvero qualche vittoria in più. Inserirla nella nostra Flop 5 è forse troppo, ma è anche troppo poco non riuscire a competere in un contesto stupendo come l’Euroleague.

3) ZALGIRIS KAUNAS. Senza Dentmon (in questo 8° turno più croce che delizia) i lituani non sarebbero nemmeno alle Top 16; eppure il roster non è così male, potendo contare su un buon mix di esperienza e atletismo. Con un record di 1-7 è difficile puntare a qualcosa di più di una semplice presenza. SPUNTATA.

4) ANADOLU EFES ISTANBUL. Gioca una partita assurda contro il Barcellona, eppure rischia di vincerla. Il finale è follia: avanti 75-72, Oleson va in lunetta, sbagliando volontariamente il 2° libero; i turchi stanno a guardare e Dorsey con un tap in porta il match all’overtime. Praticamente una sorta di suicidio sportivo. FOLLE.

5) GALATASARAY LIV HOSPITAL ISTANBUL. Semplicemente dominata alla Nokia Arena di Tel Aviv, nonostante un irreale 71% da 2 punti di squadra. Hairston prova a tenere su la baracca, ma è un passaggio a vuoto per la squadra turca. In ottica qualificazione c’è ancora tantissimo da fare, e potenzialmente il Lokomotiv Kuban mi sembra qualche spanna sopra i turchi. ALZARE IL LIVELLO.