My-Euroleague – Top e flop e il cammino dell’italiana #19

9° giornata di Top 16 che segna la consacrazione di Milano in casa dei campioni d’Europa dell’Olympiacos (86-88) e permette all’Olimpia di consolidare il 2° posto solitario nel Gruppo E con un record di 6-3; nello stesso gruppo, Barcellona vince in scioltezza contro il Fenerbahce di Obradovic e Bogdanovic (93-73), Malaga supera davanti al proprio pubblico l’Efes Istanbul (83-75) e Vitoria fa il colpo ad Atene contro il Panathinaikos (61-68), rialzando un po’ la testa in classifica. Nel Gruppo F il Partizan Belgrado coglie una bellissima vittoria contro il Bayern (70-55), un libero di Jackson permette al CSKA di vincere a Kaunas (86-88), mentre il Real Madrid si dimostra di un livello troppo superiore per questa competizione, e batte in scioltezza il Galatasaray a Istanbul (74-85); infine, la Lokomotiv Kuban batte di misura il Maccabi (78-76) e rilancia le sue possibilità di qualificazione agli ottavi.

L’ITALIANA

 

OLYMPIACOS PIREO

 EA7 EMPORIO ARMANI MILANO

86

88

Giovedì da campioni quello dell’Olimpia Milano, che con una partita incredibile sbanca il Pireo e porta a casa una vittoria tanto bella quanto fondamentale. Due nomi su tutti svettano nell’Olimpo: Keith Langford e Gani Lawal. E pensare che, pur senza Spanoulis, i greci cominciano fortissimo, con la stoppata di Dunston su Samuels a mettere bene in chiaro le cose sulla voglia di rivalsa dei padroni di casa, dopo il -30 subito a Milano; per di più, l’EA7 è troppo fallosa e ha un Gentile fuori match come mai prima d’ora. Il primo quarto è per 6′ un dominio greco in ogni parte del campo, con gli uomini di Banchi costretti a ricorrere ai falli per fermare le giocate avversarie; Milano è così obbligata ad affidarsi alle mani di Langford, e la guardia inizia il suo show personale: 2 triple e un 2+1 all’ultimo secondo dopo un lavoro intelligente di Cerella sulla rimessa Olympiacos, permettono a Milano di chiudere sotto solo di 6 lunghezze (29-23). Il 2° quarto però è quello della svolta nell’inerzia del match: Milano difende come sa, Cerella e Moss mettono museruole anche al pubblico e Jerrells continua il suo incredibile stato di forma al tiro, mentre i centri soffrono un po’ la coppia Dunston-Shermadini: al 20′ l’EA7 comanda 47-50, dopo che un canestro di Printezis è giustamente annullato tramite istant-replay. Al rientro dagli spogliatoi Milano è molle e disordinata, ma l’Olympiacos non la punisce: così basta qualche minuto per riordinare le idee e Langford e soci piazzano un parziale che sa di mezza vittoria (importantissimo l’arresto e tiro di Kangur a inizio 4° quarto). Sembra quasi fatta, anche perché, nonostante i punti di Printezis e Perperoglou, Lawal segna un piazzato da 6 metri che è praticamente un segnale divino. Il finale, però, è da cardiopalma e gara di triple: a quella di Moss senza parabola e senza paura, risponde Lojeski su assist da play di Dunston e, quando Perperoglou si prende un comodo tiro dalla media per l’81-80, a casa la gente comincia a invocare la divina provvidenza. Si dice che Banchi non sappia gestire benissimo i finali punto a punto, ma stavolta così non è, almeno nelle scelte del quintetto da lasciare in campo, perché Hackett lo ripaga col solito arresto e tiro andando a destra e poi avviene il miracolo di San Keith Langford da Fort Worth: si fa consegnare palla e dal palleggio segna una tripla da 8 metri a 40” dalla fine che gela mezza Atene, ma eccita tutta Milano. Il resto, è storia dei soliti canestri da metà campo presi allo scadere dall’Olimpia, ma stavolta Sloukas e la sua tripla impossibile non vincono nulla. Trionfa Milano e la domanda mi sorge spontanea: quanto si può sognare con questi ragazzi? Secondo me, è un dovere farlo, ma farlo tanto.

OLYMPIACOS PIREO vs EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 86-88
Olympiacos: Petway 3, Shermadini 9, Dunston 11, Perperoglou 22, Papapetrou ne, Sloukas 13, Collins, Simmons ne, Printezis 16, Mantzaris 5, Katsivelis, Lojeski 7.
Milano: Gentile, Cerella 3, Melli 2, Hackett 9, Kangur 7, Langford 20, Samuels 9, Wallace 8, Lawal 13, Moss 6, Jerrells 11.

TOP 5 SQUADRE

         

1) EA7 EMPORIO ARMANI MILANO. Finora fuori casa aveva vinto solo contro il Bamberg, e la seconda vittoria arriva in casa dei campioni d’Europa, con un’autorità da prima della classe. Certo, l’assenza di Spanoulis conta, ma Milano dimostra di saper gettare il cuore oltre all’ostacolo e, soprattutto, il reparto lunghi fa passi avanti, in una competizione dove il ruolo di centro conta tanto. Citofonare “Hines” per conferma. SPAZIALE.

2) FC BARCELLONA. Imbattuta in queste Top 16 e già qualificata, rifila un ventello al Fenerbahce con una facilità disarmante; Tomic sta salendo di colpi, mentre Navarro compensa con assist a profusione una stagione molto altalenante al tiro. In Europa trovano una dimensione speciale, dove rendono sempre al meglio. Occhio a sottovalutarli e a vedere il Real così superiore. DISARMANTE.

3) LABORAL KUTXA VITORIA. Il colpo a casa del PAO è una buona iniezione di fiducia, prima della partita più importante dell’anno per coach Scariolo (giovedì prossimo si giocherà Vitoria-Milano); certo, con un roster così mi aspettavo di meglio rispetto a un misero 2-8 di record in Top 16. SERGINHO WAY’S.

4) PARTIZAN NIS BELGRADO. Vittoria tanto bella quanto inutile, probabilmente: il Partizan non può nutrire ambizioni di qualificazione, ma si può togliere qualche bel sassolino dalla scarpa. Certo, la difesa del Bayern non è una maglia di ferro (specialmente in questo turno), però pieni meriti a un gruppo che ha giocato senza la sua punta di diamante, tale Bogdanovic. SORPRESONA.

5) UNICAJA MALAGA. Vince, convince e si piazza al 3° posto solitario in un Gruppo E agguerrito più che mai. 63% da 2 punti, 5 stoppate di squadra rifilate ai turchi e una menzione di merito per coach Plaza, che comunque personalmente apprezzo sempre. La strada per la qualificazione è comunque in salita, ma occhio agli spagnoli, perché stanno salendo di colpi. CUBISMO SINTETICO.

FLOP 5 SQUADRE

         

1) PANATHINAIKOS ATENE. Perdere in casa contro l’ultima del Gruppo può anche starci, ma non se segni 61 punti e hai davanti il Vitoria di Scariolo, che è tutto tranne che imbattibile. Ad oggi sarebbe fuori dai Playoff e la cosa sarebbe alquanto una tragedia; c’è tutto il tempo per rimediare e rimettersi in carreggiata, ma la sensazione è che il PAO quest’anno sia di un livello mediocre. STAGIONE NO.

2) FENERBAHCE ULKER ISTANBUL. Oggi scommetterei sul passaggio del turno dei turchi, ma la stagione è molto al di sotto delle aspettative (anche in TBL); sembrava essersi ripresa in Europa, con buone prestazioni e vittorie in fila, ma cade malamente a Barcellona. Le assenze nel reparto lunghi sono una buona ed effettiva scusante, ma bisogna intervenire al più presto. INCREDIBILE.

3) ANADOLU EFES ISTANBUL. La bocciatura non deriva dalla sconfitta contro Malaga, che può anche starci secondo me, ma dal fatto che dopo 8′ il tabellone diceva 24-3 per gli spagnoli. Planinic prova a tener su la baracca, ma mai come quest’anno l’Efes si dimostra battibile. Milano dovrà conquistare la vittoria contro i turchi, è un dovere giuridico. SPENTA.

4) BAYERN MONACO. Fare 55 punti in una competizione come l’Eurolega è un crimine contro l’umanità; se poi la tua stella, tale Malcolm Delaney, ha un passaggio a vuoto, allora è una giornata proprio storta. Rimane in lotta per il 4° posto nel Gruppo F, che significherebbe qualificazione ai Playoff, quasi certamente contro il Barça di Pascual. BIRRA E CRAUTI DI TRAVERSO.

5) ZALGIRIS KAUNAS. La bocciatura forse è eccessiva per una squadra che arriva a giocarsela fino all’ultimo contro la corazzata CSKA; peccato che, dopo una bellissima rimonta nel 3° quarto, si sciolga nel finale, senza approfittare degli errori dalla lunetta dei russi. 1-8 è il peggior record delle Top 16 finora, e Dentmon sa fare le pentole, ma non ancora i coperchi, come dimostra la stoppata subita nell’azione finale. OCCASIONE SPRECATA.