MY-F4: Esiste un solo Dio, che porta l’Olympiacos in Finale

Prima Semifinale che offre un remake di una sfida giunta ormai al suo quarto atto nelle Final Four di EuroLeague negli ultimi 6 anni. E come negli altri tre precedenti, a spuntarla è sempre l’Olympiacos di una divinità che risponde al nome – da comune mortale – di Vassilis Spanoulis. Kill-Bill, infatti, dopo aver giocato i primi tre quarti con grande sofferenza per gli asfissianti raddoppi del CSKA, decide di prendere per mano i suoi compagni e condurli alla vittoria con 10 punti nell’ultima frazione e con giocate da campione assoluto, trovando un fido scudiero in Erik Green, autore di due triple fondamentali per cambiare l’inerzia di un match che i moscoviti avevano controllato per oltre 35 minuti. Al CSKA rimangono, ancora una volta, moltissimi rimpianti per una partita non chiusa e per non aver saputo sfruttare al meglio le difficoltà dei greci nel pitturato, concedendo troppe triple aperte (l’Olympiacos chiude con 14/32 di squadra da oltre l’arco). Teodosic, infine, torna a tremare nei momenti che contano, prima sbagliando un libero fondamentale e poi forzando una tripla in transizione dalla punta con ancora 8 secondi da giocare e con i suoi sotto solamente di 2 lunghezze.

CSKA MOSCA OLYMPIACOS PIREO
78
82

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

8 – I rimbalzi offensivi conquistati dall’Olympiacos nella prima frazione. In un primo quarto in cui i moscoviti difendono molto bene nel pitturato e offrono buone lezioni anche sull’utilizzo della zona 3-2, il dominio dei greci a rimbalzo offensivo sarebbe potuto essere un fattore importante se gli extra-possessi avessero portato fieno in cascina. Invece, con un 25.0% da due punti (3/12) e un 14.3% da tre punti (1/7) nel primo quarto, l’Olympiacos non riesce a sfruttare al meglio le seconde occasioni e si ritrova a capitalizzare solamente 2 punti da seconda chance, concedendo invece ben 7 punti derivanti da propri turnover al CSKA. La squadra di coach Itoudis soffre incredibilmente a rimbalzo, nonostante la presenza di lunghi decisamente abili in questo fondamentale, forse anche per mancati tagliafuori di alcuni esterni e per il gran dinamismo mostra da alcuni effettivi dell’Olympiacos, Printezis e Papapetrou su tutti.

3 – Le triple realizzate da Milos Teodosic nel secondo quarto. Il playmaker serbo gioca sul dolore – non si allenava dal giorno successivo all’ultimo match di Playoffs giocato con il Baskonia e aveva saltato anche qualche gara di VTB League – ma dalla distanza è una macchina praticamente perfetta, capace di togliere quel minimo di certezze che l’Olympiacos stava cercando di ricostruire dopo aver subito un parziale di 6-0 con cui i moscoviti sembravano poter scappare via. In uscita dai blocchi, dal palleggio, in catch-and-shoot da distanze importanti, Teodosic ha solamente la colpa di forzare un’ultima tripla quando mancano poco meno di 5 secondi alla fine del primo tempo: sul ribaltamento di fronte, Mantzaris ribalta il lato per il rimorchio di Agravanis, il quale riporta a meno sette (40-33) l’Olympiacos con la tripla in transizione che brucia la sirena.

5 – Gli assist smazzati dal CSKA Mosca nel primo tempo, contro i 7 messi a referto dall’Olympiacos. La differenza tra le due squadre è minima, ma bisogna analizzare più che altro il dato dei moscoviti, specie se rapportato alla media di 20.2 assist a partita con cui Teodosic e compagni si erano presentati alla palla a due di questa prima Semifinale. Il sistema difensivo dell’Olympiacos è uno dei migliori d’Europa – e questo concetto va sempre ribadito, per far capire anche l’importanza di coach Sfairopoulos – ma la corazzata russa nei primi 20 minuti sembra non riuscire ad esprimersi in transizione come ci aveva abituato e il playmaker serbo si cala più in una parte di realizzatore che non in quella di rifinitore (15 punti ma 0 assist per Teodosic quando il match va all’intervallo lungo). Statistica che, se vogliamo, viene ben mascherata dalle individualità: detto di un Teodosic on fire da oltre l’arco, bisogna anche ricordare l’apporto a rimbalzo offensivo di James Augustine (4 punti per lo statunitense dopo 2 rimbalzi offensivi) e le penetrazioni con esitazioni varie e ripartenza che portano De Colo a perforare la difesa greca o ad andare in lunetta (dove il francese è glaciale). Chiaro, allora, che il CSKA riesca a segnare 40 punti in venti minuti anche con soli 5 canestri assisti sui 13 complessivi realizzati.

2 – I giocatori che non cadono sotto i colpi del CSKA durante la terza frazione, nemmeno quando i moscoviti allungano sul +11 con i due liberi realizzati da Victor Khryapa a 3 minuti e 24 secondi dalla fine del periodo. Si tratta di Kostas Papanikolaou e di Vangelis Mantzaris autori principali di quel 6/9 da tre punti di squadra (3 triple per il primo, 2 per il secondo, compreso il buzzer finale) che rimette l’Olympiacos in carreggiata riportandolo a sole quattro lunghezze di svantaggio al 30′ di gioco. La scelta del CSKA di raddoppiare spesso e volentieri Spanoulis paga per quanto concerne la performance di Kill-Bill, ma permette agli esterni greci di trovare spazi importanti con cui colpire da oltre l’arco dei 6.75. Gli 11 punti di Papanikolaou nel terzo periodo ripagano la squadra del Pireo della scelta fortemente voluta di riportarlo a casa dopo le esperienze in NBA con Rockets e Nuggets, ma soprattutto arrivano nella partita più importante dell’anno, quasi come risposta a quelle critiche (forse esagerate) circa l’importanza del greco in questo corso biancorosso.

10 – I punti realizzati da Vassilis Spanoulis nell’ultima frazione. Il Dio greco fatica moltissimo nei primi tre quarti, salvo poi scatenarsi negli ultimi 10′ con giocate da assoluto campione e potenziale MVP nonostante manchino ancora la seconda Semifinale tra Fenerbahce e Real Madrid e la Finalissima di domenica. Se nel calcio esiste la zona Cesarini, è chiaro come nella pallacanestro non si possa più parlare di ultimo quarto, bensì di “quarto-Spanoulis”, poiché il greco risulta essere sempre fondamentale quando l’inerzia del match è in bilico: gran parte del merito di questa situazione, però, va data anche ai vari Papanikolaou, Mantzaris e Printezis, che hanno permesso all’Olympiacos di restare a contatto nei momenti in cui il CSKA sembrava poter scavare il solco decisivo. Certo, la trasformazione di Spanoulis nell’ultima frazione rimane un qualcosa di impressionante: in tal senso, vedasi anche l’alley-oop alzato a Birch in un momento chiave del match, giocata pensabile solamente da un talento fuori dal comune. Probabilmente, il più vincente nella storia della EuroLeague.

@ Sinan Erdem Dome – Istanbul (TR)
TABELLINO COMPLETO

CSKA NUMERI DELLA PARTITA OLYMPIACOS
23 – Teodosic  PUNTI tre giocatori – 14
 8 – Khryapa  RIMBALZI Papanikolaou – 9
 3 – De Colo ASSIST Spanoulis – 6
 2 – Hines  STOPPATE Birch – 2
 17 – Teodosic  VALUTAZIONE Printezis – 15