Bogdanovic, quanto sei forte? Ma la Croazia ha bisogno dello psicologo

Bogdanovic, quanto sei forte? Ma la Croazia ha bisogno dello psicologo

6 settembre 2014 0 Di Gabriele Galluccio

Dopo averla seguita sporadicamente per televisione da Granada, questo pomeriggio ho avuto la possibilità di vedere la Croazia dal vivo a Madrid. Quella di Repesa è una squadra giovane, molto talentuosa, anche piuttosto completa, forse giusto in cabina di regia manca qualcosa perché Ukic è davvero impresentabile. Eppure ha perso contro una Francia tutt’altro che irresistibile, uscendo di scena già agli ottavi di questo Mondiale.

Il perché è molto semplice: i croati sono fragili mentalmente, la parola “continuità” non hanno idea di cosa sia. Insomma, sono una squadra che prima di ogni partita avrebbe bisogno di uno seduta da uno psicologo, ma da uno veramente bravo, perché hanno il talento per essere una delle migliori squadre del panorama europeo e mondiale, ma spesso lo gettano via con dei blackout terrificanti. Se nel girone questi problemi di consistenza si erano palesati con forza, la partita di oggi non ha fatto altro che confermarli, anzi accentuarli. Bisogna capire se è un problema di esperienza e di giocatori, oppure di allenatore, con Repesa che a prescindere difficilmente rimarrà su questa panchina: l’ex allenatore di Roma e Treviso è apparso un po’ spento e forse non in pieno controllo del suo team.

In una partita veramente brutta, forse la peggiore di tutta la competizione fino ad ora, la Croazia nel primo quarto ha fatto meno peggio della Francia, mostrando una discreta organizzazione, ma soprattutto sfoggiando un Bojan Bogdanovic da 7 punti, gli stessi segnati dai galletti in 10′ (7-15). Nel secondo la truppa di Repesa si è seduta ed ha prestato il fianco all’exploit offensivo di Evan Fournier che, dopo un airball imbarazzante ed una palla persa, ha firmato tre canestri in fila ed ha permesso ai suoi di prendere il comando delle operazioni, per poi andare all’intervallo avanti 23-22.

Nella ripresa lo spettacolo non è affatto migliorato, ma la Francia ha potuto prendere il largo grazie ad una Croazia davvero impresentabile, molle in difesa e poco concentrata in attacco, che si è beccata anche i meritatissimi fischi dei 10mila presenti sugli spalti di Madrid. E così ancora Fournier, con l’aiuto di un Batum molto lesto a sfruttare i banali errori degli avversari, ha piazzato un altro break che è valso il 46-30. Partita finita? Sembra proprio di sì, e invece dopo tanto orrore c’è finalmente un po’ di spazio per qualcosa di bello: all’uscita da un timeout, c’è stata la reazione d’orgoglio più che tecnica dei croati, che con un paio di guizzi sono riusciti a chiudere la frazione sul -12.

Nell’ultima la Francia ha addirittura iniziato a far circolare bene la palla, ma dall’altro lato del campo Bogdanovic e Tomic hanno fatto qualcosa di pazzesco, realizzando la bellezza di 22 punti in due in appena 8 minuti, quando nei precedenti 20′ la squadra complessivamente ne aveva segnati solo 19. Se Tomic ha dato tutto nella prima metà del quarto, spiegando letteralmente pallacanestro con i suoi movimenti in post ed il suo gancio tecnicamente perfetto, ed è poi dovuto uscire di scena per la stanchezza, Bogdanovic ha mitragliato la retina avversaria senza sosta: ed è proprio una sua tripla in transizione nell’ultimo minuto ad aver ridato piena speranza alla Croazia, tornata dopo un lungo inseguimento ad un solo possesso di distacco (66-64). Dopo l’attacco fallito dalla Francia, Bojan ha addirittura avuto la palla della vittoria, ma il suo tiro (tutt’altro che semplice) non è stato accolto dagli dei del basket e così negli ultimi secondi la banda di Repesa è stata costretta a commettere fallo, perdendo l’incontro per 69-64.

Nonostante quel tiro sbagliato che avrebbe potuto cambiare il Mondiale della Croazia, come stesso Repesa ha dichiarato nella conferenza post-partita, non si può dire assolutamente nulla di negativo a Bogdanovic, vera anima e spesso unico totem di questa squadra. Bojan, infatti, si è reso protagonista di una prestazione monstre da 27 punti (14 solo nell’ultimo quarto), 8/12 da due, 3/7 da tre, 6 rimbalzi e 25 di valutazione in 35′. Al di là di quelle che sono le statistiche, quest’ala di 25 anni mi ha impressionato per l’enorme talento offensivo: dispone di un arsenale molto vasto, ma soprattutto è uno che può infiammarsi in qualsiasi momento e che soprattutto non ha timore di prendersi tiri pesanti o di ergersi a trascinatore della sua squadra.

E adesso cosa c’è nel futuro di Bogdanovic? I training camp, distanti solo tre settimane. Ma poco gli importa se il tempo per smaltire le fatiche di questo Mondiale sarà poco, perché è fortemente motivato per ritagliarsi un suo spazio all’interno della lega più forte del mondo. I Nets, infatti, hanno deciso finalmente di metterlo sotto contratto e puntano a farne almeno un solido giocatore da rotazione, da far partire alle spalle di Joe Johnson. Per la verità forse Bojan ha il talento e la testa per essere anche qualcosa in più, ma questo solo il tempo ce lo saprà dire.