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C’è la pallacanestro e poi c’è Milos Teodosic

milos teodosic

Dopo aver regalato ai posteri due partite storiche contro la Spagna e la Germania, gli azzurri, privi di Marco Belinelli (tenuto a riposo precauzionale in vista della fase finale di Lille) e di Gigi Datome (per lui la competizione è già finita a causa di un infortunio), hanno offerto una prova di grande generosità contro la Serbia, ma stavolta non è bastato. Nonostante lo scarto finale abbastanza pesante, guai a pensare che quello dell’Italia sia stato un passo indietro rispetto alle ultime uscite: Gallinari e compagni hanno mostrato l’atteggiamento giusto, sono riusciti a rimanere in partita per oltre un tempo, ma alla lunga i serbi si sono dimostrati troppo superiori in questo momento.

D’altronde la truppa di coach Djordjevic è reduce da un Mondiale in cui ha recitato un ruolo da assoluta protagonista, cadendo solo in finale contro l’inarrivabile Team USA: inutile nasconderlo, in questi Europei la Serbia punta alla medaglia d’oro e ha tutte le carte in regola per raggiungere il suo obiettivo. Stiamo infatti parlando di una squadra che è allenata magistralmente, che può contare su fuoriclasse del calibro di Teodosic e di Bjelica, che vanta una panchina profonda e in grado di cambiare le partite, ma che soprattutto gioca una splendida pallacanestro.

Un capitolo a parte lo merita Milos Teodosic, il leader indiscusso di questa Nazionale: sono fermamente convinto che l’esperienza mondiale dell’anno scorso lo abbia cambiato, o meglio, gli abbia ridato convinzione e fiducia nei suoi immensi mezzi, che sta sfruttando con molta più continuità rispetto al passato. Stiamo parlando di un giocatore dal talento più unico che raro, in grado di scavare da solo la sottile differenza che c’è tra la vittoria e la sconfitta. E oggi, proprio contro la nostra Nazionale, ha dato l’ennesima conferma: nel primo tempo l’unica differenza tra l’Italia e la Serbia è stato proprio Teodosic, che ha fatto malissimo agli azzurri con il suo tiro da tre punti e con la sua irreale visione di gioco (bravi però anche i compagni a fare sempre i movimenti giusti per ricevere i cioccolatini di Milos). Nel secondo tempo, invece, si è limitato ad amministrare la situazione e ha chiuso con 26 punti (4/4 da due, 4/7 da tre, 6/6 dalla lunetta), 8 assist e un plus/minus di +31 in appena 27’ di gioco.

Questi sono numeri pazzeschi per qualsiasi altro giocatore, ma non per lui: da appassionato di pallacanestro, prima ancora che da tifoso degli azzurri, devo ammettere che lo spettacolo messo in piedi da Teodosic è stato mozzafiato, ogni volta che toccava il pallone mi dava l’impressione di comporre una sinfonia meravigliosa, di quelle che staresti lì a sentirle per ore e ore. E’ vero, oggi ha giustiziato la nostra Nazionale, ma possiamo dire di essere in buona compagnia: già i turchi avevano saggiato l’inarrestabile talento di Teodosic, uno che quando sente la partita e ne ha veramente voglia è forse il miglior playmaker attualmente in circolazione.