FIBA World Cup – Diario di viaggio: Granada, giorno 2

Dal nostro inviato a Granada, Gabriele Galluccio

Nel momento in cui poggio le mie dita sulla tastiera, sono le quattro del mattino. Vorrei tanto adagiare la mia testa sul cuscino e farmi una bella dormita che si porti via tutta la stanchezza di una giornata emozionante e vissuta a ritmi folli, ma c’è un nuovo capitolo di questa avventura da raccontare. Facciamo un passo indietro e torniamo idealmente alle 9.00 di ieri: la sveglia inizia a farsi sentire nelle orecchie, ma stavolta non c’è odio nei suoi confronti, perché la giornata è di quelle importanti, è arrivato il momento della mia prima volta ad una competizione internazionale. Dopo una bella doccia fredda ed un caffè espresso per svegliarsi completamente, è tempo di partire alla volta del Palacio Municipal de Deportes, un maestoso impianto di 9.000 posti in cui batte forte il cuore cestistico di Granada, città dalla grande passione sportiva. 

Una volta arrivato a destinazione e ritirato l’accredito stampa, muovo i miei primi passi all’interno dell’arena e, più precisamente, dell’area dedicata ai media. Ammetto che all’inizio mi sono sentito un po’ spaesato, catapultato in una realtà infinitamente più grande e completamente diversa da quella a cui sono abituato. Ma lo straniamento iniziale non si è prolungato più di tanto: il mio inglese latita e con lo spagnolo non è che vada meglio, ma alla fine dei conti la pallacanestro è un linguaggio universale, che mi permette di conversare un po’ con tutti e di calarmi in questa splendida realtà mondiale.

IMG_6838Dopo aver ammirato in televisione la vibrante partita tra Croazia e Filippine, alle 15.30 anche a Granada si è alzato ufficialmente il sipario sulla FIBA World Cup 2014. A fronteggiarsi l’Egitto e la Serbia, in un incontro che ovviamente è stato a senso unico ed è terminato con il punteggio di 85-64. Il ventello di scarto, però, non inganni, perché dipeso più dal basso livello degli avversari che non dalla buona vena di Teodosic e compagni: quest’ultimi hanno offerto una prestazione piuttosto mediocre, mostrando poche idee e per di più confuse e giocando con scarsa energia. Non me ne voglia nessuno, ma la prima partita del Girone A è stata abbastanza scarna di contenuti ed emozioni, con i serbi che finora hanno deluso le mie aspettative. Ma la competizione è ancora lunga ed avranno modo di mostrare qualcosa di meglio contro avversari più stimolanti. 

boris diawAlle 18.00, invece, ha avuto inizio LA partita del giorno: i campioni d’Europa in carica, vogliosi di confermarsi nonostante le tante assenze importanti, contro la Seleçao verdeoro, arrivata a Granada per stupire e per provare a fare meglio di 4 anni fa (nono posto, ndr), magari vincendo una medaglia che manca dal ’78. Prima che della partita, è giusto parlare dell’atmosfera: saranno pure i nostri “cugini” antipatici, ma quando parte l’inno e centinaia di francesi lo intonano con grande orgoglio, i brividi sono sempre assicurati. A rovinare loro la festa, però, c’erano una marea di spagnoli, che con l’intento di sbirciare le due avversarie più temibili del girone, hanno dato vita ad un colpo d’occhio notevole. Per quanto mi riguarda, attendevo con ansia questa partita per un semplice motivo: da buon tifoso degli Spurs e da amante della pallacanestro “intelligente”, non mi sembrava vero di poter ammirare Boris Diaw in azione a pochi passi da me. Pur mostrando una forma fisica non proprio invidiabile, sotto la canotta con le maniche di dubbio gusto adottata dalla nazionale transalpina, il lungo di San Antonio mi ha subito fatto brillare gli occhi con una partenza travolgente, che ha spedito il Brasile sotto 12-3. Con il passare dei minuti, però, il bel gioco corale della Francia ha lasciato spazio a quello solido ed improntato tutto sulla difesa degli avversari, che non solo hanno rimontato lo svantaggio, ma si sono pure presi le redini della partita. Dopo aver messo la freccia alla fine dell’intervallo, il Brasile non si è più voltato indietro ed ha compiuto un vero e proprio capolavoro: i francesi hanno sbattuto più e più volte contro i vari Nene, Varejao e Splitter, mentre nell’ultimo quarto Huertas è stato a dir poco magico, ed allo stesso tempo molto concreto, realizzando 10 punti molto pesanti. Se la Francia mi ha un po’ deluso, mostrando di soffrire tantissimo l’assenza in cabina di regia di Tony Parker e di essere troppo dipendente da Diaw e Batum, il Brasile mi ha impressionato, e non poco. La selezione di coach Magnano gioca una pallacanestro poco sfarzosa, ma molto quadrata ed energica, solida soprattutto dal punto di vista difensivo, dove i tre lunghi della NBA rendono la vita dura a chiunque. Poi c’è Huertas che quando ingrana è un pericolo pubblico per chiunque, grazie alla sua capacità sia di creare gioco per i compagni che di mettersi in proprio con le sue magiche penetrazioni, che sono un po’ il marchio di fabbrica. 

IMG_6982Dopo un paio d’ore di riposo, buone per mangiare qualcosa e prendere una boccata d’aria all’esterno dell’arena, alle 22.00 ha preso il via l’ultima partita di giornata, quella tra la Spagna padrone di casa e l’Iran. Inutile dire che il Palacio Municipal de Deportes ha fatto registrare quasi il tutto esaurito, e fin dalla presentazione delle squadre è stata palese l’attesa e le grandi aspettative che il popolo iberico nutre nei riguardi di questa selezione. Che per la verità nel primo tempo non ha brillato, soprattutto dal punto di vista difensivo, dove si è concessa qualche distrazione di troppo contro un’Iran ben organizzata e con un paio di individualità importanti (Kamrani e Haddadi). Ma in attacco gli spagnoli erano semplicemente troppo forti per gli avversari: in particolare, Pau Gasol ha fatto intravedere di poter essere un fattore assoluto schierato da quattro, come dimostrano i 33 punti realizzati in soli 29 minuti. A proposito dell’ex Lakers, vederlo a due passi di distanza è un qualcosa di indescrivibile: ha una classe sconfinata, quando fa il suo ingresso sul parquet emana una maestosità ed un senso di superiorità davvero incredibile. Nel secondo tempo la Spagna ha sistemato qualcosina in difesa ed ha subito assestato il colpo del ko, ovemai ce ne fosse bisogno, rendendo la partita un lungo garbage time, in cui ovviamente non sono mancate le giocate di pregevole fattura per infiammare il pubblico di casa, che si è pure concesso la classica ola. 

Una volta terminate le conferenze, è tempo di lasciare l’arena dopo circa 13 ore consecutive di incantevole “prigionia”. Magari il primo giorno della competizione non si è distinto per la competitività delle partite, fatta eccezione ovviamente per Francia-Brasile, ma si sono comunque visti spunti interessanti. In più per me il solo fatto di aver potuto vedere all’opera dal vivo stelle della NBA e leggende della pallacanestro europea è stato come essere catapultato dalla sera alla mattina in un vero e proprio paradiso cestistico. Per quanto riguarda il girone, ovviamente è presto per sbilanciarsi in giudizi e previsioni, ma la sensazione è che, se la Spagna si avvia a farla da padrone ed a passare il turno come prima della classe, alle sue spalle c’è il Brasile che ha figurato meglio di Francia e Serbia, le cui qualificazioni comunque non sono in discussione, vista la grande differenza tecnica e atletica che le separa da Iran ed Egitto.