FIBA World Cup, gruppo A: i migliori e i peggiori giocatori del primo giorno

Schermata 08-2456901 alle 03.11.54

I MIGLIORI

IMG_6929MARCELINHO HUERTAS, BRASILE
In una squadra solida e quadrata come quella brasiliana, il genio di Huertas è quanto mai decisivo. Dopo un primo tempo sotto traccia, in cui ha lasciato spazio al giovane Raulzinho Neto (22 anni, play che gioca nella ACB, ndr), protagonista di alcune giocate di pregevole fattura, nel corso del secondo l’esperto regista del Barça si è preso silenziosamente in mano la squadra. Fino ad esplodere nell’ultimo quarto, in cui ha realizzato 10 punti, uno più pesante dell’altro, che hanno permesso al Brasile di respingere gli ultimi disperati assalti finali della Francia. Senza strafare, Huertas ha chiuso l’incontro con 16 punti (3/5 da due, 2/3 da tre), 5 assist e 1 sola palla persa. Con una squadra così solida, soprattutto difensivamente, ed un Marcelinho in grande spolvero nei momenti decisivi, il Brasile può sognare in grande.

IMG_6972
PAU GASOL, SPAGNA

Quale modo migliore di presentarsi al Mondiale, che per giunta si gioca in Spagna, se non con una prova mostruosa da 33 punti e 8 rimbalzi in appena 29 minuti? Certo, dinanzi c’era un Iran che, per quanto ben organizzato e con alcune buone individualità, era tutt’altro che irresistibile, ma comunque si è potuto già vedere come Pau da quattro possa essere un’arma letale in questa competizione. Il più anziano dei fratelli Gasol, pur concedendosi qualche distrazione difensiva contro il colosso Haddadi, si è reso protagonista di una prestazione a tutto tondo: 33 punti (12/19 da due, 9/10 dalla lunetta), 8 rimbalzi (3 offensivi), 2 assist e 3 stoppate per una valutazione totale di 34 ed un plus/minus di +26. Chi ben comincia…

MIROSLAV RADULJICA, SERBIA
E’ strano pensare che questo giocatore sia ancora senza contratto, quando siamo ormai alle porte di settembre. Di sicuro questi Mondiali rappresentano per lui un’ottima vetrina in cui mettersi in mostra. Nonostante il successo per 85-64 sulla mediocre selezione egiziana, la Serbia non ha destato una grandissima impressione: poche idee, troppo disordine, difesa tutt’altro che intensa. L’eccezione è però rappresentata da Raduljica che, partito in quintetto, ha giocato 14 minuti nel primo tempo e poi non è più rientrato per lasciar spazio alle seconde linee: l’ex Bucks si è distinto per l’aggressività e l’intensità messa sul parquet, ed in particolare per l’aver fatto letteralmente ammattire gli avversari nei pressi del canestro. Per lui 13 punti (6/10 dal campo) e 6 rimbalzi in meno di un quarto d’ora giocato e la convinzione che sarà ancora più protagonista nei giorni seguenti. 

I PEGGIORI

IMG_6838NENAD KRSTIC, SERBIA
Ma come, direte voi, ha giocato solo 7 minuti e lo inserite tra i flop di giornata? Beh, possiamo dire che, al di là dal fatto che coach Djordjevic abbia dato grande spazio alle seconde linee contro un avversario nettamente inferiore, da uno del calibro di Krstic è lecito aspettarsi quantomeno un impatto positivo sulla partita. Invece Nenad è stato il peggiore dei suoi, apparendo un po‘ molle, forse poco motivato dal confronto con gli egiziani: il suo tabellino dice 5 punti con 1/4 dal campo, 0 rimbalzi, 2 falli commessi ed 1 palla persa. 

JOFFREY LAUVERGNE, FRANCIA
Considerate le assenze importanti, i transalpini si attendono molto da questo ragazzo, che a fine settembre compirà 23 anni. Ha già partecipato ad Eurobasket 2013 con la Nazionale, ma stavolta è chiamato a ricoprire il ruolo di centro titolare ed il suo esordio è stato purtroppo deludente: dopo una discreta partenza, si è fatto condizionare dai due falli commessi nel primo quarto ed è uscito dalla partita. Ha l’attenuante di essersi trovato di fronte a clienti scomodissimi come i vari Nene, Varejao e Splitter, che formano uno dei frontcourt più temibili di tutto il mondiale, ma ciò non toglie che una prova da 3 punti (1/4), 2 rimbalzi e 3 falli commessi è veramente deludente per un ragazzo del suo talento. 

SERGIO LLULL, SPAGNA
La selezione di coach Orenga si è imposta in scioltezza sull’Iran, ma alla grande festa per l’esordio in quel di Granada non ha partecipato Sergio Llull. Partito in quintetto e tenuto in campo per oltre 25 minuti, la stella del Real Madrid è stato l’unico tra i suoi a non iscriversi a referto: per lui 0/4 dal campo e 3 falli commessi. Insomma, è incappato in una giornata no dal punto di vista offensivo, ma poco male, perché sono ben altre le partite in cui alla Spagna servirà il vero Llull.