FIBA World Cup, gruppo A: i migliori e i peggiori giocatori del secondo giorno

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I MIGLIORI

fotoEDWIN JACKSON E ANTOINE DIOT, FRANCIA
I grandi protagonisti del successo al fotofinish della Francia sulla Serbia hanno più punti in comune di quello che si possa pensare. Entrambi appartengono alla classe del 1989 ed hanno conquistato una maglia per il Mondiale grazie alle ottime prestazioni individuali della scorsa stagione. Jackson si è affermato in qualità di miglior marcatore della Pro A, impresa che un francese non centrava dal 1975, mentre Diot è stato votato tra i migliori giocatori del campionato con i suoi 11.2 punti, 5.3 assist e 3.3 rimbalzi di media. Se la presenza di Antoine era scontata, vista l’assenza di Tony Parker, in pochi avrebbero scommesso sulla convocazione di Edwin, che lo scorso anno era stato tagliato alle porte dell’Eurobasket. Stavolta non solo ce l’ha fatta a rientrare nel roster finale, ma sta anche scalando posizioni nelle gerarchie di coach Collet. Dopo un primo tempo chiuso sotto di 8 lunghezze e con Boris Diaw fuori dalla partita a causa dei falli, il c.t. transalpino aveva bisogno di un jolly per cambiare le carte in tavola, e ne ha pescati addirittura due dalla panchina: Diot ha fatto saltare pentole e coperchi, realizzando 13 punti e smazzando anche 2 assist nel solo terzo quarto, mentre Jackson nello stesso arco di tempo ha armato la mano e ne ha firmati 9, permettendo alla Francia di riacquistare fiducia e di tornare pienamente nel match. Nei 10’ finali si è poi svegliato Diaw, che ha preso per mano i compagni e li ha trascinati ad una vittoria importantissima. 

SERGE IBAKA, SPAGNA
I tifosi spagnoli avevano già iniziato a preoccuparsi per il suo forfait nella partita d’esordio, ma nella serata di ieri il centro dei Thunder ha mostrato di stare piuttosto bene, demolendo i modesti avversari dell’Egitto. Non solo è stato il miglior marcatore dell’incontro (18 punti, conditi da 8 rimbalzi), ma è stato anche la principale fonte di divertimento per il pubblico, deliziato dalle sue poderose schiacciate e dalla sua facilità di salire in cielo a prendere i rimbalzi. Molto coinvolto nel gioco, ha chiuso con 7/9 da due e 1/3 da oltre l’arco. 

RICKY RUBIO, SPAGNA
Con la maglia della Nazionale è stato troppo spesso in ombra nelle competizioni passate, ma adesso sembra essere arrivato il suo momento. Non esagera mai, detta alla perfezione i tempi di gioco, mette grande aggressività sul portatore di palla avversario ed in soli 19 minuti riesce a scrivere a referto numeri importanti: 6 punti, 7 assist, 5 rimbalzi, 1 recupero, 1 stoppata e +44 di plus/minus, nettamente il più alto della squadra. 

I PEGGIORI

EVAN FOURNIER, FRANCIA
Al termine del match d’esordio, perso dai transalpini contro il Brasile, mi ero domandato come mai il giovane talento dei Nuggets non avesse trovato granché spazio. Nella giornata di ieri ho capito il perché: coach Collet ha provato a dargli fiducia più volte nel primo tempo, ma non ha ricevuto le risposte che cercava, soprattutto offensivamente. Fournier ha sbagliato tutti e quattro i tiri tentati, è stato l’unico della sua squadra a far registrare una valutazione negativa (-3) e nel secondo tempo non ha mai messo piede in campo, venendo scavalcato non solo dall’ottimo Jackson, ma anche da Kahudi. In questo momento appare in scarsa fiducia, ma potrà certamente ritrovarla ne match “soft” contro l’Egitto e l’Iran.

Basket World Cup: France vs Brazil

Photo Matteo Ciambelli / Sipa Press

TIAGO SPLITTER, BRASILE
Non ha fatto un figurone contro un avversario di livello piuttosto basso, quale è l’Iran. Nei 16 minuti in cui è stato in campo ha sì messo a referto 10 punti con 6 rimbalzi, ma ha anche perso 4 palloni e soprattutto è stato un po’ troppo morbido in difesa. Non a caso il suo plus/minus è risultato essere negativo (-1): un fatto abbastanza singolare, considerata la vittoria per 79-50. Mentre Nene, che ha avuto lo stesso minutaggio di Splitter, ha fatto registrare stato addirittura +27, a conferma del fatto che è un po’ il totem principale della nazionale brasiliana.