FIBA World Cup – Gruppo A: i migliori e i peggiori giocatori del terzo giorno

I MIGLIORI

NavarroJUAN CARLOS NAVARRO, SPAGNA
Dato che di Pau Gasol abbiamo deciso di parlarne a parte, è giusto dedicare qualche riga a “La Bomba”. Dopo oltre 200 partite con la maglia della Nazionale ed un palmarès da fare invidia a chiunque, c’è chi dice che ormai Navarro sia sul viale del tramonto. Magari è vero, ma di certo non si può dire che non si sia presentato motivato a questi Mondiali: vincere la medaglia d’oro davanti al proprio pubblico sarebbe il giusto coronamento della carriera di un giocatore che è già leggenda. Nel travolgente successo spagnolo sul Brasile, Navarro è stato il migliore, ovviamente insieme a Gasol, nel primo quarto che ha deciso la partita: ha infilato subito 7 punti nei primi 5 minuti per infiammare il pubblico di Granada e permettere alla Spagna di volare subito oltre la doppia cifra di vantaggio. Alla fine ha chiuso con una prova molto solida da 10 punti, 4 rimbalzi, 4 assist, 1 recupero ed 1 sola palla persa. 

IMG_7101HAMED HADDADI, IRAN
Quello che ha fatto nel primo tempo della partita con la Serbia è qualcosa di epico. Giocando praticamente in 1vs5 sia in attacco che in difesa, l’ex centro della NBA ha mandato letteralmente in crisi tutta la difesa avversaria con il suo gioco interno di pregevole fattura ed è apparso così dominante, da meritarsi ovazioni e cori da MVP. I 22 punti con 8/8 dal campo in 17’ di Haddadi hanno tenuto incredibilmente l’Iran in partita (38-42 all’intervallo), ma il suo quarto fallo verso la fine della seconda frazione ha rinvigorito la Serbia, che è poi rientrata in campo con un parziale di 0-15, evitando così una possibile clamorosa figuraccia. Hamed ha poi chiuso con 29 punti, 5 rimbalzi e 4 recuperi, uscendo tra gli applausi scroscianti del pubblico. 

NEMANJA BJELICA, SERBIA
Innanzitutto va detto che uno che può giocare 4 con il suo primo passo e la sua esplosività è raro da trovare. Ogni singola volta che ha messo la palla per terra, ha mandato in crisi la difesa iraniana ed insieme a Bogdanovic è stato il migliore, e soprattutto il più continuo, tra le fila della Serbia. A rimbalzo ha fatto la voce grossa ed ha anche mostrato di saper creare anche per i compagni. Un giocatore della sua versatilità è una bella arma per coach Djordjevic. Tra l’altro tagliava il traguardo delle 100 presenze in Nazionale: una doppia-doppia da 18 punti e 10 rimbalzi è sicuramente un bel modo di festeggiare. 

I PEGGIORI
IMG_7125MARCELINHO HUERTAS, BRASILE
Dopo essere stato decisivo all’esordio contro la Francia, stavolta il regista brasiliano finisce dietro la lavagna. Nel primo quarto va completamente in bambola, passivo in difesa e soprattutto appannato in attacco. Quando lascia il campo in favore di Neto, nella seconda frazione il Brasile si riprende e torna sotto la doppia cifra, ma il ritorno di Huertas coincide nuovamente con un altro parziale della Spagna, che prende definitivamente il largo. Stavolta ha un po’ tradito i compagni, che confidavano nelle sue invenzioni per riaprire definitivamente la partita. Il dato degli assist (0) è molto indicativo riguardo alla sua prestazione, ma ancora di più lo è quello del plus/minus (-24), il peggiore dell’intera squadra. 

RASKO KATIC, SERBIA
Non ce ne voglia male il buon Rasko, ma vederlo in campo faticare terribilmente contro l’Iran mentre il suo pari ruolo Nenad Krstic rimane per tutto il tempo in panchina non è il massimo. Il centro passato quest’estate dal CSKA all’Efes è sicuramente uno dei più talentuosi giocatori a disposizione di Djordjevic, che ha però deciso di lasciarlo fuori dalle rotazioni per una questione tecnica. E così Katic si è ritrovato ad avere 16 minuti a disposizione: il risultato? 8 punti, frutto però di 2/7 dal campo e 4/10 dalla lunetta, 4 falli, 1 turnover e pure 1 stoppata subita da Haddadi. 

TIAGO SPLITTER & NENE, BRASILE
Alla vigilia eravamo convinti che i lunghi da NBA della Nazionale verdeoro sarebbero riusciti a rendere la vita difficile a quelli spagnoli, ed invece i due titolari sono stati letteralmente spazzati via dai fratelli Gasol, soprattutto nel primo quarto, risultato poi decisivo. In particolare, Splitter ha collezionato l’ennesima prova sottotono di questo Mondiale, mostrando scarsissimo feeling col canestro (2/7) e venendo surclassato in difesa. Nene non ha fatto molto meglio (anche lui 2/7 al tiro) su entrambe le estremità del campo, mentre l’unico che ha quantomeno tenuto botta ed ha salvato la faccia è stato Anderson Varejao, che ha provato a metterla sul fisico ed è riuscito un minimo ad infastidare un Pau Gasol spaziale.