FIBA World Cup – Gruppo D: tutto quello che c’è da sapere sul primo giorno

Sull’isola di Gran Canaria a Las Palmas prende il via anche il gruppo D anche se geograficamente siamo a 200 km dalle coste africane. Caldo torrido, ma la passione non si ferma davanti a nulla. Siamo nel nuovissimo impianto dell’isola ispanica, la Gran Canaria Arena, capienza 10.500 posti.

Tre le partite della prima giornata giocate ieri: Angola-Corea, Australia-Slovenia e Messico Lituania.

Angola-Corea del Sud (80-69)

La sfida è stata tutt’altro che imperdibile, pochi i temi degni di nota, soprattutto la differenza di tasso atletico tra le due compagini è notevole ed emerge soprattutto nel primo tempo, quando l’Angola prende possesso del pitturato e va subito in fuga. La Corea ci mette del suo, giocando un primo quarto orripilante da 6 punti totali con 1/13 da due e 1/6 da tre. Al di là dei due passaggi dietro la schiena di Moore finiti in terza fila, i campioni d’Africa in carica si mettono in mostra anche e soprattutto per uno splendido gancio di Joaquim, eseguito alla maniera tradizionale.

La reazione della formazione asiatica arriva solamente ad inizio terzo periodo, quando la mano di Cho, autore comunque di una pessima prestazione da 4/13 al tiro, si scalda temporaneamente e fa partire un parziale che riporta la Corea in gara. Il terzo quarto della squadra allenata da Yoo è l’esatto opposto del primo: alte percentuali di realizzazione, confidenza nel tiro dalla media, fluidità nei movimenti lontano dalla palla e frequenti tagli backdoor che mandano nel panico la difesa angolana. La Corea torna anche a -2 con una tripla dall’angolo sulla sirena del terzo periodo, ma a spegnere i sogni di gloria degli asiatici ci pensa Reggie Moore, californiano tesserato nel 2012 dal Primeiro de Agosto in Angola, che segna due canestri in fila dall’arco. Nonostante l’ottima reazione della Corea, quindi, i muscoli dell’Angola sono stati sufficienti per portare a casa una vittoria nella prima partita del gruppo D.

Top punti: Moreira e Cipriano (Angola) 16, Kim (Corea) 15
Top rimbalzi: Moreira (Angola) 10, Yang (Corea) 5
Top assist: Costa (Angola) 5, Kim (Corea) 5

Australia-Slovenia 80-90

Nella seconda partita del giorno del girone di Gran Canaria scendono in campo le principali indiziate per il secondo ed il terzo posto, ovvero Australia e Slovenia. Gli Australiani, privi di Patty Mills, schierano comunque giocatori dal grande spessore tecnico, tra cui Andersen, Ingles, Baynes, Dellavedova, Motum, Jawai e il babyprodigio Exum, chiamato alla consacrazione definitiva alla vigilia del suo ingresso nella NBA. E’ la Slovenia, però, ad iniziare forte, registrando subito il vantaggio di 19-27 alla prima sirena della gara.

Nel secondo periodo regna invece l’equilibrio, con l’Australia che tenta di rientrare, sempre ricacciata indietro da Dragic e compagni, che vanno al riposo lungo sul 43-49.
Il terzo parziale è la fotocopia del precedente, con l’Australia che riesce addirittura a pareggiare, prima che la Slovenia ristabilisca le distanze grazie ai 19 punti del capitano Dragic, sempre più leader e decisivo.

Al minuto 36 la tripla del 65-81 di Lorbek sembra chiudere tutti i discorsi, ma l’Australia con una eccellente pressione difensiva a metà campo tenta in tutti i modi di rientrare, riuscendo anche a mandare fuori giri Dragic, che commette un ingenuo fallo in attacco con il gomito largo e, con il 2+1 di Newley si porta a -11 costringendo la Slovenia al time out.

La squadra slovena entra in campo in confusione totale, regalando parecchi palloni agli aborigeni, che riescono a rientrare fino al -5 (80-86) a 42” dalla fine. La rimonta, però, si ferma sulla tripla del possibile -3 sbagliata di Ingles, che di fatto consegna agli europei la vittoria, fissata poi sull’ 80-90 dai tiri liberi finali.

Oggi, più che mai, l’assenza di Patty Mills si è fatta sentire, mentre Dragic, se mai ce ne fosse ancora bisogno, si è dimostrato devastante, guidando i suoi alle voci “punti”, “rimbalzi” e “assist”.

Top punti: Baynes (Australia) 21, G. Dragic (Slovenia) 21.
Top rimbalzi: Baynes (Australia) 7, G. Dragic (Slovenia) 7
Top assist: Dellavedova (Australia) 5, G. Dragic (Slovenia) 4

Messico-Lituania 74-87

JORGE GUTIERREZ & PACO CRUZ TUTTO CUORE: senza ombra di dubbio, da parte messicana i “dos hombres del partido” sono Gutierrez, una delle storie più incredibili di questo mondiale (Clicca QUI per leggerla), playmaker dei Brooklyn Nets, e Francisco “Paco” Cruz, senior della Wyoming University. Il primo quarto, esclusi qualche acuti di Ayon e Zamora, contribuiscono a mantenere delle percentuali che potremmo definire di spursiana memoria. Cruz è il faro offensivo (15 punti alla fine del primo quarto, con 3 triple) mentre Gutierrez inventa e crea panico, tanto che coach Kazlauskas cambia già nella prima metà di gara diversi uomini su di lui. Se il Messico è arrivato così in fondo in questa partita, lo deve molto a questo duo. Chiuderanno rispettivamente con 13 punti (5/7 da 2) e 21 punti (con più del 50% sia da 3 che da 2).

LA SOLITA CHIRURGIA LITUANA: i meriti di restare in partita, di infastidire e di confondere il Messico li ha eccome! Ma non appena la Lituania decide di diventare la Lituania, meglio scappare. Non appena è cominciato il “solito gioco” di “penetra e scarica” per i cecchini lituani, la partita è stata completamente in discesa. Troppi i tiratori su quel perimetro. Sebbene, il primo quarto inusuale anche dal punto di vista statistico ha prodotto ben poco, chiuderanno con il 55% dall’arco (11/20), con il neo acquisto del Real Madrid Maciulis che conclude la partita con un pulito 4/4. Troppo precisi anche per una volenterosa difesa come quella messicana.

L’INTELLIGENZA TATTICA DI KAZLAUSKAS: insiste con un gioco, ha il coraggio di abbandonare il piano partita per giocare la sua pallacanestro, senza se e senza ma. E la cosa va più che bene! Lascia spazio sul perimetro ai suoi cecchini, dà sfogo alla fantasia e all’estro dei suoi campioni e loro ripagano la scelta alla grande. Crea un gioco diverso, a partita in corso, per lasciar una metà campo libera per gli 1vs1 di Valanciunas e Motiejunas: sceglie un lato d’attacco, ribalta velocemente la palla affidandola alla guardia di riferimento, mentre sul lato debole uno dei lunghi in alternanza fa curl per ricevere nel pitturato. Il più delle volte è and-one, con il lungo dei Rockets che esegue meglio rispetto al centro dei Raptors.

Top Punti: Maciulis (Lituania) 19, Cruz (Messico) 21.
Top Rimbalzi: Valaciunas (Lituania) 5, Ayon (Messico) 6.
Top Assist: Seibutis (Lituania) 5, Cruz (Messico) 4.