FIBA World Cup – I 5 migliori giocatori ammirati negli ottavi di finale

EMIR PRELDZIC, TURCHIA
Puoi pure tirare con il 28.6% da due ed il 35.7% dal campo, ma se segni le due triple decisive nel giro di 48 secondi, non puoi che essere il migliore. Fin dalla prima partita di questo Mondiale, Preldzic è stato sicuramente uno dei più costanti di una Turchia abbastanza indecifrabile fino a questo momento: sta viaggiando con 12.5 punti, 5.3 rimbalzi e 3.8 assist. Contro l’Australia la truppa di Ataman si è trovata ad inseguire per ben 35 minuti, e nel secondo tempo è finita anche a -12. Quando a 62 secondi dal termine Dellavedova ha infilato il canestro del +5, sembrava ormai persa per la Turchia, ma non per Preldzic: prima ha infilato la tripla del -2 a 48’’ dalla fine, poi dopo il pessimo attacco degli avversari ha colpito ancora, stavolta con 5’’ sul cronometro, ed ha permesso ai suoi di ottenere una qualificazione ai quarti piuttosto insperata.

ARCHIVIO_MONDIALEFIBA_GRANADA_32 copiaRAULZINHO NETO, BRASILE
Quando Huertas non gira a dovere, i verdeoro sanno sempre su chi fare affidamento. Nell’ottavo con i cugini argentini, Marcelinho non è mai riuscito ad entrare in partita (0/4 dal campo, 0 assist e 0 punti in 15’), mentre Neto ha giocato una partita molto solida, senza mai strafare e guidando la squadra alla vittoria con un secondo tempo fantastico. Rispetto al solito, Raulzinho ha tirato molto di più ed ha fatto bene visti i risultati: 21 punti con 9/10 dal campo e 2 assist in 24’. Playmaker davvero molto interessante, sta giocando un ottimo Mondiale ed è una delle chiavi del successo brasiliano.

JONAS VALANCIUNAS, LITUANIA
Dopo essere scappata subito a +15 con un ottimo primo quarto, la Lituania si è fatta sorprendere dalla Nuova Zelanda, squadra con diversi giocatori di buon livello e soprattutto con uno stile di gioco veramente difficile da interpretare e difendere. E così nell’ultimo quarto i neozelandesi, trascinati da un Corey Webster strepitoso (26 punti), sono tornati ad uno svantaggio in singola cifra. Ma Jonas Valanciunas si è assicurato che gli avversari non potessero compiere un clamoroso upset: ha segnato 8 dei suoi 22 punti nei 10’ finali ed ha garantito il successo per 76-71, che sono valsi alla Lituania la qualificazione ai quarti di finale. Dopo essere andato un po’ a corrente alternata durante la prima fase, il lungo dei Raptors ha giocato bene e con continuità, strappando anche 13 rimbalzi e facendo così registrare la doppia-doppia. A soli 22 anni, Valanciunas sta cercando di essere il leader di questa nazionale, che ha bisogno di ritrovare i suoi punti fermi: se Jonas riuscirà a rimanere sugli alti livelli, battere la Turchia ai quarti sarà ampiamente possibile.

serbia-egitto_2BOGDAN BOGDANOVIC, SERBIA
Erano anni che questo ragazzo sognava una prova così con la maglia della sua nazionale. Considerato il talento importante che possiede, viene da chiederci come mai prima di ieri non sia riuscito a fare un ventello con la Serbia: la risposta l’ha data coach Djordjevic nel post-partita, confidando che Bogdan è molto ansioso prima di scendere in campo. Dopo l’inizio scintillante di Kalinic, che ha messo a referto 12 punti solo nel primo tempo, ci ha pensato Bogdanovic a fare il mattatore dell’incontro: 21 punti con 3/4 da due e 4/7 da tre e anche 2 assist smazzati in 27’. E’ vero, la Serbia ha vinto perché ha giocato da squadra come non mai e si è passata benissimo il pallone, trovando quasi sempre le conclusioni migliori, ma Bogdan ci ha messo del suo facendo canestro con continuità e scrivendo il personale career-high in Nazionale.

STEPH CURRY, TEAM USA
La stella dei Warriors è stata praticamente uno dei pochi motivi validi per continuare a guardare questa partita, che è stata sempre e comunque nelle mani degli americani. Dopo aver faticato, e non poco, nella prima fase di questo Mondiale, Curry è esploso negli ottavi con una prestazione delle sue: ben 6 triple a bersaglio su 9 tentativi, 20 punti, 3 rimbalzi, 4 assist, 1 recupero e 0 turnover in soli 24 minuti. Insomma, è tornato a giocare su alti livelli proprio nel momento più importante, dato che adesso c’è da vincere una medaglia d’oro: Steph è un’arma fondamentale per il Team USA, perché può aprire il campo con il suo micidiale tiro e soprattutto può disimpegnarsi alla grande in cabina di regia, cosa di cui la squadra ha grande bisogno, considerato che Rose sta andando a corrente alternata.