Il Team USA e dietro il vuoto: 5 numeri da conoscere sul dominio americano

129-92. E’ questo il risultato della finale della FIBA World Cup 2014. Per la seconda edizione consecutiva, è stato il Team USA a mettersi al collo la medaglia d’oro, ma stavolta l’ha fatto con una prova superlativa, che non ha lasciato scampo agli avversari. La Serbia, infatti, è rimasta in gioco e ci ha addirittura creduto per 5 minuti, quando si è ritrovata addirittura avanti di 8 lunghezze. Poi, però, gli americani hanno iniziato a carburare ed hanno piazzato un parziale di 31-6, trascinati in particolare da Kyrie Irving (26 punti e 6/6 da oltre l’arco) e James Harden (23), che ha praticamente ammazzato la partita. Dopo aver raggiunto quota 100 con 90 secondi ancora da giocare nel terzo quarto (prima squadra di sempre a centrare una simile impresa nel Mondiale), nell’ultimo quarto la truppa di coach K ha un attimino tirato il freno a mano, se così si può dire, ed ha quindi solo sfiorato il record di punti (137, ndr). Tralasciando per un attimo quanto accaduto in quella che è stata una finale senza storia, andiamo a vedere i 5 numeri che meglio esemplificano il dominio assoluto a stelle e strisce in questa competizione.

63 – Come la striscia di vittorie consecutive fatta registrare dal Team USA. L’ultima sconfitta risale al primo settembre del 2006, quando in occasione dei Mondiali in Giappone gli americani cedettero il passo in semifinale ad una Grecia perfetta. Da allora mai un ko, né nelle 45 partite ufficiali FIBA né nelle 18 esibizioni, ed uno scarto medio rifilato agli avversari di 33 punti.

32.5 – Il margine medio tra il Team USA e le altre squadre in termini di punti in questo Mondiale spagnolo. Un tale dominio da parte degli americani non lo si vedeva da circa 20 anni: solo nel ’92 e nel ’94 fecero di meglio, rispettivamente con 43.75 e 37.5 punti di scarto. E questo è un dato che deve far riflettere molto: se è vero che le stelle della NBA hanno avuto un tabellone piuttosto agevole e non hanno incontrato squadre come Grecia, Francia e Spagna che avrebbero quantomeno potuto far sudare loro il successo, allo stesso tempo bisogna dire che mancavano giocatori del calibro di LeBron James, Kevin Durant, Kevin Love, Paul George, LaMarcus Aldridge. Ciò dà solo più valore a questa spedizione a stelle e strisce, che non ha messo in campo solo lo strabordante talento individuale, ma è stata capace di essere più squadra rispetto ad altri Dream Team.

21 – E’ stato lo scarto minore che gli Stati Uniti hanno rifilato ad un’avversaria nel corso di questa competizione internazionale. Si tratta ovviamente della Turchia di quella vecchia volpe di coach Ataman, a cui va riconosciuto il merito di aver saputo ingabbiare gli americani per 30 minuti con una squadra tutt’altro che irresistibile, come si è visto nelle altre partite del torneo. I turchi sono stati gli unici a badare soprattutto a bloccare il gioco americano, mentre le altre squadre hanno cercato più di giocarsela, facendo leva sui loro punti di forza. Che quest’ultima non sia la strada giusta per tener testa agli USA?

9 – Come le partite consecutive vinte in questo Mondiale, tutte con almeno 20 punti di scarto. Nessuna squadra nella storia di questa competizione era mai riuscita a centrare un’impresa simile, a testimonianza del dominio tecnico, atletico e fisico di cui parlavo già poche righe più sopra.

4 – Sono le medaglie d’oro vinte negli ultimi sei anni dal Team USA: mai nessuno era riuscito a vincere due Olimpiadi (2008-2012) e altrettanti Mondiali (2010-2014) consecutive. Mentre per quanto riguarda solo la World Cup, gli americani sono i terzi in assoluto a salire sul gradino più alto del podio per due volte in fila: prima di loro c’erano riuscite Brasile (1959-63) e Serbia (1998-2002).