L’altro “Dream Team” della FIBA World Cup 2014

Può sembrare assurdo che una nazione con una popolazione numericamente inferiore a quella di uno stato come il Connecticut possa sfidare gli Stati Uniti sul palcoscenico internazionale di pallacanestro, ma questo è proprio ciò che la Lituania ha intenzione di fare. I vice-campioni d’Europa in carica (nel 2013 solo la Francia è riuscita a mettersi tra loro ed il titolo) sono pronti ad approdare in terra iberica con l’obiettivo di tornare a casa con una medaglia. Il Team USA, invece, parte per vincere, un risultato diverso sarebbe considerato un grande fallimento: ma la strada verso il successo potrebbe non essere così facile come appare, soprattutto perché la Lituania potrebbe rappresentare una seria minaccia nel cammino verso la finale.

“L’altro Dream Team”, soprannome che nasce dall’omonimo documentario ispirato alla storia della nazionale lituana del 1992, che si presentò come paese indipendente alle Olimpiadi del 1992 e vinse il bronzo, dovrà fare a meno del suo leader, Linas Kleiza. Dopo una stagione deludente tra le fila del Fenerbahce, l’ex NBA si è preso l’estate per ricaricare le batterie e farsi trovare pronto alla sfida che lo attende con l’Olimpia Milano, vogliosa di bissare lo scudetto dello scorso anno e di tornare grande anche in Eurolega. Per la Lituania è ovviamente un duro colpo la sua assenza, dato che stiamo parlando di un esterno che è stato a lungo un punto fermo della nazionale.

Con Kleiza fuori dai giochi, la pressione maggiore cade sulle spalle di Jonas Valanciunas, chiamato ad essere uno dei giocatori più dominanti di questa spedizione mondiale. Già nei precedenti tornei aveva svolto un ruolo prezioso, ma adesso ha 22 anni, è reduce da una stagione NBA in cui è migliorato molto (11.3 punti e 8.8 rimbalzi di media) e dalla sua presenza interna potrebbe dipendere il successo o meno della squadra. Valanciunas si sta affacciando alla sua terza annata oltreoceano ed i Mondiali potrebbero certamente aiutarlo a salire ulteriormente di livello. Cosa che poi potrebbe avere risvolti economici importanti, dato che se si dovesse affermare come uno dei migliori giocatori della competizione e poi confermare nella lega americana, la prossima estate potrebbe tranquillamente richiedere un’estensione del contratto più remunerativa. Jonas non è uno di quei giocatori spettacolari: la sua caratteristica migliore è la solidità, che spesso fa vincere le partite più delle grandi giocate.

Al suo fianco ci sarà Donatas Montiejunas, talentuoso lungo di 213 cm che sta provando a farsi un nome anche nella NBA tra le fila dei Rockets di Harden e Howard. L’ex Treviso porterà alla squadra una doppia dimensione interna-esterna ed una stazza fisica che può causare problemi di matchup a praticamente tutti i frontcourt della competizione. Nell’ottimo cammino di preparazione, terminato con 12 vittorie e 2 sole sconfitte, Montiejunas si è distinto in diverse occasioni, soprattutto quando ha messo a referto 18 punti nell’ampio successo sulla Grecia. Se da giovane talento riuscisse a confermarsi in qualità di titolare serio e affidabile, potrebbe essere un X-Factor molto importante per i lituani. Alle loro spalle ci saranno i gemelli Lavrinovic, Darjus e Ksystof, probabilmente alla loro ultima competizione importante con la nazionale, dato che sono prossimi ai 35 anni. Stiamo parlando senza ombra di dubbio di due tra i migliori lunghi europei dell’ultimo decennio che, nonostante le grandi leve, sono capaci di essere mortiferi al tiro, come vuole la più classica delle tradizioni lituane. Altro membro storico è Paulius Jankunas, che con il suo gioco fisico e energico all’interno contribuirà a dare alla selezione di Jonas Kazlauskas uno dei frontcourt più profondi, completi e temibili del Mondiale.

Ma se la Lituania è molto solida nel reparto lunghi, lo stesso non si può dire di quello degli esterni, che è pieno di punti interrogativi. Con il ritiro di Sarunas Jasikevicius, non è emerso nessun playmaker puro di un certo livello in grado non di reggere il confronto con tale leggenda, ma almeno di essere competitivo in un torneo duro come il Mondiale. Mantas Kalnietis è certamente il leader di questa squadra ed uno dei pochi in grado di creare dal palleggio, ma la sfortuna ha voluto che s’infortunasse proprio alla vigilia della competizione, privando i lituani di una pedina fondamentale. A questo punto minuti importanti verranno affidati a Renaldas Seibutis, shooting guard che nello scorso Europeo ha svolto un ruolo fondamentale con 17.4 punti, 3.1 rimbalzi, 1.8 assist e 1.3 recuperi di media, ed a Sarunas Vasiliauskas, playmaker di 25 anni che dovrà provare a dimostrare di poter non fare rimpiangere l’assenza di Kalnietis. In ala piccola il titolare sarà Martynas Pocius, voglioso di riscatto dopo aver disputato un Eurobasket non esaltante a causa di un infortunio. Rimpiazzare Kleiza non sarà sicuramente facile, ma stiamo parlando comunque di un giocatore di talento e di sicuro affidamento, che ha sempre militato tra squadre di Eurolega (Kaunas e Real Madrid). Alle sue spalle partirà il solito Jonas Maciulis, fresco di trasferimento dal Panathinaikos al Real Madrid: è uno di quei giocatori di energia e di talento su cui la Lituania punta molto in competizioni dure come questa. 

La truppa di coach Kazlauskas si ritrova in un gruppo assolutamente abbordabile: le uniche sfide interessanti saranno quelle con l’Australia e la Slovenia, per il resto la squadra cercherà la quadratura giusta per poi presentarsi pronta alla fase finale e ad un’eventuale sfida con il Team USA. E’ vero, alla notizia dell’infortunio di un giocatore importante come Kalnietis in molti hanno dato per morte e sepolte le possibilità di medaglia della Lituania, ma non va mai dimenticato che stiamo parlando di una nazionale che gioca con un orgoglio fuori dal comune, che sa trarre forza dalle difficoltà e che soprattutto gioca insieme da tanto tempo. Obiettivamente non è una squadra all’altezza di quella pur rimaneggiata del Team USA, ma è di pallacanestro che stiamo parlando, quindi niente è già scritto: se queste due nazionali dovessero affrontarsi, magari in semifinale, aspettatevi una partita appassionante.