Le stelle del futuro: i 5 migliori giovani del Mondiale U17

Si è concluso lo scorso weekend il Mondiale U17, che ha visto trionfare nuovamente la rappresentativa degli Stati Uniti, che ha sempre vinto il torneo da quando è stato istituito nel 2010. Andiamo a vedere quali, secondo Basket Scout, sono i 5 migliori prospetti della competizione. 

Isaac Humphries (Australia – Centro) – Classe 1998, uno dei più giovani del torneo, ma allo stesso tempo uno dei più dominanti. D’antologia la prestazione contro il Canada, dove ha chiuso con ben 41 punti, record  di punti realizzati in una singola partita nel torneo. Oltre ad un ottimo realizzatore si è dimostrato un buon rimbalzista, dato che ha chiuso con 11.6 rimbalzi a partita, con l’apice raggiunto sempre contro il Canada (19). Dispone già di ottimi movimenti in post, che potrà migliorare ancora molto nei prossimi anni: non dimentichiamoci infatti che ha 16 anni, e soprattutto degli ottimi movimenti difensivi.

Diamond Stone (USA – Centro) – C’era l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda la nazionale USA, dall’MVP Newman passando per Rabb a Tatum. I giocatori della selezione a stelle e strisce sono quelli che avranno nettamente un futuro importante, ma noi ci concentriamo su Diamond Stone. Il centro ha giocato un ottimo torneo dimostrando di essere un buon realizzatore, ma soprattutto un giocatore completo in grado di giocare con la stessa qualità sia in attacco che in difesa. Con lui in campo il +/- è di 21.4, che fa capire l’importanza del giocatore all’interno del contesto, sotto le plance è anche un ottimo stoppatore, chiudendo con 3.3 stoppate di media a partita.

Arnaldo Toro (Porto Rico – Ala grande) – Il torneo del Porto Rico è stato ottimo, chiuso al quinto posto, davanti a nazionali del calibro di Canada, Grecia, Italia, Francia ed Argentina. L’eroe di questa spedizione è assolutamente Arnaldo Toro, giocatore proveniente dal Puerto Rico National Program, che si è distinto nel torneo come la miglior ala grande, dotato di ottime mani ed i 16 punti di media lo testimoniano. Sa attaccare in post come anche direttamente dal palleggio, il che lo rende un cliente scomodo ai vari avversari. In fase difensiva sa il fatto suo, anche se certe volte si fa prendere dalla mania di seguire più il pallone che il proprio avversario.

Jaamal Murray (Canada – Guardia) – Assolutamente il miglior giocatore della rappresentativa canadese, che spera nei prossimi anni di lanciare un altro giocatore di livello nel basket professionista. Guardia dotata di un’ottima tecnica individuale, in grado di creare quello che vuole dal palleggio e devastante quando attacca in penetrazione, ha chiuso il torneo con 16.4 punti di media a partita tirando con il 43.8% complessivo dal campo. In fase difensiva, invece, ci sono molte lacune che con il tempo potrà assolutamente porre rimedio, visto che la sua difesa verso il suo diretto avversario è blanda e in scivolamento ha dimostrato di faticare nel tenere i suoi vari avversari, ma con un buon allenamento può migliorare sensibilmente questo aspetto del suo gioco.

Maximo Fjellerup (Argentina – Guardia tiratrice) – Interessante prospetto in casa Argentina, il giocatore su cui si è poggiato l’intero gioco offensivo della squadra sudamericana per tutto il torneo. Si è preso le sue responsabilità chiudendo con ben 13.1 punti di media. Oltre alla fase realizzativa ha dimostrato di essere un buon passatore, chiudendo con 2.9 assist di media a partita. Nostante i suoi 194 cm si è comportato molto bene a rimbalzo andando per ben 2 volte in doppia cifra. In fase difensiva si è comportato in modo tutto sommato positivo, anche se qualche lacuna c’è, come la difesa sotto il canestro, ma niente che non si possa migliorare con il duro allenamento.