L’MVP e il miglior quintetto del Mondiale secondo MY-Basket.it

A margine della finale stravinta dal Team USA contro la Serbia, si è tenuta l’annunciazione e la premiazione del miglior quintetto e dell’MVP della FIBA World Cup 2014. Teodosic, Irving, Batum, Gasol e Faried sono stati scelti in qualità di starting five ideale, con Kyrie che si è portato a casa anche il trofeo di miglior giocatore. Andiamo a vedere ed a motivare il quintetto e l’MVP di MY-Basket.it, che si discosta di poco da quello della FIBA.

MILOS TEODOSIC, SERBIA (@gabrielegall)
Statistiche: 13.6 punti, 55.4% da due, 57.9% da tre, 4.4 assist, 2.1 rimbalzi in 27 minuti
Il Teodosic visto nella fase finale di Madrid è di gran lunga il playmaker europeo più forte che c’è attualmente in circolazione. Djordjevic è riuscito in un mezzo miracolo con lui: lo ha fatto rendere al massimo, ma soprattutto con continuità e solidità mentale, quella che è sempre mancata a Milos nei momenti decisivi della sua carriera. In cabina di regia per la Serbia è stato semplicemente sublime, ha giocato il pick&roll come nessun altro al mondo, ha disegnato linee di passaggio inimmaginabili per qualsiasi essere umano ed ha anche tirato da oltre l’arco con percentuali ottime. Se la Serbia è tornata a mettersi al collo una medaglia mondiale, tanti meriti sono suoi.

KYRIE IRVING, STATI UNITI D’AMERICA (@ClaudioPavesi)
Statistiche
: 12.1 punti, 2.6 rimbalzi, 3.6 assist, 1.9 recuperi, 54.4% da due, 60.9% da tre, 83.3% ai liberi in 24 minuti
Stiamo parlando di un ragazzo di 22 anni in grado di portare a termine una finale Mondiale da 26 punti e 4 assist con 10/16 dal campo e 6/6 da tre punti in 24 minuti. Potremmo già finire qui il discorso ma cerchiamo di andare oltre. Il playmaker dei Cleveland Cavaliers è stato la chiave di volta di Team USA lungo tutta la competizione, Coach K infatti (che lo volle anche a Duke, in NCAA) gli ha dato in mano le chiavi della squadra e Irving ha risposto alla grande. Sempre lucido, sempre in controllo (mai ha fatto più di 2 palle perse in una partita) e sempre attento ai bisogni dei compagni, Irving è stato il giocatore perfetto in cabina di regia anche per permettere a Derrick Rose di riprendere confidenza col campo senza dover avere troppe responsabilità fin da subito. Irving non ha solo stregato avversari e tifosi con giocate al limite dell’umano, si è anche rivelato fondamentale per i compagni: era socievole e sorridente con tutti, sempre pronto a un balletto con DeMarcus Cousins così come a un discorso serio e tecnico con coach Krzyzewski, a esultare per il canestro di un compagno così come a dare indicazioni a chi commetteva un errore. Insomma, Iriving ha condotto i suoi in campo e fuori guadagnando tonnellate di leadership ed esperienza che certamente farà comodo al futuro di Team USA e al suo futuro NBA al fianco di LeBron James e Kevin Love.

NICOLAS BATUM, FRANCIA (@gabrielegall)
Statistiche
: 14.6 punti, 65.2% da due, 32.6% da tre, 3.1 rimbalzi, 1.3 assist, 1.3 recuperi in 29 minuti
Prima della semifinale, è andato un po‘ a corrente alternata, tra prestazioni convincenti ed altre meno, soprattutto per via di un impatto poco positivo nei momenti cruciali delle partite. E neanche nella grande vittoria sulla Spagna è stato tra i migliori, o meglio non è stato il Batum che anno dopo anno sta sempre di più spiegando pallacanestro nella NBA. Ma nella semifinale contro la Serbia è finalmente uscito fuori tutto il suo talento ed il suo carattere: in una partita che sembrava già finita, Nicolas ha sfoderato 17 punti nel solo ultimo quarto e per poco non è riuscito a guidare la Francia ad una clamorosissima rimonta. Dopo i 35 punti con 8/12 da tre messi a referto in semifinale, nella sfida per il bronzo ha deciso di essere ancora cestisticamente onnipotente: 27 punti con soli 12 tiri presi in 26 minuti e Lituania al tappeto.

BORIS DIAW, FRANCIA (@gabrielegall)
Statistiche
: 9.2 punti, 56.4% da due, 35.7% da tre, 4.6 rimbalzi, 4.0 assist, in 25 minuti
La sua esclusione dal miglior quintetto della competizione da parte della FIBA ha suscitato non poche polemiche. E’ vero che Pau Gasol ha giocato dei Mondiali strepitosi, ma allo stesso tempo non va ignorato il fatto che lo spagnolo è comunque caduto proprio contro la Francia di Diaw. Magari qualche volta è andato in difficoltà ed ha avuto problemi di falli, ma nei momenti decisivi non è mai mancato il suo fondamentale apporto, che sia un canestro da tre punti, un assist illuminante, una gran difesa o un movimento poetico sul piede perno. La sua intelligenza gli permette di rimanere sempre dentro la partita, anche quando magari non riesce a rendere come vorrebbe: lui È la Francia senza Parker, è il leader tecnico e spirituale del gruppo e gli vanno riconosciuti tanti meriti in questo bronzo mondiale, insperato alla vigilia.

MVP – KENNETH FARIED, STATI UNITI D’AMERICA (@ClaudioPavesi)
Statistiche
: 12.4 punti, 7.8 rimbalzi, 0.7 assist, 64.6% da due, 66.7% ai liberi in 21 minuti
Semplicemente l’MVP della competizione, Faried infatti è stato una forza della natura per tutta la durata della FIBA World Cup 2014. A differenza di molti suoi compagni non è mai stato all’All-Star Game e anche nei Denver Nuggets non era considerato come una stella, inoltre il ragazzo proveniente da Morehead State è stato tra i più criticati all’inizio della spedizione per il suo gioco basato eccessivamente sull’energia e poco sulla tecnica, in contraddizione quindi con la tradizione del basket FIBA. Faried ha smentito tutto senza cambiare di una virgola il suo gioco: ha difeso con intensità, ha schiacciato ogni palla alta lanciata nella sua direzione e ha catturato una serie infinita di rimbalzi (sui 70 totali presi nella competizione ben 35, la metà, sono offensivi). Insomma, il solito Faried. Energia, determinazione e umiltà sono state le chiavi del successo di Faried, il quale ha dimostrato che anche il nome meno conosciuto, anche chi arriva dal nulla, può fare la differenza.