Nel frattempo a Barcellona… Curry inizia lo show, i fratelli Dragic lo continuano

Quando si ha a disposizione una woorking media room sconfinata e con schermi posizionati in ogni dove, non è affatto difficile seguire le partite di Barcellona, anche perché si svolgono tutte in orari diversi rispetto a quelle di Madrid. E così ho potuto buttare più di un occhio sul Team USA e sulla Slovenia, che si affronteranno ai quarti di finale dopo essersi liberate rispettivamente di Messico e Repubblica Dominicana.

Per quanto riguarda la selezione a stelle e strisce, anche stavolta è stata una passeggiata: il passivo finale sarebbe potuto essere molto più pensate dell’86-63 finale, ma nell’ultimo quarto gli americani hanno tirato i remi in barca ed i messicani ne hanno approfittato. In una partita che ha avuto ben poco da dire, una buona notizia per gli USA però c’è: Stephen Curry è finalmente venuto fuori a giocare ed a deliziare la platea europea. Il suo Mondiale, infatti, finora è stato al di sotto delle attese: ha faticato moltissimo nelle prime due partite (4/17 complessivo dal campo), poi mano a mano ha iniziato ad adattarsi al gioco europeo e di conseguenza a migliorare. Contro la Nuova Zelanda è arrivata la sua prima doppia cifra (12), mentre nell’ultima partita del girone ne ha firmati 14 a discapito dell’Ucraina. Niente a che vedere però con lo show che ha messo in piedi contro il Messico: primo ventello della sua esperienza internazionale, 6/9 da oltre l’arco alla sua maniera ed il pubblico ai suoi piedi. Se anche Curry dovesse entrare in pieno ritmo, allora gli USA sarebbero ancora più duri da battere: dopo aver fatto affidamento principalmente affidamento su Anthony Davis e Kenneth Faried, il tiro da tre punti della stella dei Warriors è fondamentale per bilanciare l’attacco. Tra l’altro Steph ha anche una certa pressione sulle spalle, derivata dall’onore e l’onere di far girare la squadra: con Derrick Rose che sta ancora cercando di scrollarsi di dosso la ruggine, è Curry il playmaker più pericoloso degli statunitensi.

Chi invece il proprio show lo ha iniziato molto presto e non accenna a fermarlo, sono i fratelli Dragic, che stanno viaggiando con una media complessiva di 29.7 punti e 5.8 assist a partita. Sulle ali dei “Dragon”, la Slovenia sta dimostrando di essere una squadra molto pericolosa da affrontare, in grado di competere con chiunque grazie soprattutto alla coesione del gruppo. C’è qualcuno che ha iniziato anche a parlare di medaglia per questa Nazionale, ma se non è impossibile, poco ci manca: questo perché è capitata nella parte di tabellone degli USA, che affronteranno già a quarti di finale. Nella partita d’esibizione alla vigilia dei Mondiali, quando le due squadre si sono affrontate, c’è stata una netta imposizione da parte degli americani, che hanno rifilato 30 punti alla Slovenia e messo la museruola a Goran, come mai nessuno è riuscito a fare finora in questi Mondiali. Non è detto che finisca nuovamente così, di sicuro i Dragic e compagni ce la metteranno tutta per mettere in difficoltà la corazzata a stelle e strisce. Se Goran è ormai considerato uno dei migliori giocatori del panorama cestistico internazionale, il fratello Zoran ne sta facendo di strada: ha meno talento in senso assoluto, ma a 25 anni è già un giocatore molto solido, che sa come essere decisivo per la sua squadra su un campo di gioco. Non a caso, anche grazie all’ottimo Mondiale che sta disputando, diverse franchigie della NBA hanno iniziato a seguirlo con grande attenzione.