Team USA vulnerabile senza Love? Le opzioni ad un mese dal Mondiale

La notizia di Kevin Love che ha rinunciato ai Mondiali ha fatto sì che tra gli addetti ai lavori, ma soprattutto tra gli appassionati americani sorgessero dei dubbi sul Team USA. Che sulla carta diventa un po’ meno irresistibile alla luce dell’assenza dell’ala dei Timberwolves, che va ad aggiungersi a quelle già certe dei vari LaMarcus Aldridge, Kawhi Leonard e Blake Griffin. Il gioco di Love si sarebbe adattato molto bene allo stile di basket dei Mondiali, dato che è un lungo che tira con ottime percentuali dalla lunga distanza e avrebbe rappresentato un vero e proprio incubo per le difese avversarie, essendo difficilmente accoppiabile.

Ovviamente la nazionale a stelle e strisce è sempre la favorita d’obbligo per la medaglia d’oro, che significherebbe qualificazione diretta per le Olimpiadi del 2016, ma la Spagna segue con grande attenzione l’evolversi della situazione del Team USA. Questo perché, con l’assenza di Love, gli iberici potrebbero avere un vantaggio sotto le plance: i fratelli Gasol e Serge Ibaka sono un mix perfetto di talento, stazza e atletismo e rischiano di mettere in grave difficoltà gli americani, che hanno a disposizione due soli centri, tra l’altro giovani e senza esperienza internazionale (Andre Drummond e DeMarcus Cousins), ed altrettante power forward (Anthony Davis e Kenneth Faried). Nella finale delle Olimpiadi del 2012, gli iberici rimasero in partita fino a quando Marc Gasol non ebbe problemi di falli, a testimonianza di come il loro frontcourt possa fare la differenza: inoltre, quest’anno giocheranno in casa ed il loro pubblico rappresenterà una motivazione in più per tentare di detronare gli americani. 

Ma da qui a definire vulnerabile la truppa di coach Krzyzewski ce ne passa. Questo perché le opzioni a disposizione sono veramente tante, ed in più bisogna ricordare che assemblare una squadra per un evento internazionale è abbastanza diverso dal mettere insieme un roster NBA. Se ripensiamo ai Team USA che nel 2008 e nel 2012 hanno trionfato rispettivamente alle Olimpiadi di Pechino e di Londra, ci accorgiamo che questi avevano solo due o tre “big man” della lega e non ne venivano mai schierati due contemporaneamente. Questo perché per la maggior parte del tempo abbiamo visto LeBron James e Carmelo Anthony schierati da quattro con eccellenti risultati. Nessuno dei due parteciperà al Mondiale di Spagna, ma poco male: c’è un certo Kevin Durant, il miglior stretch-4 attualmente in circolazione, che può andare a nozze di fianco a Davis o Drummond, due lunghi che primeggiano tra pick&roll, difesa, rimbalzi e stoppate.

Tra l’altro, anche Chandler Parsons può essere adattato da 4, così come Paul George, il quale però giocherà quasi esclusivamente da small forward, con alle spalle Gordon Hayward. Le scelte più difficili riguardano il backcourt, perché c’è un’abbondanza di talento spaventosa. Per quanto riguarda lo spot di 2, se James Harden è sicuro di un posto, dato che ha una corsia preferenziale avendo già partecipato alle ultime Olimpiadi, in lotta ci sono Bradley Beal e Klay Thompson (entrambi eccellenti tiratori, il primo è un miglior passatore, il secondo un più che discreto difensore), oltre a DeMar DeRozan. Decidere quali point guard portare in Spagna sarà davvero dura: l’impressione è che alla fine tra i 12 rientreranno ben 4 tra John Wall, Steph Curry, Kyrie Irving, Damian Lillard e Derrick Rose, anche perché ad esempio uno come il play dei Warriors può tranquillamente giocare da shooting guard a livello internazionale.

Insomma, nonostante qualche problemino nel reparto lunghi dovuto a defezioni importanti, il Team USA può contare sempre su una profondità di talento e di atletismo che rende la perdita di un Kevin Love tutt’altro che devastante: coach Krzyzewski ha così tante opzioni che è impossibile non considerare i suoi ragazzi come i grandi favoriti di questo Mondiale.