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Alla scoperta dei centri del Barça – Tomic, Samuels e Lawal possono convivere?

Il Barcelona ha puntato molto sul reparto lunghi, firmando in successione Shane Lawal e Samardo Samuels (oltre al giovane prospetto Aleksandar Vezenkov, comunemente noto anche come “Sasha” ed MVP dello scorso campionato greco a soli 19 anni; vi consiglio vivamente di seguire questo ragazzo, perché sarà uno dei migliori lunghi d’Europa nel giro di 2 anni), lasciando per ultima la sostituzione di Marcelinho, per cui si parla di Arroyo come possibile erede del play brasiliano. I centri del Barça potrebbero sembrare, a primo impatto, i migliori d’Europa, se considerati complessivamente; tuttavia, alcune lacune devono essere analizzate e una variabile su tutte potrebbe spezzare i sogni di gloria degli azul-grana: la possibilità di coesistenza tra Tomic, Samuels e Lawal.

Per quanto riguarda Ante Tomic, il centro croato è uno dei migliori d’Europa a livello offensivo e per visione di gioco, tant’è che a volte regala assist degni del miglior playmaker che si possa ammirare in Euroleague, eppure difensivamente è un peso non indifferente per il sistema catalano, poiché è lento nelle letture sul p’n’r avversario e non riesce a tenere centri più piccoli, ma più atletici. Per quanto Tomic sia uno dei migliori centri d’Europa, è palese come soffra contro avversari più verticali e atletici, che lo obbligano, spesso e volentieri, a spendere falli evitabili e ad uscire dal match già nella prima metà di partita (cosa successa, peraltro, anche nelle ultime Finals di Liga ACB, contro il Real Madrid). Questo è un aspetto da non sottovalutare, poiché anche i nuovi innesti, Samuels e Lawal, hanno bisogno di giocare tanto per poter rendere ai massimi livelli e, per quanto riguarda il centro ex-Sassari, il gioco dei catalani potrebbe non essere il più indicato per il suo rendimento.

Passando a Samuels, credo di essere, con tutta probabilità, uno dei suoi più grandi “haters”, non tanto per la sua capacità di essere dominante nella fase offensiva (una capacità innegabile, a dire il vero), quanto per la sua incapacità di essere un gran centro a livello di Euroleague, esclusa la performance contro il Nizhny Novgorod dello scorso anno, e di saper difendere. Già, perché il più grande limite di Samuels è proprio la fase difensiva, con letture sul p’n’r avversario ai limiti della legalità e con raddoppi sul portatore di palla da far rabbrividire, che hanno consentito ai centri avversari di banchettare spesso liberamente sotto le plance milanesi. Il valore del giocatore non si discute, ma alcuni limiti sono palesi, e sono proprio quelle mancanze che non hanno permesso all’ex-Olimpia di costruirsi una carriera di tutto rispetto in NBA. Inoltre, Samuels ha dimostrato di aver bisogno di tanti minuti sul parquet per potersi esprimere ai massimi livelli e, considerando lo status da “top player” di cui gode Tomic a Barcellona, potrebbe non trovare più di 10-15 minuti nelle rotazioni catalane, a meno che coach Pascual non decida di azzardarlo come 4 tattico in certe situazioni di gioco, o di fare ampio turnover in Liga, risparmiando Tomic solamente per le gare di Euroleague. Non si dia troppo risalto ai minuti di media in Serie A o in Euroleague, che potrebbero trarre in inganno rispetto al ragionamento fatto in precedenza, poiché, all’ombra del Duomo di Milano, Samuels era una delle prime scelte offensive di coach Banchi, con la sua ricerca sistematica del gioco in post basso, mentre al Barça potrebbe patire la concorrenza degli altri due compagni di reparto.

SAMARDO SAMUELS
Data di nascita 9 gennaio 1989
Ruolo Centro
Altezza 206 cm
Peso 118 kg
College University of Louisville (2008-2010)
Statistiche Serie A ’14/’15 14.0 ppg, 6.4 rpg, 2.0 apg, 24.6 mpg
Statistiche Euroleague ‘14/’15 12.9 ppg, 5.4 rpg, 60.4% 2P, 26.1 mpg

Su Shane Lawal, invece, sono più fiducioso, perché è proprio il tipo di centro che è mancato nella scorsa stagione ai catalani per poter intimidire gli avversari nel pitturato e per poter dominare a rimbalzo. Le 3 schiacciate e le 2 stoppate (circa) di media nella scorsa Serie A danno la misura del giocatore, dimostrando come Lawal sia un giocatore verticale e un abile difensore del proprio pitturato. A quelli che dicono che il centro ex-Sassari non ha reso ad alti livelli nella scorsa Euroleague, consiglio di guardare bene le statistiche riportare nella tabella sottostante e di raffrontarle con i minuti di media in cui Lawal era sul parquet. Dall’esperienza con Verona, il centro nigeriano è cresciuto in maniera spaventosa e, nei Playoffs della scorsa Serie A, è arrivato a dominare in maniera assoluta quasi tutti i match, dimostrando di possedere anche una tecnica di base più che degna e di saper variare il suo gioco offensivo. La caratteristica che più l’ha portato sotto la luce dei riflettori è stata la sua capacità di conquistare rimbalzi (offensivi e difensivi, indistintamente), trasformandoli, spesso e volentieri, in extra-possessi offensivi o in tap-in schiacciati degni dei migliori highlights.

SHANE LAWAL
Data di nascita 8 ottobre 1986
Ruolo Centro
Altezza 208 cm
Peso 105 kg
College Oakland University (’05-’08) 
Statistiche Serie A ’14/’15 11.3 ppg, 9.5 rpg, 1.9 bpg, 27.4 mpg
Statistiche Euroleague ‘14/’15 9.0 ppg, 7.3 rpg, 1.5 bpg, 22.6 mpg

Sebbene il trio Tomic-Samuels-Lawal possa sembrare uno dei migliori “reparti centri” d’Europa, ci sono molte incognite in merito alla coesistenza di questi tre giocatori. Innanzitutto, avere 3 centri così forti e “dominanti” potrebbe essere controproducente, qualora non venissero stabilite gerarchie ben definite, dando per scontato che Tomic sarà, anche nella prossima stagione, il 1° centro cui si affiderà coach Pascual. Inoltre, come ho già anticipato all’inizio di questo articolo, la differenza tra successo e fallimento sarà fatta dalla capacità di coach Pascual di gestire tre giocatori così importanti, magari usando proprio Samuels da ala grande con Lawal da 5 ma, considerando anche la presenza di Doellman, l’abbondanza potrebbe rivelarsi un problema in casa Barça. Certo, i fenomeni è sempre meglio averli in squadra che non contro, come insegna l’esperienza del Real Madrid dello scorso anno, però è anche vero che non sempre le “prime donne” riescono a convivere nello stesso pollaio. Ai posteri l’ardua sentenza; ma sono certo che, se i 3 tenori riuscissero a convivere e a rendere ai massimi livelli pur dovendo rispettare gerarchie ben precise, le altre contendenti per l’Euroleague avrebbero davvero di che preoccuparsi.