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Alla scoperta di Davide Pascolo, l’ala dal Q.I. cestistico impressionante

Pianificare un ciclo vincente non è facile, ma sicuramente si può cominciare cercando di firmare i migliori italiani che il mercato offre, nell’ottica di quei vincoli sulla “quota italiani” che, a mio modesto avviso, per ora non stanno aiutando granché la pallacanestro nostrana. Milano, appena dopo le celebrazioni dello Scudetto, sembra aver recepito al meglio questa regola non scritta e si assicura le prestazioni di Davide Pascolo, giocatore che tanto le aveva fatto male nel doppio confronto della scorsa stagione in Eurocup e che, in soli due anni nel massimo Campionato italiano, ha dimostrato di essere una delle migliori ali grandi in circolazione.

Circa un anno fa Trento dedicò una videoclip sulla meccanica di tiro di Pascolo (qui il link per vederla) e proprio da questa situazione vorrei partire per descrivere il neo-acquisto di Milano. L’aspetto fondamentale, in un tiro, è la naturalezza del giocatore nell’eseguire il movimento completo, a prescindere dalla bellezza della meccanica e da certi accorgimenti; in molti, a detta dello stesso giocatore, hanno provato a cambiarne la meccanica (due mani dietro la testa) per renderla più fluida e ottenere un rilascio meno macchinoso, ma l’ala non sembra intenzionata a cambiare alcunché e le statistiche sembrano dargli ragione, anche dalla lunga distanza. Detto della meccanica di tiro, Pascolo è sicuramente una delle ali italiane che più comprende la pallacanestro: questo lo si vede da come va a rimbalzo e da come sa giocare in post e in qualsiasi situazione spalle a canestro. Ma lo si nota anche nella ricerca della soluzione offensiva più facile rispetto a come la difesa si sta adattando: un esempio su tutti, il modo di utilizzare il floater da brevissima distanza anziché cercare di schiacciare per evitare possibili stoppate o possibili errori (aspetto importantissimo, perché Pascolo sa perfettamente alzare la parabola di tiro nelle situazioni in cui si trova accoppiato con un difensore ben di più atletico di lui). Ottimo rimbalzista, dotato di un senso della posizione invidiabile e di ottime capacità nel taglia-fuori, nelle sfide stagionali contro Milano si è messo in luce anche come grande assistman, leggendo alla perfezione i tagli a canestro dei piccoli o trovando linee di passaggio molto interessanti dal post medio/alto.

Tra addetti ai lavori e tifosi permane qualche dubbio circa le possibilità di Pascolo di adattarsi anche al livello tecnico-tattico dell’Euroleague, ma personalmente ritengo che il nativo di Udine sia uno di quei giocatori che ha costanti margini di miglioramento fino alla fine della carriera, proprio perché sa leggere e comprendere il gioco, limitando al minimo le forzature e gestendosi al meglio nel corso di ogni singolo match. Certo, 203 centimetri potrebbero essere pochi per il livello della massima competizione europea per club, ma è anche vero che la tecnica di base, i movimenti in post e l’uso del piede perno sono da primo della classe e hanno già messo in difficoltà molte difese durante la scorsa Eurocup. Difensivamente deve migliorare nella lettura del gioco perimetrale del pari-ruolo avversario e nella capacità di raddoppiare con il giusto timing.

DAVIDE PASCOLO
Data di nascita 14 dicembre 1990
Ruolo Ala grande
Altezza 203 cm
Peso 102 kg
College
Statistiche Eurocup ’15/’16 15.0 ppg, 6.1 rpg, 62.3% 2P, 28.4 mpg
Statistiche Serie A ’15/’16 13.4 ppg, 6.4 rpg, 57.5% 2P, 29.0 mpg