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Non è tempo per noi – Elogio del giocatore più sottovalutato d’Europa

Il buzzer-beater contro il Valencia ha portato alla ribalta mediatica il talento di Sergio Llull (da leggere Ser-hio yu-i), senza però dare la misura corretta di quanto il giocatore spagnolo stia dominando da anni le competizioni cui prende parte. Per rappresentare a parole la figura di Llull si potrebbe usare il più classico dei “Quando conta, la mette sempre”, ma ciò non basterebbe a mostrare quella sorta di aura mistico-magica che circonda ogni singola giocata del minorchino. Perciò, per dire 4 parole in merito a uno dei giocatori più sottovalutati e con meno riflesso mediatico d’Europa, ho deciso di continuare nel solco della parafrasi di testi di canzoni (dopo gli episodi su Simon, Diamantidis e Gentile), scegliendo un pezzo di Luciano Ligabue, “Non è tempo per noi”.

[…] Ci han concesso solo una vita. Soddisfatti o no qua non rimborsano mai. E calendari a chiederci se stiamo prendendo abbastanza, abbastanza […] – Giocare nel Real Madrid non deve essere facile e, soprattutto, deve obbligarti a un confronto con talenti assoluti del panorama cestistico continentale, talenti che godono di un “rispetto” mediatico magari completamente diverso dal tuo. In questi anni in cui ho seguito l’Euroleague abbastanza da vicino, ho sentito parlare dei vari Fernandez, Rodriguez, Nocioni e quasi mai di Sergio Llull, forse per quel look che ricorda tempi passati, in un mix tra bohème e anarchia che nemmeno nel 1875 si sarebbe potuto osservare. Si parla troppo poco di un giocatore che ha sempre, costantemente, inevitabilmente avuto un ruolo fondamentale in qualsiasi successo dei madrileni, dimostrandosi capace di fare qualsiasi cosa miscelando perfettamente lo spettacolo alla concretezza, il fine al mezzo. Ma Sergio Llull, a livello individuale, sta “prendendo abbastanza”? Ovvero, sta ottenendo i riconoscimenti individuali che meriterebbe? Probabilmente no, nonostante il titolo di MVP delle Finali ACB 2015, quello di MVP della Coppa Intercontinentale 2015 e quello di MVP della Supercoppa spagnola 2014. In Euroleague vanta solo 1 presenza nei quintetti stagionali (2° quintetto del 2010/2011) sebbene sia la combo-guard più decisiva della competizione da qualche anno a questa parte; certo, Teodosic (e quest’anno anche De Colo) a livello statistico fa un altro sport, come si direbbe in chiacchiere da bar, ma Llull, rispetto al giocatore serbo, vanta una freddezza incredibile nei momenti clou (chiamatelo clutch-time, se preferite) di ogni match. In fin dei conti, quindi, il nativo dell’isola di Minorca non ha ancora raccolto granché rispetto al valore dimostrato, specialmente nelle ultime 4 stagioni; in ciò si inserisce il cosiddetto “credito mediatico”, frutto di personalismi che, a volte, tendono a essere troppo marcati e a non considerare la realtà dei fatti per quella che è.

[…] Strade troppo strette e diritte, per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un po’ […] – Quando si pensa alla categoria delle combo-guard europee vengono in mente nomi come Spanoulis, McCalebb, Jerrells, Brown e compagnia bella, ovverosia giocatori in grado di realizzare tanti punti (in vario modo) e, poi, di servire i compagni giostrando da play; magari per Kill-Bill il discorso dovrebbe essere ampliato, ma non è questa la sede adatta a farlo. Llull, invece, è un esempio atipico di combo-guard, che predilige prima mettersi al servizio dei compagni e, solo quando c’è da vincere il match, realizzare canestri che hanno dell’impossibile e che spezzano in due il match lasciando praticamente senza alcuna speranza gli avversari. Per ampiezza di frecce nella propria faretra, poi, Llull è un giocatore completamente diverso dalle altre CG, specialmente da quelle statunitensi: non ha solo la penetrazione o il tiro da 3 punti, bensì è completo sotto ogni aspetto offensivo, compendiando bene la capacità di giocare in transizione/velocità con quella di saper trovare le contromisure a una difesa schierata o a una zona ben fatta. A ciò si aggiungano un bagaglio tecnico e un Q.I. cestistico che pochi altri giocatori possono vantare in Europa, oltre a un’abnegazione assoluta alla causa e alla maglia dei Blancos. Il tutto, non essendo considerato la vera stella di questo Real, poiché in Castiglia possono vantare di avere in roster giocatori come Fernandez, Rodriguez, Ayon e via dicendo.

[…] Non è tempo per noi, e forse non lo sarà mai […] – Llull si è conquistato le “prime pagine” grazie a un canestro incredibile che ha permesso al Real di battere Valencia nell’ultimo match della Liga; eppure il mondo mediatico ha celebrato solamente quella che è l’ultima di una serie innumerevole di canestri decisivi realizzati dallo spagnolo, dei quali alcuni sono valsi anche qualche trofeo. La prova? Era l’edizione 2014 della Copa del Rey, con il Clàsico a rappresentare l’atto finale di una manifestazione che riserva sempre spettacolo; gli ultimi 8 secondi sono riassunti in questo video.

Ben vengano le celebrazioni per il canestro contro Valencia, purché siano fatte con la consapevolezza che non si sta parlando di un exploit, quanto piuttosto di una regola non scritta che vige all’interno dello spogliatoio madrileno: quando conta, palla a Llull e tutti a festeggiare. Peccato che, almeno in Italia, si parli troppo poco di uno dei giocatori più decisivi (e sottovalutati) d’Europa. Lunga vita a Sergio Llull. Lunga vita ai giocatori da clutch-time. Lunga vita ai poeti del parquet e della cazzimma.

Photo Credit: Euroleague.net