Basket Europeo

Questione di mentalità – L’Olimpia e un’Eurocup che sembra sorriderle

Andrea Cinciarini (EA7 Emporio Armani Milano) & Jamel McLean (EA7 Emporio Armani Milano) durante la finale della BEKO Final Eight 2016 fra EA7 Emporio Armani Milano e Sidigas Avellino. Basket - Milano 21/02/2016 - Stefano Gariboldi/Newphotopress © All Rights Reserved

La vittoria contro il Banvit negli EighthFinals di Eurocup ha rilanciato le ambizioni europee di una Milano che, fino a qualche tempo fa, non sembrava dare la priorità alla seconda Coppa europea per club della Euroleague. L’Olimpia ha patito non poco per superare i turchi, specialmente nel match di ritorno giocatosi al Forum di Assago, e ha visto palesarsi i soliti problemi strutturali di un roster che non può contare su Batista e deve affidarsi a un Barac sempre meno in ritmo. Eppure, il tabellone della competizione sembra “sorridere” ai biancorossi, poiché quelle che vengono riconosciute come le corazzate rimaste in gioco, ovverosia Galatasaray e Bayern Monaco, si scontreranno in un Quarto di Finale e la vincitrice potrà essere affrontata unicamente in un’ipotetica Finale. Occhio, però, a sottovalutare squadre come Trento e Nizhny Novgorod, potenzialmente molto ostiche da affrontare e capaci entrambe di regolare squadre sulla carta ben più “forti” o quantomeno blasonate.

Fattore Kruno – Simon è il go-to-guy dei biancorossi da quando Gentile si è dovuto fermare per infortunio e in Eurocup sta viaggiando a 14.5 punti, 4.5 rimbalzi e 3.5 assist di media nelle otto partite fin qui disputate, di cui 5 in cui è partito in quintetto. Il rientro di Gentile (il capitano biancorosso dovrebbe essere a disposizione già per la festa domenicale per gli 80 anni della società, in programma per il match del 6 marzo contro Torino), però, obbliga l’ambiente milanese a ridefinire gli equilibri e le gerarchie di squadra, perché il funambolo croato non potrà certamente più prendersi 10 tiri a partita, come accaduto nel doppio confronto contro il Banvit. Simon potrebbe tornare a fare il 6° uomo di lusso considerando il rientro in quintetto del capitano e al netto di accoppiamenti che permettano una chimica di squadra costante; ciò anche perché l’abbondanza di talento offensivo, con un potenziale trio Simon-Gentile-Sanders (rispettivamente in 2, 3 e 4), potrebbe rivelarsi un problema ed essere controproducente.

Ai Quarti, occhio a Wright e al basket di Trento – Già nel doppio confronto tra le due squadre in Serie A, il lungo ex-NBA ha dominato in lungo e in largo sotto le plance ed è stato un rebus insolvibile per i biancorossi; un mix perfetto tra tecnica e atletismo è ciò che contraddistingue Wright e che lo rende uno dei miglior centri presenti in Europa. Considerando che Milano è obbligata a tenere fuori Batista dalle rotazioni in Eurocup e ad affidarsi alla coppia Barac-Magro, risulta chiaro che i biancorossi pagheranno sicuramente dazio sotto canestro a meno che McLean e Macvan non si sacrifichino e giochino dei Quarti da “falsi 5” con ottimi risultati. In questo potrebbe stare la chiave del match a favore dei trentini, a patto che la squadra di coach Buscaglia non dipenda unicamente dalle giocate del proprio centro, come accaduto nel match di ritorno di Campionato, e che giocatori come Lockett e Sutton riescano ad esprimersi ad alti livelli.

Ma Nizhny e Strasburgo? – Si parla di un “percorso in discesa” per Milano verso la Finale di aprile, ma ritengo questa considerazione tanto superficiale quanto sbagliata; non esiste un percorso in discesa in una competizione che vede ogni squadra avere un punto debole cui le avversarie potrebbero attaccarsi come piranha famelici. Superare Trento non sarà certo un passeggiata, ma anche nel caso di accesso alla Semifinale, Milano dovrebbe fare i conti con due realtà coese e ben organizzate: i russi si godono il terzo miglior marcatore della competizione (Victor Rudd, autore di 284 punti totali finora) e il secondo assist-man (Dimitriy Khvostov, che viaggia a 6.7 assist di media), dimostrando di possedere una coralità offensiva che non ha nulla da invidiare a quella di squadre più blasonate, però già eliminate; i francesi, dal canto loro, possono contare sull’esperienza e sul carisma di un CT come Collet e su un reparto piccoli che ha messo in crisi non poche avversarie durante il cammino fino ai Quarti.

Questione di mentalità – Una mentalità vincente, grazie a un salto di qualità fatto durante e dopo la vittoria in Coppa Italia: sul mio blog dissi che la vittoria di Milano contro il Banvit al Forum è stata frutto di tanta cazzimma e di attributi che, fino a pochi mesi fa, era impensabile appartenessero all’ambiente biancorosso. Milano ha cambiato mentalità, c’è poco da fare, perché in altre occasioni della recente storia targata “Armani” non avrebbe mai vinto un match come quello giocato contro i turchi (dove i biancorossi erano sprofondati anche a -12); è proprio questa nuova mentalità, inculcata con gran merito da coach Repesa e da giocatori che non saranno “stelle assolute” ma che hanno una dedizione alla causa smisurata, ad essere un punto di forza che l’Olimpia deve costantemente e necessariamente sfruttare per sopperire a qualche lacuna strutturale che ancora persiste (sto parlando, ovviamente, dello spot di 5). Di questo cambio di mentalità è espressione massima Andrea Cinciarini, giocatore rinato dopo l’arrivo di Kalnietis, in grado di mandare a bersaglio praticamente ogni conclusione nei momenti in cui Milano aveva bisogno di allungare o di ricucire lo strappo dall’avversaria. Mentalità, sta tutto qui. Anche e soprattutto nella pallacanestro.