Real e Olympiacos superano Barcellona e CSKA, si ripeterà la finale del ’95

Intensità a palate nelle due semifinali di Eurolega giocate nella giornata di ieri, che hanno offerto come al solito diversi spunti di riflessione tecnici ma non solo.

Partiamo da quella che secondo molti è stata la sorpresa del venerdì di Final Four, con l’Olympiacos che ha annichilito il CSKA Mosca di Ettore Messina confermando la supremazia greca nei confronti dei russi come visto anche nella finale dell’anno scorso. In questo caso è stata però una partita totalmente diversa, con l’Olympiacos a dominare dall’inizio alla fine del match. Nessuna rimonta incredibile questa volta dunque, per gli uomini di coach Bartzokas, che hanno saputo superare agevolmente la serata storta del fresco MVP di Eurolega Spanoulis (soli 8 punti con un pessimo 312 al tiro) sfruttando bene il fisico dell’ex Veroli Kyle Hines (16 + 10 rimbalzi) e di un Pero Antic in crescita contro il gigante avversario Krstic, limitato alla miseria di 2 punti e ad un altrettanto desolante 15 al tiro. 52 punti sono il minimo stagionale per il CSKA, che aveva il miglior attacco della competizione entrando in questo week end ma che ha trovato per la strada l’ennesima prestazione negativa del proprio playmaker Teodosic (5 punti, un solo canestro dal campo), ancora una volta assente quando la posta in palio iniziava ad alzarsi. Questa è anche la prima sconfitta di Messina in una semifinale di Eurolega, e anche se per essere al primo anno alla guida di una squadra che doveva imparare a trasformarsi da insieme di giocatori a gruppo rodato per come la vivono in Russia una sconfitta a questo punto non può che essere considerato un fallimento.

Nel basket non esiste il pareggio, altrimenti sarebbe finita con questo risultato Real Madrid – Barcellona, che si sono aggiudicati due quarti a testa ed erano ancora in parità a due minuti dalla fine della partita. Il primo “clasico” nella storia delle Final Four ha sorriso alle Merengues, anche se i problemi offensivi della squadra di coach Laso si sono palesati in tutta la loro dirompenza proprio nel primo e nel terzo quarto, nei quali hanno segnato rispettivamente 11 e 9 punti. Alla fine l’estrema qualità di giocatori come l’immenso Felipe Reyes (17 punti) e Sergio Rodriguez (doppia doppia sfiorata con 12 punti e 9 assist senza neanche una palla persa, cose da fantascienza) ha fatto la differenza e ha permesso alla Caja Magica di strappare il biglietto per l’ultimo atto, l’obiettivo per il quale era stata costruita, ma una squadra che vuole puntare al titolo dovrebbe essere più compatta e continua, non può permettersi cali di tensione perché a questo livello vieni punito per il minimo sbaglio, figuriamoci se regali due quarti agli avversari. Dall’altra parte per il Barcellona, nonostante le ottime gare di un sontuoso Ante Tomic (19 + 12 rimbalzi) e Marcelinho Huertas (19 e 6 rimbalzi) ha influito la mancanza di energie per arrivare fino in fondo. Le cinque partite ad altissima tensione contro il Panathinaikos si sono fatte sentire, e una volta uscito Nate Jawai per infortunio è toccato al lungo croato tirare la carretta per 35 minuti che lo hanno usurato oltremodo per il rush finale nel quale il Real si è dimostrato più fresco e lucido facendo suo il derby spagnolo tornando a giocare la finale dopo il 1995, quando anche in quel caso furono opposti all’Olympiacos e riuscirono a conquistare la prima competizione continentale per club. Qualcuno è solito predicare che la storia si ripete sempre secondo cicli continui: sarà anche questo il caso? La risposta l’avremo soltanto domani sera, non resta che aspettare.