Basket Europeo Eurolega

Regular Season di Euroleague – Che ruolo avrà l’Olimpia Milano?

IL PARERE DI COACH ANDREA APRILE

L’Olimpia Milano del nuovo corso Repesa si affaccia a questa stagione rivoluzionata sia negli uomini che nell’identità, dallo sfarzoso e spesso poco efficace roster pieno di talento ad un collettivo meno ricco di talento puro ma sicuramente più roccioso e completo nelle caratteristiche degli interpreti. Le soluzioni tattiche per coach Repesa sono multiple, il quintetto visto nelle prime uscite con McLean e Macvan può sfruttare le abilità dei due lunghi nel gioco spalle a canestro garantendo al contempo un possibile maggior spazio per le scorribande di Gentile o il tiro sugli scarichi di Jenkins e Cinciarini; quintetto che può sfruttare l’ottima difesa individuale di Jenkins e la rocciosità dei lunghi che, soprattutto nel campionato italiano, soffrono meno l’essere undersize per il ruolo (2,03 McLean e 2,06 Macvan). Volendo invece aprire gli spazi in area dalla panchina può risultare ottimale Hummel che ha tiro da fuori e può costringere il proprio avversario diretto ad uscire dal pitturato, liberando spazio per le eventuali penetrazioni oltre che del solito Gentile anche di un’altra arma che esce dalla panchina come Simon. Lawal, altra pedina nel cubo dei cambi, non fa perdere verticalità rispetto a McLean e potrebbe essere determinante in situazioni di gioco dove si vuole alzare il ritmo e quindi correre lungo in campo per alzare il numero di possessi, in un quintetto ideale dove Lafayette funge da play e dove i vari Simon, Gentile e Jenkins si spartiscono il ruolo di esterni. Senza dimenticare che, laddove servisse più aggressività difensiva, Cerella è pronto a dar manforte a Jenkins e compagni, sempre in attesa di scoprire quanto Barac possa essere utile soprattutto in vista dell’Eurolega. Insomma, il roster è composto di un misto di caratteristiche che può dar vita a un’Olimpia da più facce, anche nello svolgimento della stessa gara.
Quanto alle avversarie, in un girone dove non si può evitare di mettere l’Olympiakos, con DJ Strawberry e Hackett in più, e l’Efes di Osman, Heurtell & co. al di sopra delle altre, ci aspettiamo battaglia fra Olimpia, Vitoria-Gasteiz e un Cedevita che, con l’arrivo di Pullen e James White, oltre alla solita ossatura croata si potrebbe rivelare a parer mio la vera outsider del girone; un passo indietro metto il Limoges che però, come tutte le squadre partecipanti all’Euroleague, non si può e non si deve sottovalutare.

COSA ASPETTARSI DA TIFOSI, SECONDO MARCO ARCARI

L’impegno dell’Euroleague, sia chiaro, non è una priorità nella stagione biancorossa, ma è pur vero che è giusto non porsi limiti ancor prima di aver dimostrato il proprio valore sul parquet. Milano sa di essere all’ennesima ricostruzione, ma stavolta la strada imboccata sembra essere quella buona: poco talento individuale (che poi, il concetto di talento è a dir poco relativo), molta propensione difensiva e nuovi interpreti nei ruoli fondamentali di playmaker e centro. Cinciarini potrebbe soffrire il livello della massima competizione europea per club, ma è destinato per forza di cose a dimostrare il suo valore anche fuori dai confini del Bel Paese; Lawal, McLean e Barac compongono un terzetto di pivot ben assemblato e sicuramente più dinamico rispetto a quello della scorsa stagione (di cui ricordiamo specialmente il perennemente inutilizzato e fuori forma Shawn James).
In questo quadro, Milano deve far gara sui baschi per quello che potrebbe essere un terzo posto finale comunque dignitoso; non deve assolutamente mancare la qualificazione alle Top 16, se non altro per una questione di orgoglio societario-cittadino e di voglia di rivalsa per come si è conclusa l’ultima stagione. Non che questo sia un obiettivo imprescindibile, beninteso, ma è chiaro come Milano non abbia nulla da invidiare a Limoges, Vitoria-Gasteiz e Cedevita Zagabria in termini di talento e profondità di roster. Le incognite più grandi? Sicuramente quelle in cui gli interpreti sono nuovi, cioè la continuità nei due ruoli chiave di playmaker e di centro: detto di Cinciarini, è utile anticipare che le fortune sotto le plance passeranno per la continuità di Lawal e gli exploit di Barac.

Scritto da Andrea Aprile e Marco Arcari