Rising stars: i 10 migliori under-23 d’Europa (parte 1)

So bene che il titolo potrebbe trarvi in inganno, poiché il Rising Star Trophy è un premio assegnato al miglior under-22 d’Europa, in base a una votazione effettuata dagli allenatori delle squadre che partecipano alla stagione di Euroleague. Parlare di under-22, tuttavia, escluderebbe dalla nostra analisi giocatori dominanti come Nikola Mirotic (già ventitreenne): per questo stileremo una personale classifica dei giocatori più forti e talentuosi che giocano in Europa, di 23 anni o meno. Vi riporteremo data di nascita, ruolo, squadra di appartenenza e una descrizione accurata di quanto già dimostrato e dei margini di miglioramento.

1) NIKOLA MIROTIC, 11/02/1991, ala, Real Madrid. Giocatore illegale in tutti e 28 i Paesi membri dell’Unione Europea: a soli 23 anni è già stato eletto Mvp della Liga ACB (nel 2012/2013) e ha conseguito due volte l’Euroleague Rising Star Trophy (2011, 2012). 208 cm per 107 kg di talento purissimo, capace di irridere avversari più veloci, più atletici e più esperti di lui. Tira benissimo dalla lunga distanza e ha una visione di gioco e un’agilità fuori dal comune per un giocatore della sua altezza e del suo ruolo. Scelto al Draft Nba 2011 con la 23° scelta totale dagli Houston Rockets, poi girato ai Chicago Bulls. Gioca benissimo il pick and pop, ma non disdegna il tiro dal palleggio, dimostrando una meccanica di tiro eccellente e risultando un ottimo tiratore. Si dimostra efficace anche in ciò che potremmo definire l’equivalente del “catch and shoot”: devastante nel ricevere il passaggio e tirare subito, compiendo tutto il movimento in meno di 1 secondo tra ricezione e rilascio. Mirotic è anche un ottimo giocatore di pick and roll grazie alla sua incredibile agilità, nonostante non sia proprio un giocatore verticale e risulta incontrollabile quando parte dal palleggio dal perimetro, fintando la conclusione e facendo saltare l’avversario per una penetrazione o un facile arresto e tiro. Può migliorare (e deve farlo) nel gioco spalle a canestro e in post, dove comunque riesce ad essere efficace grazie a pregevoli sottomano dopo aver spostato l’avversario con l’uso del corpo. Inoltre è un vincente che non rifiuta di prendersi le proprie responsabilità (sia nel tiro che nel creare la giocata migliore per la sua squadra) ed è un discreto difensore: punto di forza nella difesa è la capacità di contenere il diretto avversario grazie a una velocità di gambe notevole, ma recupera anche tanti palloni grazie a una velocità di braccia spaventosa. Ad oggi, secondo me, è primo in questa nostra classifica senza ombra di dubbio.

2) ALESSANDRO GENTILE, 12/11/1992, guardia, EA7 Emporio Armani Milano. Potenzialmente uno dei giocatori più talentuosi e forti d’Europa, senza alcun limite d’età. Peccato che sia ancora un po’ troppo incostante per giocare ogni partita ad altissimo livello. Personalmente, ritengo che l’avere Langford come compagno di squadra ne stia rallentando la definitiva consacrazione, ma credo che manchi anche qualcosa a livello mentale e tecnico. 200 cm per 104 kg gli consentono di giocare abilmente sia da guardia, sia da ala piccola. Devastante in penetrazione, grazie a un primo passo importante e a un controllo del corpo che gli garantisce spesso giochi da tre punti. Il tiro dalla distanza è un aspetto su cui migliorare: innanzitutto, la meccanica di tiro è peggiorata da un anno a questa parte, infatti è possibile notare come le triple di Gentile difettino di parabola; inoltre, l’incostanza e le basse percentuali (rispetto a quelle potenziali) sono frutto anche di scelte offensive spesso discutibili. Certo, con un fisico così è incontenibile in Europa, specialmente nel gioco in transizione e nelle penetrazioni. Ultimamente si sta dimostrando anche un leader naturale e un ottimo assist-man, grazie a una proprietà di passaggio non indifferente. Difensivamente, poi, ne ho sentite di cotte e di crude: non è vero che Gentile non sa difendere perché più volte l’ho visto annullare il diretto avversario, anche in Euroleague; tuttavia, la difesa risente spesso dei cali di tensione e dell’incostanza che contraddistinguono ancora il capitano dell’Olimpia Milano.

3) DARIO SARIC, 8/04/1994, ala, Cibona Zagabria. A nemmeno 20 anni è una realtà del basket europeo, nonostante non abbia ancora disputato partite in palcoscenici davvero importanti: certo, le medaglie d’oro agli Europei under-16 del 2010 e under-18 del 2012 (Saric fu eletto mvp di entrambe le manifestazioni) sono un bel biglietto da visita. Nel 2013 è nominato giovane europeo dell’anno FIBA, in un premio che ha visto i trionfi di Fernandez, Rubio (3 volte) e Valanciunas (2 volte). 208 cm per 104 kg, potenziale da far invidia a tutta Europa, buon tiratore e grandissimo atleta in transizione; Saric è uno di quei giocatori capaci di trovare la giocata giusta anche senza giocare il pallone, grazie a un ottima capacità di movimento senza palla e a un intelligenza cestistica notevole nonostante la giovanissima età. Per sua stessa ammissione ama giocare in campo aperto e in transizione (cita il modo di giocare di Ricky Rubio), dimostrando un ottimo controllo del corpo e una facilità di corsa disarmante. Offensivamente dovrebbe migliorare le sue percentuali al tiro da 3 punti, specialmente la consapevolezza nei suoi mezzi dalla distanza; per il resto è già sull’ottima strada, anche perché quando gioca da 4 risulta essere troppo veloce e tecnico per l’avversario diretto. Inoltre, nonostante la giovane età e il ruolo, è un giocatore con una visione di gioco spaventosa, capace di mettere in ritmo qualsiasi compagno e di trovare sempre la soluzione migliore per la squadra; ottimo passatore (specialmente in transizione) e giocatore dalla grandissima personalità. Ciò che più mi piace di Saric è la sua capacità di essere, al tempo stesso, istintivo e ragionatore, sia offensivamente, sia difensivamente: dimostra così una maturità fuori dal comune per un giocatore della sua età, senza soffocare il suo incredibile istinto. Si piazza al 3° posto solamente perché attendo di vederlo in palcoscenici più importanti per vedere quanto può dominare e quanto può puntare con convinzione al salto in Nba.

4) ALEJANDRO “ALEX” ABRINES, 1/08/1993, guardia-ala piccola, FC Barcelona. Il nativo di Palma di Mallorca è un giocatore per cui stravedo, quindi non so quanto potrò dare una valutazione oggettiva. 198 cm per 86 kg, tantissimi punti nelle mani (l’11 marzo 2012 ha segnato 31 punti contro l’Estudiantes, stabilendo il nuovo record di punti segnati da un diciottenne nella Liga ACB) per quello che spero possa essere l’erede di Navarro. Nonostante sia ancora acerbo, dispone di un’ottima meccanica di tiro, con un punto di forza nel rilascio, e fa del jumper dalla media la sua arma principale (vista anche l’incostanza, per ora, nel tiro pesante). Per avere solo 20 anni ha un’ottima capacità di lettura delle difese avversarie, cosa che gli permette di sfruttare al meglio l’uscita dai blocchi per segnare dalla media o dalla lunga distanza; poiché guardia purissima, non ha bisogno di giocare molto la palla per trovare la via del canestro, aiutato anche dalla sua abilità nel movimento senza palla (un marchio di fabbrica sta diventando l’alley oop col playmaker, aspetto che dimostra quando Abrines abbia dinamicità ed atletismo, ma soprattutto quanto si sappia muovere sul parquet). A giocare con Navarro sta perfezionando il classico floater a una mano dopo partenza con finta di tiro, classico de “La Bomba”; anche per questo motivo sostengo che il futuro sia dalla parte di Abrines, perché avendo come chioccia proprio Re Juan Carlos potrà imparare molto più di chiunque altro nell’arte della guardia. Difensivamente è un elemento più che valido, capace di seguire sempre l’uomo e di cambiare velocemente la marcatura su un altro avversario; importante il suo senso della posizione in difesa e la sua abilità negli scivolamenti. Da migliorare sicuramente sono il ball handling, la capacità di giocare in isolamento e il creare tiri dal palleggio, oltre a perfezionare i ribaltamenti di lato.

5) BOGDAN BOGDANOVIC, 18/08/1992, guardia, Partizan Belgrado. Giocatore che mi ha impressionato tantissimo in questa stagione di Euroleague, sia per la maturità dimostrata, sia per i miglioramenti compiuti a livello tecnico e atletico. 198 cm per 93 kg e braccia lunghissime che gli consentono, anche grazie alla sua ottima lettura del gioco e delle linee di passaggio, di recuperare molti palloni; guardia perimetrale pura, con ottime abilità di playmaking e una difesa coriacea sul diretto avversario (grazie alla sua taglia è comunque capace di difendere almeno su 3 ruoli: play, guardia e ala piccola). Offensivamente è un ottimo tiratore con meccanica e velocità di rilascio eccellenti, capace di mettersi in ritmo da solo senza rifiutare tiri complicati o decisivi; inoltre, da 3 punti è difficilmente battezzabile, non tanto perché non si sappia da quale posizione predilige tirare, ma perché è capace di andare in trance agonistica in un amen. Ottimo nel “catch and shoot” quando si trova frontalmente a canestro (o, in punta), dimostrandosi così il tipico spot up shooter, cioè quel giocatore che quando è in una certa posizione e riceve il passaggio cerca sempre la conclusione a canestro. Movimento tipico di Bogdanovic è il tiro durante il pick and roll: quando il bloccante comincia a rollare, Bogdanovic non serve l’assist, ma sfrutta il blocco per prendere il centro del perimetro e tirare da 3 punti. Altra capacità offensiva che apprezzo un sacco nel giocatore serbo è la capacità di crearsi triple dal palleggio dopo isolamento, degne del miglior giocatore di playground. Sicuramente deve migliorare nel controllo del corpo in penetrazione e nel gestire meglio i possessi, cercando di essere più calcolatore e ragionatore ed evitando di cercare la conclusione a tutti i costi.