Susijengi: la Nazionale finlandese e i suoi diecimila tifosi che hanno incantato Bilbao

dal nostro inviato a Bilbao, Claudio Pavesi

Il basket è uno sport meraviglioso e in quanto tale ci può colpire e impressionare in tantissimi modi differenti. Alcuni si innamorano del modo di giocare di un singolo giocatore e altri restano affascinati dal sistema particolarmente perfetto di una squadra ma talvolta ci dimentichiamo di un altro aspetto bellissimo del gioco: i tifosi. Prendiamo l’esempio del Girone C di Bilbao, molti sono rimasti affascinati dallo strapotere di Team USA e dal particolare gioco della Nuova Zelanda ma proprio tutti sono rimasti colpiti dai tifosi della Finlandia. I finlandesi per la loro Susijengi, nome della nazionale (un po’ come noi italiani siamo Gli Azzurri), farebbero di tutto, ad esempio riempire aerei su aerei fino a ritrovarsi a Bilbao in diecimila per riempire ogni giorno la Bizkaia Arena e permettere così a Koponen e compagni di giocare essenzialmente in casa.
I finlandesi non hanno ancora la cultura cestistica nel sangue, lo sport nazionale resta l’hockey, ma forse anche per questo motivo vivono occasioni importanti come il Mondiale con estrema leggerezza e serenità. Dopo aver riempito il palazzetto e assordato chiunque con canti e cori, non si preoccupano troppo dell’andamento della gara e questo li porta a cantare e ballare per la loro amata Susijengi anche in situazione “estreme” come il -59 contro gli Stati Uniti. La sera della sconfitta contro la Repubblica Dominicana mi trovavo in giro per le vie di Bilbao insieme ad altre persone che non avevano seguito la partite e una di queste, incontrato un finlandese (sono diecimila, non si poteva non incontrare finlandesi a Bilbao nella settimana del Mondiale), gli chiese se avessero vinto . Questo tifoso gli sorride e dice la seguente frase: “Ci siamo divertiti. Ci siamo divertiti tantissimo”. Questa frase meglio di qualsiasi altra cosa mi ha fatto capire come i tifosi finlandesi, magari non tutti ma in gran parte, vivono il basket.
Dai bambini agli anziani, dagli uomini alle donne, i finlandesi si potevano riconoscere facilmente in giro per Bilbao non solo per i capelli biondi e le altezze vertiginose ma anche perché tutti indossavano la canotta della squadra, alcune delle quali erano completate dal nome e dal numero di un giocatore ma la gran maggior parte aveva il termine Susijengi al post del nome del giocatore e il numero 6 accompagnato dal “th”, desinenza inglese per dire “sesto”, in quanto i tifosi sono sempre stati il “sesto uomo”, il plus della squadra.
Ma cosa vuol dire Susijengi? E perché la bellezza di diecimila persone hanno lasciato la terra dei ghiacci per seguire la propria nazionale? Per non dare risposte approssimative ho deciso di chiedere informazioni a chi ne sa più di me, ovvero Mikko Taatila, membro dello staff finlandese a seguito della squadra.

Mikko, la prima domanda è obbligata. So che Susijengi è il nome della squadra ma vuol dire effettivamente qualcosa? Se sì, cosa e da cosa deriva?

Certo, Susijengi significa “gruppo di lupi” o “lupi che girano in branco”. Come sia diventato però il nome della squadra è interessante. In origine il nome della squadra era “Sudet”, termine che significa semplicemente “lupo”, poi però un gruppo rap finlandese ha fatto questa canzone che si chiama “Susijengi” in cui viene detta questa parola e viene poi fatto il verso del lupo. Questo gruppo (formato dai tre artisti Timo Pieni Huijaus, Brädi e Uniikki, ndr) ha rifatto una nuova versione di questo pezzo apposta per la Nazionale di basket e ha avuto un grande successo, specialmente in concomitanza con l’avventura in Slovenia. Tutti hanno cominciato a cantarla ed è stata utilizzata anche prima delle partite così il nome della nostra squadra nazionale è passato da Sudet a Susijengi.

La prima cosa che uno nota della Finlandia a questo Mondiale è lo straordinario numero di tifosi che ha al seguito. E’ tipico che la nazionale finlandese di basket sia seguita da così tanti tifosi o questa è un’occasione particolare?

Ti posso dire che recentemente in Finlandia il basket sta vivendo il suo periodo d’oro, ha avuto un vero “boom”. Personalmente seguo la nazionale, prima come tifoso e poi dall’interno, da vent’anni e mai ho visto qualcosa del genere. In Finlandia lo sport nazionale è l’hockey su ghiaccio ma, specialmente tra gli anziani, c’è grande seguito anche per l’atletica, il basket ha sempre avuto un seguito estremamente piccolo ma formato da gente davvero fanatica. Per farti capire, nel 2011 in Lituania i tifosi erano circa duecento, l’anno scorso in Slovenia erano quasi tremila e ora a Bilbao sono diecimila.

Immagino quindi che le prestazioni all’Europeo abbiamo fatto appassionato parecchia gente.

Certo, ma non solo. I quasi tremila tifosi presenti in Slovenia hanno cominciato a far girare la voce e a raccontare agli amici quanto bello e divertente fosse seguire la Nazionale. Già questo ha aumentato di molto il numero degli appassionati, numero che poi si è moltiplicato quando la Finlandia ha ottenuto la Wild Card per il Mondiale. Principalmente per due motivi: il primo è semplice, ovvero tutti hanno pensato “incredibile, la Finalndia gioca la Coppa del Mondo e nel girone affronterà gli Stati Uniti” ma l’altro punto fondamentale è che si gioca in Spagna. Devi sapere che ci sono voli diretti che collegano Finlandia e Spagna già dagli anni ’50/’60 quindi i finlandesi ci vanno spesso in vacanza e la conoscono ormai bene. Inoltre attorno a Malaga c’è un’enorme comunità finlandese formata ormai da quasi quarantamila persone.

Abbiamo constatato che il basket è un boom momentaneo in Finlandia. La vostra federazione sta facendo qualcosa per cercare di rendere il basket qualcosa di più di una moda?

Certamente. La Federazione sta cercando di attirare sempre più giovani nel mondo del basket e penso proprio che ci stia riuscendo. Dall’Europeo in Slovenia fino a questo Mondiale, sono tantissimi i giovani che hanno iniziato a giocare a basket piuttosto che a hockey. Un esempio mi pare calzante. Come dicevo seguo la nazionale da vent’anni e per la prima volta nella mia vita quest’estate ho visto dei ragazzini giocare nelle palestre con la maglia della Nazionale. Mai mi era capitato di vedere una cosa del genere, anche coach Dettmann mi ha confermato la stessa cosa. In passato i ragazzini che giocavano a basket dicevano “sono Michael Jordan” o “sono Magic Johonson” ma ora non è strano sentirli dire “sono Petteri Koponen” o altri nomi della nostra Nazionale. Questo è secondo me un risultato enorme.

Con un movimento in crescita e un pubblico caldissimo alle spalle, quali erano le vere ambizioni della Finlandia in questa FIBA World Cup?

L’unica cosa che ci siamo detti in vista delle partita a Bilbao è che non avremmo mai potuto vincere contro Team USA ma che ci saremmo giocati tutte le altre, tutti gli altri avversari erano alla nostra portata. Tutti, nella squadra e in Finlandia, si aspettavano di arrivare a Barcellona per giocarsi la fase finale. Ogni possibile vittoria arrivata a Barcellona sarebbe stata un piacevole “extra” ma sfortunatamente non è andata così e non abbiamo raggiunto Barcellona. E’ davvero in peccato perché in questi anni siamo riusciti a vincere contro nazionali fortissime come Turchia, Slovenia, Russia e Grecia quindi è maggiormente un dispiacere non aver superato il turno. Ti dirò di più, penso che molti riterranno questa spedizione un fallimento.

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Nonostante Susjiengi non abbia passato il turno ha comunque raggiunto un traguardo importante: ha vinto la prima partita della sua storia in una Coppa del Mondo (contro l’Ucraina).

Vero, è stata una vittoria importantissima per noi, per il movimento del basket finlandese e per tutta la Finlandia. Molti persone di altri paesi, ma anche finlandesi stessi, dicono che Angry Birds (la famosissima app per smarphone e tablet, nata in Finlandia, ndr) abbia comprato il posto nella Coppa del Mondo per la Finlandia. Io capisco il loro ragionamento ma la verità è che questa è una buona squadra e lo dimostra il fatto che in questo Mondiale sia riuscita a battere l’Ucraina che arrivò sesta all’ultimo Europeo. Molti potranno essere delusi per il mancato raggiungimento del secondo turno ma questa vittoria, unita a quelle che ho già citato contro Turchia, Slovenia, Russia e Grecia, hanno dimostrato che il basket finlandese non è da sottovalutare, anzi è qualcosa di concreto.

Dopo aver ringraziato Mikko Taatila per la sua gentilezza noto che ci sono ancora tantissimi finlandesi che sostengono la squadra, anche dopo la sua eliminazione, inneggiando cori per strada, nei bar e perfino in metropolitana. Non saranno riusciti a passare il turno ma senza di loro questa settimana alla Bizkaia Arena, anzi in tutta Bilbao (come dimostra la carrellata di foto qui sotto), sarebbe stata molto meno divertente e pittoresca.

Foto: Tiziano Caffi