Tanti auguri Dimitris Diamantidis, 33 anni di successi per un campione sinonimo di basket

Dimitris Diamantidis è ormai diventato sinonimo di basket. Sono infatti molti gli appassionati in tutta Europa a nutrire una vera e propria devozione per questo giocatore, trascinatore e bandiera del Panathinaikos dal 2004 a oggi. Gli ultimi due capolavori a fil di sirena nella spettacolare serie contro il Barcellona sono soltanto l’ennesima testimonianza dell’immensa classe di questo giocatore, il quale nella serie contro i blaugrana non è mai riuscito veramente a incidere come avrebbe voluto nonostante quei due gesti decisivi in gare consecutive. La sua effettiva assenza in gara 5, chiusa senza segnare neanche un punto è stata per molti inaspettata, ma del resto da un 33enne che arriva all’atto finale di una serie emotivamente e fisicamente molto dispendiosa probabilmente era lecito attendersi un finale del genere, anche se vedere uno del suo talento così fuori da un match non è cosa di tutti i giorni.

Oggi si festeggia il compleanno di questa guardia dal fisico normale, dall’atletismo nella media ma che per anni ha dominato l’Eurolega difensivamente, vincendo per ben sei volte lo specifico premio e che per altre tre è riuscito ad essere eletto addirittura miglior giocatore della competizione. Dici Panathinaikos e leggi Diamantidis perché in ogni successo recente dei verdi di Atene c’è il marchio indelebile del veterano greco, fondamentale in ogni settore del gioco, magari invisibile per interi quarti salvo tirare fuori la palla rubata, il canestro da tre o l’assist che di punto in bianco faceva svoltare la partita a favore della sua squadra.

Questa potrebbe essere una delle ultime stagioni giocate ad alto livello, e spiace non aver mai visto un giocatore di questo livello in NBA, soprattutto visto che anche Pablo Prigioni, mai noto per le proprie qualità fisico-atletiche, è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante quest’anno con i New York Knicks. Diamantidis avrebbe potuto giocare anche dall’altra parte, vista e considerata l’intelligenza cestistica della quale è dotato e che ha sempre mostrato con grande fermezza, ma con tutta probabilità ha preferito rimanere a predicare in patria, giocando da protagonista indiscusso e da idolo di tifosi e avversari, caratteristica propria solamente dei campioni veri.

Nel corso degli anni è riuscito a vincere tutto ciò che c’era da vincere (oltre ai tre titoli di Eurolega anche un argento e un oro europeo), quindi formalmente potrebbe anche ritirarsi domani e sarebbe comunque all’apice di una carriera straordinaria, ma siamo sicuri che la sua voglia di vincere, a maggior ragione dopo una serie così combattuta contro una delle favorite a vincere quest’anno, lo porterà a rimanere in sella ancora per almeno altre due o tre stagioni. Ci divertiremo ancora tanto con Diamantidis in campo, ma cosa è possibile pronosticare per il suo futuro? Difficile vederlo lontano dal basket, e personalmente non posso immaginarlo in un ruolo che non sia quello di allenatore, dove potrebbe mettere al servizio dei giovani la sua immensa sapienza in fatto di palla a spicchi, ma se così non dovesse essere sarebbe già pronta una scrivania da dirigente all’interno del club della sua vita, quel Pana che è pronto a condurre ad altri successi in Grecia e all’estero. Tanti auguri, fenomeno.