They feel devotion – I recordman delle Final Four: Dejan Bodiroga

Siccome a noi di MY-Basket.it piace fare le cose in grande, mi è venuta in mente una nuova rubrica sul basket europeo che si occupi di quei giocatori che hanno disputato più volte le Final Four di Eurolega dal 2000 ad oggi, indipendentemente dal risultato ottenuto. Il mio obiettivo, in questa rubrica che nominerò, come potete vedere dal titolo, “They feel devotion – I recordman delle Final Four”, è quello di ripercorrere le gesta di ogni singolo giocatore in ognuna delle finali continentali, esaminando statistiche e rendimento, senza disdegnare qualche video; potremmo parlare di un omaggio verso grandi campioni, che hanno reso immortale una competizione tanto bella quanto difficile da vincere. La peculiarità di questa rubrica è di non avere una scadenza prefissata in un giorno preciso della settimana, bensì, trattando di singoli giocatori, sarà pubblicata il giorno della data di nascita di ognuno di essi.

Cominciamo con un mostro sacro della pallacanestro europea, ammirato in Italia, Grecia e Spagna e vincitore di 3 Euroleghe (2 con il Panathinaikos e 1 con il Barcellona): Dejan Bodiroga. Non basterebbe un solo articolo per ripercorrere una carriera costella di successi, e non è nemmeno questo il mio obiettivo, ma è innegabile come Bodiroga abbia fatto innamorare tutti i tifosi delle squadre per cui ha giocato. Era poesia in movimento (non per nulla cugino di 2° grado di un certo Drazen Petrovic) con un tiro tanto sublime quanto micidiale; insomma, probabilmente uno dei giocatori più eleganti che l’Europa abbia mai ammirato, anche per la sua personale scelta di non attraversare l’Atlantico in direzione NBA, nonostante i Sacramento Kings lo avessero scelto al 2° giro del draft 1995 con la 51° chiamata.

Le finali continentali del nativo di Zrenjanin cominciano il 18 aprile 2000, quando nella semifinale di Euroleague il Panathinaikos BSA affronta l’Efes Pilsen Istanbul: Bodiroga a 27 anni si esibisce in una prestazione da 22 punti (5/6 da 2 e 2/4 da 3), 5 rimbalzi e 3 assist, portando alla vittoria i greci nonostante l’opposizione di un certo Hedo Turkoglu da 15 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e 2 rubate. Tra le fila dei verdi di Grecia giocavano anche un esperto Nando Gentile e un giovanissimo, ma promettente, Antonis Fotsis. Due giorni dopo, nella finalissima contro il Maccabi Tel Aviv, Bodiroga gioca 34′ ma non incanta come sa, tirando male dal campo (2/8) ma conquistando liberi importanti per l’economia del match. Il suo Panathinaikos riuscirà comunque a vincere, grazie soprattutto alle prestazioni di Rebraca e Kattash, permettendo così a Obradovic di sollevare la sua 4° Eurolega.

Nella stagione 2000-2001 l’ULEB (Unione delle Leghe Europee di Pallacanestro) decise di proporre la sua versione dell’Eurolega, a compimento di quel processo di distacco dalla FIBA che era nato nel giugno del 1991 per volere dei rappresentanti dei campionati professionistici italiano, francese e spagnolo. Così, in quella stagione, le maggiori competizioni europee furono ben 2: l’Eurolega ULEB (vinta dalla Virtus Bologna sui baschi del Tau Ceramica Vitoria) e la SuproLeague affiliata alla FIBA, che vide affrontarsi ancora una volta il Panathinaikos di Bodiroga e il Maccabi Tel Aviv. Così, il 13 maggio 2001 il buon Dejan decide di strabiliare gli oltre 13.000 spettatori accorsi a Parigi con una gara da 27 punti (9/11 da 2, 0/2 da 3), 9/10 ai liberi e ben 8 rimbalzi, stravincendo il confronto con Ariel Mc Donald. I 27 punti di Bodiroga, anche se fatti registrare in una finale che non era propriamente di Eurolega, sono comunque classificati come il punteggio più alto realizzato in una finale di Euroleague dal 1988 ad oggi, a pari merito con le prestazioni di Ginobili (nel 2002), Rigaudeau (nel 1999) e Savic (nel 1991).

Altra stagione, altra Finale per il Panathinaikos di Bodiroga e Obradovic: infatti, nelle Final Four bolognesi del 2002 i greci danno un grande dispiacere al basket italiano, nonostante fossero ben due le squadre nostrane pronte a giocarsi la vittoria continentale (Kinder Bologna e Benetton Treviso). In semifinale, un remake di una sfida ormai storia, ancora contro quel Maccabi Tel Aviv finora sempre battuto: il numero 10 dei greci si esalta con 26 punti (6/11 da 2, 2/2 da 3), 8/11 ai liberi, 9 rimbalzi, 2 rubate e 11 falli subiti, portando la sua squadra alla vittoria per 83-75. In finale, il Panathinaikos se la deve vedere con la Kinder Bologna di Ginobili, Smodis, Jaric e Rigaudeau (allenata da un certo Ettore Messina), ma anche in quella partita Bodiroga decide di fare un altro sport per fregiarsi del secondo trionfo continentale: chiuderà con 21 punti (7/12 da 2, 1/2 da 3), 7 rimbalzi, 4 assist e 6 falli subiti, facendo piangere quasi tutto il PalaMalaguti di Bologna.

La stagione successiva si accasa al Barcellona, per interrompere un digiuno europeo lungo 19 anni; sembra un obiettivo alquanto impossibile, ma Dejan non fa solo il cestista, probabilmente fa anche il mago. Trascina i blaugrana alle Final Four che si disputeranno proprio a Barcellona, e in cui l’Italia piazzerà ancora due squadre (Benetton Treviso e Montepaschi Siena) senza però raccogliere allori. In semifinale il Barça di coach Pesic si trova di fronte il CSKA allenato da quel santone di nome Ivkovic: Bodiroga non è in serata al tiro (chiuderà con 3/11 dal campo, anche se con 17 punti), ma risulta fondamentale nel finale concitato con un 4/4 dalla lunetta, prima che un contropiede di un giovanissimo Navarro faccia esplodere di gioia il Palau Sant Jordi. In finale i padroni di casa battono 76-65 la Benetton Treviso e Bodiroga, per il secondo anno consecutivo, impedisce a Ettore Messina di conquistare una più che meritata Eurolega: il numero 10 blaugrana realizza 20 punti (5/7 da 2, 1/2 da 3 e 7/9 ai liberi), catturando 8 rimbalzi e subendo 6 falli. Dopo il trionfo sarà eletto MVP delle Final Four, per la seconda volta.

Tre Final Four e tre vittorie continentali per l’ala vista in Italia con le maglie di Trieste, Milano e Roma: uno dei giocatori più talentuosi e tecnici visti in Europa negli ultimi 20 anni, un vincente nato con una leadership fuori dal comune. Signori, Dejan Bodiroga feels devotion.