They feel devotion – I recordman delle Final Four: Theodoros Papaloukas

Atene, 8 maggio 1977. Una data che resterà scolpita nella mente di molti greci e di altrettanti amanti del basket, poiché segna la nascita di una stella che, per longevità, carisma, talento e mentalità vincente, segnerà la storia del basket continentale: nasceva Theodoros “Theo” Papaloukas. Con 252 presenze è il 2° giocatore ad aver disputato più partite nella storia dell’Eurolega, superato proprio quest’anno da Navarro. Giocatore geniale e leader naturale in campo, specialmente al CSKA, ma anche all’Olympiacos, dal suo ritorno nel 2008 (dopo la breve parentesi nella stagione 2001-2002), Papaloukas ha segnato un’era del basket continentale, diventando uno dei giocatori più noti e importanti del panorama europeo. Ripercorriamo insieme tutte le Final Four disputate (9, di cui 8 consecutive, record per l’Euroleague) in 12 anni di partecipazione alla massima competizione europea per club. Possiamo già dirvi che, nell’era moderna, nessuno ha collezionato tante presente alle Final Four quante ne vanta Theo.

Iniziamo dalle Final Four di Barcellona 2003. Papaloukas, fresco 26enne arriva a giocarsi la prima Final Four della carriera con la maglia del CSKA guidato da Ivkovic; in semifinale i russi incontrano quella che diventerà la squadra campione, il Barcellona di Bodiroga-Fucka-Jasikevicius, allenato da Pesic. Papaloukas non era ancora quel leader fenomenale che sarebbe diventato qualche anno dopo, perciò gioca solo 13′ realizzando 2 punti (0/1 dal campo) e raccogliendo 2 rimbalzi. Nella finale 3°-4° posto, il CSKA perde contro la debuttante Siena (del compianto Ford) per colpa dell’unico libero sbagliato da Hatzivrettas in quella partita; Theo gioca poco ma realizza comunque 4 punti (2/4 dal campo) e smazza 3 assist ai compagni. Si consolerà con la vittoria del Campionato russo.

Nella stagione 2003-2004 Papaloukas gioca di più, ma non sempre risponde come dovrebbe alla chiamata in causa. Tuttavia, sempre con la maglia del CSKA, riesce a raggiungere le Final Four di Tel Aviv 2004. In semifinale, la corazzata russa allenata ancora da Ivkovic sfida (anche stavolta) quelli che saranno poi campioni, cioè gli israeliani del Maccabi Elite Tel Aviv: partita senza diritto di replica, dominata da Anthony Parker e soci, in cui il play greco riesce comunque a realizzare 6 punti (1/3 dal campo). Nella finale di consolazione il CSKA si ritrova di fronte la Montepaschi Siena per quella che sarà la rivincita dell’anno precedente: nella vittoria russa, seppur di misura dopo un 3° quarto spaventoso, Papaloukas chiuderà con 5 punti (1/3 da 2 punti), 3 rimbalzi e 4 assist. Anche in questa stagione potrà consolarsi con la vittoria del Campionato russo.

Le Final Four di Mosca 2005 sono quelle in cui tutti vedono i padroni di casa come favoriti d’obbligo, visto che i russi (allenati ora da Ettore Messina) si presentano all’atto finale con un cammino di 21 vittorie e 1 sola sconfitta (contro il Barcellona nelle Top 16). Eppure, nella semifinale contro il Tau di Ivanovic, il CSKA rimedia una sconfitta tanto inaspettata quanto dolorosa: Papaloukas gioca solo 13′ ma realizza 9 punti (4/5 dal campo) e smazza 2 assist. Nella finale di consolazione per il 3° posto, il CSKA non riuscirà nemmeno a togliersi la soddisfazione di vincere, poiché dopo due overtime trionferà il Panathinaikos di Obradovic, grazie all’errore da 3 punti di Pashutin: il play greco metterà insieme 6 punti (2/3 dal campo), 3 rimbalzi e 4 assist. In ambito nazionale, si consolerà con Campionato e Coppa di Russia.

Nel 2006 arriva, finalmente, la prima imposizione continentale. Alle Final Four di Praga, coach Messina riesce a riportare la ex Coppa Campioni a Mosca dopo 35 anni di digiuno, ma andiamo con ordine. In semifinale, Messina si prende una bella rivincita su Ivanovic, vedendo i suoi ragazzi trionfare (84-75) contro il Barcellona di un indemoniato Shammond Williams: Papaloukas sarà il miglior marcatore dei russi, con 19 punti (7/10 dal campo), cui aggiungerà 2 assist e ben 4 rubate. In finale l’ostacolo è rappresentato dal Maccabi allenato da Gershon. Finalmente Theo ha la possibilità (e i minuti) per dimostrare tutto il suo talento, anche in una finale europea per club: così, facendo letteralmente un altro sport, domina la partita con 18 punti (5/8 dal campo), 3 rimbalzi, 7 assist e 2 rubate. Sarà proclamato MVP delle Final Four e conquisterà un incredibile treble con Euroleague, Campionato e Coppa di Russia.

Il 2007 sembra essere l’anno buono per ripetersi, visto che il CSKA di Messina e Papaloukas (ormai 30enne, quindi nel pieno della maturità agonistica) arriva alle Final Four di Atene con un record di 21-2 e una consapevolezza dei propri mezzi imbarazzante; la stella greca, inoltre, è nominata MVP dell’Eurolega 2006-2007, chiusa con un 66.4% da 2 punti che fa accapponare la pelle. In semifinale, la pratica Malaga di coach Scariolo è sbrigata in fretta, con un perentorio 62-50: Papaloukas contribuisce con 11 punti (3/5 dal campo), 7 rimbalzi, 4 assist e 5 rubate. In finale, però, la bestia nera Panathinaikos l’avrà vinta ancora una volta: nella finale che sarà ricordata come quella col maggior numero di liberi segnati (64) e tentati (81), la squadra di Obradovic trionferà nonostante la prestazione da urlo del play del CSKA. Il greco, infatti, giocherà una delle sue più belle partite, con 23 punti (9/10 dal campo) e 8 assist, che però non basteranno alla squadra russa.

Nel 2008, alla 6° Final Four consecutiva arriva la seconda affermazione continentale, sempre agli ordini di coach Messina. Papaloukas è accompagnato da un giovane Nikos Zisis in cabina di regia e da un David Andersen illegale in quell’annata. In semifinale, contro il Tau di Prigioni-Splitter-Planinic-Rakocevic-Teletovic, il CSKA trionfa di misura, nonostante nel finale la mano di Papaloukas tremi un po’ troppo dalla lunetta: il play greco chiuderà con 10 punti (2/4 dal campo), 4 rimbalzi e 0 assist (per la 3° volta nella stagione europea non riuscirà a servire nemmeno un passaggio vincente). In finale l’affermazione dei russi sul Maccabi Tel Aviv è netta (91-77 il finale), con un Theo da 12 punti (4/8 dal campo) e 4 assist. Quell’anno il triplete non si realizzerà per la mancata vittoria della Coppa di Russia, ma il CSKA si consoliderà al 2° posto, dietro al Real Madrid, per Coppe Campioni/Euroleghe vinte, con 6 successi. Inoltre Papaloukas sarà inserito nella lista dei 50 più grandi personaggi della storia dell’Eurolega (35 giocatori, 10 coach e 5 arbitri), raggiungendo i connazionali Galis, Giannakis e Alvertis.

Nell’estate del 2008, da fresco campione d’Europa, Papaloukas decide di tornare a vestire i colori bianco-rossi della sua città natale, firmando con l’Olympiacos. Incredibilmente, raggiunge la sua 7° Final Four consecutiva in quel di Berlino 2009. Nella semifinale, derby di Atene con gli acerrimi rivali del Panathinaikos (guidati dal giocatore che oggi è leader indiscusso del Pireo, tale Spanoulis), che saranno campioni; la squadra di Obradovic vincerà di misura (84-82) anche grazie agli errori finali di Bourousis e Childress, e Papaloukas segnerà 9 punti (4/8 dal campo) e smazzerà 5 assist, subendo però 2 stoppate importanti. Nella finale di consolazione, l’Olympiacos sarà demolito (95-79) dal Barcellona di Andersen-Grimau-Lakovic-Navarro, e il play greco segnerà 8 punti (3/8 dal campo) regalando anche 4 assist ai compagni. La stagione 2008-2009  sarà priva di trofei per Papaloukas, per la prima volta dopo 7 anni.

Il 2010 sembra poter essere l’anno della 3° affermazione personale di Papaloukas nell’Eurolega, visto che il roster dell’Olympiacos è quanto mai competitivo (Kleiza, Vujcic, Teodosic, Bourousis). Theo raggiunge l’8° Final Four consecutiva, che si disputerà a Parigi tra il 7 e il 9 maggio 2010. In semifinale i rossi di Atene hanno la meglio, dopo un overtime, sul Partizan di Mc Calebb e Maric, grazie alla freddezza di Teodosic nei liberi finali; Papaloukas contribuirà alla vittoria con 10 punti (4/7 dal campo), 5 assist e 3 rubate. In Finale, tuttavia, Papaloukas e soci dovranno inchinarsi, come l’anno prima, allo stra potere del Barcellona di Navarro, che non lascerà nemmeno le briciole sul suo cammino: Theo sarà comunque uno degli ultimi ad arrendersi, realizzando 12 punti (6/6 da 2 e 0/2 da 3) e distribuendo 3 assist. Nonostante, con quella sconfitta, Papaloukas arrivi a una percentuale del 25% di successo (2 Euroleague vinte a fronte di 8 partecipazioni alle Final Four), il play poterà a casa la Coppa di Grecia. Inoltre, a fine anno, sarà inserito nell’Euroleague 2001-2010 All-Decade Team.

Il “canto del cigno” di Papaloukas arriva nelle Final Four di Londra 2013; infatti, per la stagione 2012-2013 il play torna al CSKA e alla corte di Ettore Messina, per provare a conquistare la 3° Euroleague della sua carriera, comunque stellare. Il destino, però, sembra mettersi ancora una volta contro Theo, poiché, dal suo addio, l’Olympiacos cambia marcia e riesce a imporsi per due anni consecutivi in Eurolega: una di quelle due vittorie, arriva proprio nel 2013. In semifinale il CSKA è imbarazzante, segnando 52 punti complessivi nonostante siano stati 17 (su 30) i liberi messi a segno: 35 punti su azione sono una miseria per una squadra che si presentava come una seria candidata alla vittoria finale e che, invece, è spazzata via dall’Olympiacos (69-52 il finale). Papaloukas non lascia un gran segno, concludendo con 0 punti (0/2) dal campo e 1 assist in soli 11′ sul parquet. Nella finale di consolazione, Papaloukas giocherà solo 3 minuti e spiccioli, riuscendo comunque a piazzare 2 assist nella vittoria del suo CSKA contro il Barcellona di coach Pascual.

Una carriera stellare, tre grandi maglie indossate (CSKA, Olympiacos e Maccabi), 18 trofei conquistati con i rispettivi club, eppure solo 2 affermazioni continentali su ben 9 Final Four disputate (di cui 8 consecutive). Il destino, la sorte, ma anche la fortuna, avrebbero dovuto baciare di più uno dei giocatori più vincenti che il basket europeo possa annoverare. ILLEGALE THEO, TANTI AUGURI!