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Un uomo solo al comando e lo step-back più bello d’Europa – Gallo più che mai

Premesso, non sono mai stato un estimatore di Gallinari quanto (forse) lo sono di Gentile; con questa affermazione non intendo dire che io non sappia riconoscere il valore assoluto del giocatore, quanto piuttosto che non sia mai riuscito ad ammettere come, senza alcuna ombra di dubbio, il Gallo sia il miglior giocatore italiano per distanza, con tutte le dovute proporzioni del caso.

Le mie ultime riserve sono state sciolte grazie alla leadership dimostrata in questa prima fase dell’Europeo, in cui Gallinari si è immolato come condottiero tecnico-emotivo di un’Italia che non si pone limiti, pur sapendo di avere tante lacune; già, perché se non è tutto oro quello che luccica, non possiamo dimenticarci come esistano problemi strutturali negli spot di play e centro, oppure come ci sia pochissima circolazione di palla in fase offensiva, il che ci obbliga sempre a dover ricorrere al talento individuale dei nostri moschettieri. Detto dei problemi e dei lati negativi, è d’obbligo parlare di un giocatore che sta rivoluzionando il concetto di “all-around player” durante questa manifestazione continentale, dove per “all-around” non intendo uno che se la cava a far tutto senza eccellere in alcunché, bensì un giocatore che eccelle praticamente in tutto.

Partendo da qualche statistica, Gallinari chiude la fase a gruppi con 21.0 punti, 7.4 rimbalzi, 2.6 assist di media, con più di 8 falli subiti a partita e qualcosa come poco meno di 10 liberi tentati a match; numeri impressionanti, se rapportarti al fatto che, nella sfida contro l’Islanda, il talento di Sant’Angelo Lodigiano ha vissuto un passaggio a vuoto per punti (4), assist (1), falli subiti (2) e minuti giocati (solo 18 a causa dei 5 falli prematuramente commessi). Queste stats, però, non riescono a dare la misura del ruolo che Gallinari ha avuto nella qualificazione degli Azzurri alla seconda fase della competizione, specialmente nelle gare contro la Spagna e la Germania; se è vero che i numeri aiutano a capire l’importanza del giocatore nelle rotazioni italiane, è pur vero che le giocate fondamentali del Gallo sono strabilianti per efficacia, continuità e coefficiente di difficoltà. Lo step-back con cui ha permesso all’Italia di impattare a quota 76 e di andare all’overtime con la Germania è stato un gesto atletico-balistico stupendo, che resterà negli annali di questo sport o, se non altro, nei cuori di tutti gli italiani. Oltre alla prodezza balistica contro la Germania, Gallinari si sta candidando in tutti i modi a MVP della competizione, a prescindere da dove possa arrivare questa Nazionale: i 7.4 rimbalzi sono lì a testimoniarlo, poiché non è tanto il numero in sé (per un giocatore che, nella carriera NBA, viaggia comunque a 4.5 rimbalzi di media a partita) bensì il suo senso della posizione a rimbalzo offensivo e la sua voglia di lottare su ogni difesa, accettando sempre i cambi difensivi e dando l’anima quando si trova accoppiato difensivamente a 5 di ruolo oppure a giocatori ben più possenti.

Un altro aspetto che colpisce è la capacità di leggere le difese avversarie e di fare sempre la cosa migliore, a livello di scelta offensiva, per il bene della squadra; chiaro, alcune triple sono forzate e fuori ritmo, ma anche quei colpi sono nelle corde di un talento che, in questa manifestazione, sembra non avere eguali finora (con buona pace di mostri sacri come Parker, Spanoulis, Gasol e Nowitzki). La capacità di conquistare falli e conseguenti viaggi in lunetta è ormai un “must” a ogni match e ci toglie parecchie castagne dal fuoco quando tutto sembra poter scorrere via verso le rive avversarie, mentre la lucidità nel cercare sempre la conclusione anche dopo aver subito il fallo ha garantito qualche circus-shot da stropicciarsi gli occhi. Infine, difensivamente Gallinari non sarà un mastino, ma vederlo tenere botta, a turno, contro playmaker e centri avversari dà la dimensione di quanto il giocatore sia votato alla causa azzurra, specialmente dopo il forfait di Datome (con il capitano azzurro che sembra voler tentare un miracoloso recupero in vista della fase finale di Lille).

Se è vero che “l’appetito vien mangiando”, diciamo che per ora ci siamo goduti un antipasto davvero interessante, ma la portata principale deve ancora essere servita. Domenica contro Israele non sarà una passeggiata, ma il tabellone porta a farci sognare in grande, poiché Francia, Spagna, Turchia e compagnia sono tutte accorpate dall’altra parte, mentre dalla nostra troviamo, oltre a Israele ovviamente, Georgia, Lituania, Serbia, Croazia, Finlandia e Repubblica Ceca. Noi siamo questi: quelli che hanno in Gallinari il loro faro designato, per talento e attributi.