Vasilije Micić, the next rising star

Nell’ottica di guardare ai giovani talenti che l’anno prossimo giocheranno l’Euroleague, il primo nome che mi è venuto in mente è stato quello di Vasilije Micić, play/guardia serbo che ha firmato un 2+1 col Bayern Monaco (con opzione per il 3° anno). Scelto allo scorso draft con la 52° chiamata assoluta dai Philadelphia 76ers, è cresciuto (dal 2010 al 2014) al KK Mega Vizura, squadra di Smederevo, la città che era capitale della Serbia nel Medio Evo (stupenda la fortezza fatta erigere dal despota Đurađ Branković) ; gli esperti dicono che, nella prossima Euroleague, il 20enne serbo potrà solo essere un comprimario di buon livello, senza aver ancora la possibilità di dominare la scena. Io, invece, credo esattamente l’opposto. Sia ben chiaro che non chiuderà la stagione a 20 punti e 5 assist di media, ma provo a spiegarvi perché può ambire a una stagione di altissimo livello, anche in Germania; magari non competerà per l’Euroleague Rising Star, visto che in lizza per il premio ci saranno sicuramente Alessandro Gentile, Bogdan Bogdanovic e Dario Saric, ma dirà eccome la sua nella competizione.

All’Europeo Under-18 del 2011, svoltosi in Polonia, chiude con 10.1 ppg, 4.2 rpg e 4.3 apg, tirando col 47.8% dal campo (53.8% da 2 e 29.4% da 3), dimostrandosi uno dei prospetti più interessanti della Serbia finalista (perse la finale con la Spagna di Abrines per 71-65) e venendo inserito nel quintetto ideale della competizione. Da quella stagione, un crescendo continuo per il nativo di Kralijevo. Al Mondiale Under-19, Micic si riconferma come un giovane di primissimo livello, nonostante nella competizione figurassero giocatori come Dario Saric, Dante Exum, e conduce la Serbia alla conquista della medaglia d’argento (battuta in finale da Team USA per 82-68). Nella competizione mondiale ottiene medie davvero interessanti: 12.9 ppg, 3.8 rpg e 4.8 apg (tirando col 52% da 2 e 37.9% da 3). Nelle ultime tre partite (contro Croazia, Australia e Team USA) viaggia a 9 assist di media, ma perde anche quasi 5 palloni a partita, aspetto su cui sembra ancora davvero indisciplinato e viene inserito nel quintetto ideale. A livello di club, nella scorsa Adriatic League conduce il KK Mega Vizura all’ottavo posto finale, con 12.1 ppg, 5.8 apg e 1.8 spg (ma anche 3.6 turnover a partita e un rivedibile 69.8% ai tiri liberi).

Si ispira a Diamantidis (suo giocatore preferito) come stile di gioco e posizione sul parquet ed è simile al greco anche per caratteristiche fisiche (195 cm), che gli permettono di giocare indifferentemente da play o da guardia e gli consentono di avere giocate in penetrazione importanti, grazie anche a un ottimo controllo del corpo post stacco da terra. Non è un atleta esplosivo, ma in penetrazione riesce a contenere i contatti col diretto difensore e ad arrivare facilmente al ferro; ball-handling di buon livello e capacità impressionanti di passaggio spiegano la sua predilezione a cercare sempre il compagno più libero, mentre il suo eccellente timing nella giocata del pick&roll lo rende un giocatore versatile, che sa gestire qualsiasi situazione offensiva, anche a palla ferma. Abilissimo nei cambi di direzione, per attirare i raddoppi e trovare lo scarico per il compagno libero, cui consente di prendere un tiro con spazio; gioca sempre a testa alta, guardando sempre il compagno più libero prima di impostare l’azione. Buon tiratore da 3 punti, per meccanica di tiro, ma solo se messo in ritmo; difficilmente si crea triple dal palleggio come potrebbe fare un Teodosic, non perché non sappia farlo, ma perché preferisce sempre la circolazione della palla alla giocata individuale. I compagni ne parlano come un grande uomo spogliatoio nonostante la giovanissima età ed è innegabile quanto si sacrifichi sempre in difesa, pur avendo qualche limite difensivo (specialmente la velocità di gambe negli scivolamenti): aiuta sul rollante per poi recuperare immediatamente posizione sul suo uomo, ma è anche capace di difendere a tutto campo.

Le debolezze ci sono, ma possono essere corrette già da questa stagione, confrontandosi in un contesto europeo di primissimo livello e in un campionato nazionale che, come la BBL tedesca, sta crescendo sempre più. L’aspetto più negativo sono i turnover: Micic sembra quasi una fabbrica di palle perse, davvero troppe per un giocatore che si deve imporre come leader nella costruzione della manovra offensiva, e forza spesso giocate difficili quando potrebbe benissimo trovare efficacia con la semplicità. Non è un sicuramente un top scorer e, come detto prima, difficilmente riesce a crearsi tiri dal palleggio, mentre deve migliorare gli 1vs1, specialmente se vuole andare in NBA: i cambi di direzione sono buoni, ma velocità e controllo di palla devono subire un upgrade consistente per far diventare l’1vs1 un’arma affidabile. Non ha grande elevazione, per questo dovrebbe migliorare il jumper dalla media (suo punto debolissimo, secondo me), per diventare un giocatore più perimetrale. Se, però, durante questa stagione con la maglia del Bayern dovesse migliorare questi “aspetti negativi”, allora sarebbe un giocatore di alto livello, almeno per l’Europa. C’è tanto lavoro da fare, ma se Ivkovic ti tiene in considerazione un motivo ci dovrà pur essere, o no?