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Verso Eurobasket 2015: Gentile alla consacrazione definitiva

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Dopo la superba stagione giocata con la maglia dell’Olimpia Milano e dopo la decisione di rimanere nel capoluogo lombardo anche l’anno prossimo, per riprendersi lo Scudetto perso nella scorsa stagione, Alessandro Gentile è chiamato alla definitiva consacrazione nei prossimi Europei, in cui, con tutta probabilità, sarà il 6° uomo che dovrà spezzare le partite uscendo dalla panchina. Nel 2013, alla rassegna continentale che si era tenuta in Slovenia, aveva dimostrato di poter essere il go-to-guy di una Nazionale un po’ rimaneggiata, considerando le assenze di Gallinari e Bargnani; tuttavia, già in quella competizione (e a soli 20 anni), Gentile aveva regalato momenti di alta pallacanestro, riuscendo a trovare continuità anche al tiro pesante (39.4% di media, in quella competizione) e dando l’impressione di essere, per la prima volta con continuità, inarrestabile in penetrazione.

In questa stagione il figlio del leggendario Nando è migliorato in molti aspetti, specialmente a livello caratteriale e di tenuta mentale: se, infatti, la scorsa stagione era stata contrassegnata da evidenti limiti caratteriali, specialmente nelle reazioni seguenti alle decisioni arbitrali, quest’anno Gentile ha dimostrato di essere un atleta a 360°, pronto ad assumersi le sue responsabilità e a “mordersi la lingua”, anziché protestare, dopo qualche chiamata arbitrale con cui non era granché d’accordo. Ciò è stato particolarmente vero nella Serie di Semifinale Scudetto contro la Dinamo Sassari, in cui il capitano dell’Olimpia Milano ha dimostrato di essere un vero leader carismatico, trascinando compagni e pubblico fino a Gara-7, prima di scoppiare in lacrime per l’eliminazione e la chiusura di una stagione davvero disastrosa nelle competizioni italiane. Ecco, le lacrime per quel mancato bis nazionale, con lo Scudetto scucito dalle maglie biancorosse ad opera della Dinamo Sassari, potrebbero rappresentare la motivazione-extra per fare bene anche con la Nazionale e per togliersi la soddisfazione di conquistare una qualificazione olimpica che manca, ormai, da ben 11 anni, se consideriamo che l’ultima apparizione azzurra ai giochi risale ad Atene 2004, in cui l’Italia conquistò uno storico argento dietro all’Argentina.

Analizzando, poi, il ruolo che Gentile potrebbe avere nei prossimi Europei, bisogna chiarire preliminarmente due possibili situazioni. Innanzitutto, se la regia italiana non dovesse dimostrarsi all’altezza della concorrenza, coach Pianigiani potrebbe decidere di spostare Belinelli nel ruolo di playmaker, come accadde due anni fa per fare di necessità virtù, e allora Gentile potrebbe ricoprire lo spot di guardia in quel frangente; tuttavia, Cinciarini ha disputato una stagione sublime con la Pallacanestro Reggiana, arrivando a un soffio dallo Scudetto, perciò l’Italia potrebbe aver trovato il giocatore in grado di far girare la squadra a dovere, sebbene la fase difensiva non sia quella di un vero e proprio “mastino”. Per tale motivo, la soluzione tattica più probabile prevede un Gentile nel ruolo di 6° uomo, pronto ad entrare dalla panchina e a spaccare i match con il suo dinamismo e le sue letture offensive; che sia nello spot di guardia, o in quello di ala-piccola, contro le 2° unit avversarie non ci sarebbe storia. Se il trio-NBA (più Datome, nuovo innesto del Fenerbahce Istanblu) ci fa sognare verso un traguardo storico, Gentile potrebbe essere un’arma tattica che, partendo in sordina e con un ruolo ben definito, darebbe all’Italia alternative più che valide in fase offensiva, permettendole di osare anche qualcosa, magari schierando Bargnani da centro contro avversari stile Bourousis o Marjanovic (che sembra aver giocato le Finali del campionato serbo con una frattura al piede, con la sua presenza ai prossimi Europei fortemente in dubbio).