A tu per tu con Al Horford: intervista a tutto campo con la stella degli Hawks

Continuano le grandi interviste targate MY-Basket.it. Oggi vi proponiamo l’interessante chiacchierata fatta con Al Horford in occasione del BWB Eurocamp, rassegna continentale, e non solo, che vede impegnato un numeroso staff della NBA ed i cinquanta migliori prospetti del basket europeo. Il leader degli Hawks ha vissuto una stagione sfortunata: dopo una prima parte straordinaria, in cui ha fatto registrare i suoi miglior numeri offensivi in carriera (18.6 punti con il 56.7% dal campo), ha sofferto un brutto infortunio, che lo ha costretto a finire la stagione già a dicembre. Nonostante la sua assenza, Atlanta è riuscita a qualificarsi ai playoffs, dove ha venduto carissima la pelle contro i Pacers. Ecco tutto quello che ci ha detto Horford.

Atlanta ha fatto una grande stagione anche se priva di te, la sua stella, e ha dimostrato di essere una squadra molto talentuosa. Sei pronto e sei carico per ritornare in campo insieme a loro nella prossima stagione?
«Molto, sono davvero contento di poter scendere in campo con loro. Sento che la squadra si sta muovendo nella giusta direzione anche perché, come hai detto tu, i miei compagni sono riusciti portare a casa ottimi risultati anche senza di me. Non vedo l’ora di aiutarli a migliorare i risultati che già hanno raggiunto».

Sei un giocatore NBA ma provieni comunque dal mondo FIBA dato che sei della Repubblica Domenicana e per questo motivo puoi apprezzare l’evento organizzato da NBA Basketball Without Borders più di molti altri, per il fatto che sai quanto sia importante per la crescita dell’intero movimento cestistico al di fuori degli Stati Uniti.
«Certo, questa è una grande opportunità per tutti i giocatori che prendono parte a questo evento, soprattutto per i giocatori di area FIBA come me. Mi sto divertendo molto e so quanto sia importante la nostra presenza per tutti questi giovani talenti (i giocatori europei classe ’97) che sognano di giocare a basket in NCAA e in NBA. Spero di poter aiutarli al meglio nel corso di questi giorni a Roma. Per me è un onore».

A proposito di giocatori di area FIBA, quest’anno negli Hawks si è messo in mostra anche Pero Antic e dalla prossima stagione potrete fare coppia sotto canestro per quello che è un gruppo di lunghi davvero temibile, specialmente perché Antic può allargare il campo.
«Esatto. Pero è stato utilissimo alla squadra cambiando completamente il sistema di gioco del nostro frontcourt grazie al suo ottimo tiro da tre punti. Per via dell’infortunio dovrò lavorare sull’intesa di gioco con lui ma sento che siamo in sintonia. Stare sul campo assieme beneficerà il gioco di entrambi e soprattutto sarà di aiuto al futuro degli Atlanta Hawks».

Negli Hawks c’è anche un altro giocatore internazionale: Dennis Schröder. Pensi che nella prossima stagione possa salire di livello e mettersi in mostra pur avendo davanti nelle rotazioni un grandissimo giocatore come Jeff Teague?
«Dennis è davvero giovane ma l’ho sempre visto lavorare molto in allenamento. Se continua ad allenarsi come sta facendo ora e riesce a restare concentrato sull’obiettivo senza incappare in distrazioni allora potrà dare una grande mano alla franchigia».

Parliamo di te. Essere un All-Star e giocare quindi la partita delle stelle rientra nei tuoi obiettivi per la prossima stagione?
«Il mio obiettivo principale è quello di aiutare la mia squadra a essere il più forte e competitiva possibile. Onestamente non mi interessa molto delle onorificenze individuali, voglio solo che la squadra sia forte e che possa competere ad alti livelli. Se poi dovessero premiarmi con una convocazione all’All-Star Game allora ben venga ma, come dicevo, preferisco concentrarmi sui risultati della squadra».

L’obiettivo in questo caso è sempre quello di raggiungere i Playoffs.
«Ovviamente, però vogliamo anche migliore i risultati che abbiamo raggiunto in questa stagione. Ci impegneremo al massimo».

Cambiamo argomento: cosa ne pensi di queste NBA Finals? Il rematch di quelle della scorsa stagione.
«Interessante. San Antonio sta giocando in una maniera favolosa ma per me Miami resta favorita».

Saranno delle Finals diverse rispetto a quelle della scorsa stagione anche per via della forma fisica di Ginobili? Non è al massimo ma contro i Thunder ha saputo fare la differenza.
«L’anno scorso Ginobili non ha giocato delle ottime Finals ma sono certo che quest’anno potrà fare molto meglio, non solo perché è un campione ma anche perché la sua condizione fisica sembra nettamente migliore rispetto a quella dell’anno passato».

Parliamo ora di off-season. Ci saranno grandi movimenti, si parla di Kevin Love che può cambiare maglia e di un grande Draft. Pensi che la Eastern Conference potrà rinnovarsi nel corso dell’estate e tornare a essere maggiormente competitiva mettendo a tacere le critiche?
«La situazione è certamente interessante, molti scenari cambieranno e alcune gerarchie potrebbero ribaltarsi. Io però preferisco concentrarmi sulla mia squadra, infatti non vedo l’ora di sapere quali saranno i nuovi innesti che ci aiuteranno nel corso della prossima stagione».

Ultima domanda. Hai già avuto l’opportunità di fare un giro a Roma? Cosa ne pensi?
«Sì, ho già potuto visitare qualcosa e mi sta piacendo molto. Ovviamente ho visto il Colosseo e tutte le principali attrazioni che un turista deve vedere quando viene a Roma, le più importanti e famose. Come dicevo mi sta piacendo molto, infatti ho in programma di restare un bel po’ di tempo in Italia, starò qui per circa tre settimane quindi non vedo l’ora di scoprire sempre più cose su questo paese».

A cura di Niccolò Costanzo e Claudio Pavesi