Drake Diener si racconta a My-Basket

Drake Richard Diener, quarantaquattro punti che spiazzano. Una dinamicità che attrae. Guardia di Sassari, nasce e cresce in una famiglia che con la palla a spicchi ha sempre avuto a che fare, viene allenato al liceo dal padre Dick e approda alla DePaul University, dove viene nominato atleta dell’anno per ben due volte. Dopo un periodo di fermo per la sua malattia, arriva in Italia in Legadue a Castelletto Ticino, dove fa conoscere le sue grandi doti. Nel 2007 approda a Capo d’Orlando in Serie A, sempre sotto la conduzione tecnica di Romeo Sacchetti, come in riva al Ticino. Nel febbraio 2008 arriva a Siena, squadra che quell’anno vincerà il campionato e si piazzerà terza in Eurolega.  Torna poi all’Orlandina Basket e in seguito firmerà con Avellino, mentre nel 2009 con Teramo. Il il 22 luglio 2011 diventa parte integrante della  Dinamo Sassari, dove, dopo dieci anni, torna a giocare con il cugino Trevis Diener.

“Oh mamma Drake!” ha twittato Gigi Datome in occasione dei sui 44 punti con la Reyer. Quarantaquattro punti sono davvero tanti.
Già. La partita con Venezia è stata davvero bellissima, una vera soddisfazione per la mia carriera di giocatore. Inoltre ricevere i complimenti da Gigi per me è molto importante. Lui è davvero un grande.

Come è cambiato il tuo modo di giocare in queste stagioni?
Devo dire che non è cambiato molto. Sono stato nominato miglior marcatore della Lega, ma prima di tutto sono un giocatore di squadra.

Come ti trovi a Sassari?
A Sassari mi trovo molto bene, c’è molta confidenza nella squadra e insieme andiamo alla grande.

Meo Sacchetti  è una costante della tua carriera. Quanto è importante la sua presenza?
Meo Sacchetti è sempre stato molto importante per la mia carriera, ma anche per la mia crescita personale. È sempre stato con me, anche nei momenti più difficili della mia vita. Abbiamo vinto tanto insieme.

Tutta la famiglia Diener è immersa nel basket.
Sì. Mio padre faceva l’allenatore, mentre mio fratello e i miei cugini hanno sempre giocato.

A Sassari giochi con tuo cugino Travis. Com’è giocare con lui?
È molto stimolante. È bello giocare insieme a Travis.

Sassari sta andando molto bene quest’anno. Avete anche vinto le Final eight. Te lo aspettavi?
Sì, devo dire che ci speravo. Sassari ha molto talento. Anche se stiamo affrontando momenti difficili in questo periodo, abbiamo molta confidenza in noi stessi.

Sei affetto dalla malattia di Chron. Com’è vivere con questa patologia?
Non mi piace molto parlare della mia malattia, anche se so che è importante.

Sì, Drake. È importante. Parlandone dai forza a tutti coloro che hanno la tua stessa malattia. Sei un esempio positivo da imitare.
Infatti, so che è molto importante parlare della mia malattia proprio per dare forza alle altre persone che ne sono affette. Vedere che la mia vita è normale, che riesco a fare tutto quello che amo fare, che riesco a praticare sport in maniera agonistica credo che possa essere una speranza anche per altri.

 

BOTTA E RISPOSTA

Qual è la partita più bella che hai giocato? Sicuramente gara-2 dei playoff contro Bologna due anni fa e poi la partita giocata quando ero a Teramo contro Avellino.
Cosa fai dopo l’allenamento? Torno a casa a giocare con i miei bambini.
Com’è il tuo rapporto con i tifosi? Bellissimo.
Usi i social network? Quali? Si, Twitter, anche se non lo uso molto.
La città in cui vorresti vivere? Fond du Lac, la mia città, ma anche Chicago, dove ho vissuto per cinque anni.
Sei fidanzato/sposato? Sono sposato e ho due bellissimi bimbi: uno di 27 mesi e una di 6 mesi.
Piatto preferito? McChicken.
Vacanza da sogno? Cabo San Lucas (Messico)
Ultimo libro letto? London Calling.

FOTO: MaxTurrini/DinamoBasket