Esclusiva – Intervista con Billy Baron, leader di Canisius: “Possiamo vincere il torneo della MAAC”

Al Canisius College di Buffalo la stella indiscussa è Billy Baron, il fratello minore della guardia della Virtus Roma. Il suo non è stato un percorso lineare: ha iniziato la carriera universitaria in ACC, con la maglia dei Virginia Cavaliers. Dopo una sola stagione, ha deciso di raggiungere il padre, coach Jim Baron, a Rhode Island. I Rams, però, hanno deciso di licenziare il coach durante la stagione 2011/2012. Così Billy ha cambiato ateneo per essere ancora allenato da suo padre, questa volta ai Golden Griffins. Baron ha confermato quanto di buono fatto vedere a Rhode Island e ha migliorato sensibilmente le sue percentuali di tiro anno dopo anno. Al momento, è uno dei migliori marcatori dell’intera Division I. Viaggia a 24.6 punti, 5.1 rimbalzi e 4.9 assist di media con il 46.9% dal campo, il 42.8% da tre e l’89.5% dalla lunetta ed è stato nominato tra i finalisti per il Bob Cousy Award, il premio dedicato al miglior playmaker del college basketball (l’anno scorso vinse Trey Burke). I Golden Griffins, con un record di 12-4 contro le avversarie della MAAC, sono al secondo posto nella Conference pari a Manhattan e Quinnipiac. Baron ha deciso le sfide contro Elon e Rider con due canestri da tre sulla sirena.

Canisius ha giocato alcune partite mozzafiato: doppio overtime contro Rider, triplo contro Siena e una vittoria all’ultimo minuto sul campo di Iona, la capolista della MAAC. Cosa ti piace di più di questa squadra? Pensi che avete quello che serve per vincere la Conference?

“Sì, credo che abbiamo la possibilità di vincere il torneo della MAAC. È il nostro obiettivo principale e la cosa migliore di questa squadra è che tutte le componenti lo sanno e lavorano per questo. Abbiamo un grande rapporto tra di noi e tutti conoscono il proprio ruolo all’interno della squadra”.

Giochi quasi 40 minuti ogni sera e sei un giocatore incredibile sotto pressione. È difficile essere pronto per ogni singolo minuto di una partita? Quanto contano la fiducia in se stessi e quella dei compagni per segnare i canestri decisivi?

“Quando sei il capitano della tua squadra, devi sempre farti trovare pronto e il tuo compito principale è condurre i tuoi compagni alla vittoria. È importante essere sempre disponibili per prendere l’ultimo tiro e capire che, in quanto leader, tutte le responsabilità sono su di te. Nel mio caso, la fiducia nei miei mezzi è enorme e i miei compagni mi aiutano molto”.

Domenica scorsa, hai fatto registrare il tuo nuovo career-high con 40 punti contro Siena College. Qual è stata finora la tua miglior partita? Qual è la miglior difesa sugli esterni nella tua Conference?

“La miglior partita che ho giocato fino ad ora è quella contro Marist, quando ho segnato 38 punti [12/23 al tiro, 5/11 da tre e 9/10 dalla lunetta, ndr]. La miglior difesa che abbiamo incontrato è quella di Manhattan: utilizzano una zona match-up e sono molto bravi nel bloccare i giochi avversari”.

Con tuo padre che giocava da playmaker e adesso è il tuo allenatore e tuo fratello Jimmy che è un cestista professionista, hai mai considerato altri sport o il basket era una scelta naturale?

“No, sinceramente non ho mai pensato di poter giocare a qualcosa che non fosse la pallacanestro”.

Jimmy è un realizzatore eccezionale e in Italia sta incantando tutti con il suo raggio di tiro illimitato. Domanda difficile: chi è il miglior tiratore in famiglia?

“È Jimmy il miglior tiratore, senza dubbio. È uno dei migliori tiratori del mondo. La Virtus Roma ha fatto una grande mossa e penso debbano sentirsi fortunati ad avere un giocatore del genere in squadra”.

Come fai a bilanciare le tue abilità da playmaker con quelle da realizzatore? Come capisci di cosa ha bisogno la squadra nei vari momenti della partita?

“Mi piace iniziare passando molto la palla ai miei compagni per permettere loro di entrare in partita nel modo giusto. Da playmaker, ho la responsabilità di metterli in ritmo. È molto importante riuscire a fare questo, in modo che la difesa sia costretta a concentrarsi anche su di loro, il che mi lascia libero di prendere un numero maggiore di conclusioni con spazio. Non mi piace molto prendere tiri forzati”.

Photo credits: Canisius/Tom Wolf

I TIRI VINCENTI CONTRO ELON E RIDER

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