Esclusiva – Intervista con Jimmy Baron, professione tiratore: “Mi ispiro a Michael Jordan”

Jimmy Baron ci ha messo poco per calarsi nella realtà del campionato italiano. In questa prima parte di stagione i tifosi della Virtus Roma hanno imparato subito ad amarlo per le sue qualità da tiratore puro, che gli permettono di accendersi e di spaccare la partita in qualsiasi momento con il suo micidiale tiro da oltre l’arco. Arrivato quest’estate dal Lokomotiv Kuban, con il quale ha vinto la scorsa edizione dell’Eurocup, la guardia statunitense ha rapito tutti gli appassionati italiani per la meccanica di tiro praticamente perfetta e per l’incredibile velocità di esecuzione in uscita dai blocchi. Ovviamente quest’arma micidiale è frutto del talento, ma anche del grande lavoro che Baron svolge da anni in palestra. In questa stagione sta viaggiando ad 11.6 punti di media con il 45.6% da oltre l’arco.

Partiamo dalle Final Eight: contro Siena dopo un primo tempo difficile avete sfiorato la rimonta, ma alla fine vi siete dovuti arrendere. Si può dire che l’assenza di un playmaker come Taylor ha pesato molto? 
“Non avere il playmaker di certo non ci ha aiutato, ma non è la causa del risultato finale della partita”.

Che impressione ti ha fatto questa competizione? A molti atleti piace giocarla proprio per l’aria particolare che solitamente si respira.
“Giocare la Coppa Italia è stata una bella esperienza. Purtroppo non è stato il risultato che speravamo, ma dobbiamo concentrarci ora sul resto della stagione”.

Sia contro Avellino che contro Siena hai portato palla per diversi minuti: è una cosa che ti pesa dover impostare l’azione? 
“Non mi dispiace gestire la palla. Inoltre conosco questo ruolo perchè mio padre era un playmaker quando giocava e mio fratello Billy, che al momento gioca al college, lo è diventato. Ho molta familiarità con questa posizione”.

Essendo usciti dall’Eurocup, potete concentrarvi esclusivamente sul campionato: che cosa ti aspetti da questa seconda parte di stagione?
“La seconda parte di una stagione, in qualsiasi paese o campionato, è sempre più difficile della prima. Ogni squadra fa quegli adattamenti e quelle modifiche necessarie al fine di avere lo stesso rendimento della prima fase o per migliorarlo. Dobbiamo concentrarci meglio ed essere pronti a eseguire il piano di gioco stilato dal coach”.

In questi mesi ti abbiamo ammirato per la maniera in cui esci dai blocchi e prepari il tiro. La tua esecuzione è praticamente perfetta, hai avuto un mentore?
“Come qualsiasi ragazzino appassionato di basket mi è sempre piaciuto guardare Michael Jordan. Non solo perché è il più grande giocatore di sempre, ma perché la sua meccanica di tiro era perfetta. Io provo a fare lo stesso!”

Per concludere, una piccola curiosità: molti giocatori hanno dei riturali pre-partita, tu ne hai qualcuno?
“Nessun rituale. Cerco solo di essere pronto mentalmente e fisicamente ogni giorno!”

FOTO DI: Alessia Doniselli