Esclusiva – Intervista con Zoran Dragic, la stella slovena dell’Unicaja Malaga

Zoran Dragic sta vivendo probabilmente la sua miglior stagione in carriera. La scorsa estate, il giovane talento sloveno non aveva del tutto convinto nella sua prima annata in ACB con l’Unicaja (5.2 punti in 15 minuti di media). Nonostante avesse ancora un altro anno di contratto, si vociferava di un possibile passaggio in prestito all’UCAM Murcia, squadra in cui tra l’altro aveva già giocato suo fratello Goran nel 2006. Poi però l’Eurobasket ha rimescolato tutte le carte in tavola. La guardia classe 1989 ha giocato benissimo ed insieme al fratello ha formato la coppia più esaltante e divertente da vedere di tutto l’Europeo, trascinando la Slovenia fino al quinto posto. Allora Malaga ha deciso di tenerselo stretto e Zoran è migliorato tanto rispetto alla scorsa stagione: sta viaggiando con 10.2 punti, 2.7 rimbalzi, 1.3 recuperi e 1.1 assist in quasi 19 minuti di media, ma sta facendo addirittura meglio in Eurolega con 12.3 punti (42% da oltre l’arco), 2.8 rimbalzi e 1.3 assist in 23.1 minuti a partita. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo, ecco quello che ci ha detto.

Rispetto alla scorsa stagione, a Malaga stai avendo una crescita significativa: in cosa pensi di essere migliorato nell’ultimo anno?
“Sicuramente nel tiro. Sono rimasto in palestra dopo ogni allenamento per esercitarmi in questo fondamentale. Ma la cosa più importante è avere un allenatore che crede realmente in te. E coach Plaza crede in me, mi incoraggia e quindi tutto quello che posso fare è dare il massimo in campo”.

Lo scorso mese avete battuto il Fenerbahce con un parziale di 15-0 nell’ultimo quarto. Tu sei stato un po’ il mattatore, è stata la tua partita più emozionante?
“Giocare contro una squadra così importante è di per sé una motivazione in più. Abbiamo giocato bene in quell’incontro e siamo stati più bravi degli avversari. Sicuramente ero in ottima serata, ma è grazie ai miei compagni se ho potuto prendere tanti tiri aperti. Alla fine quello che conta è la vittoria e sono contento di averla ottenuta. Poi ovviamente il successo è ancora più dolce se si contribuisce in maniera importante”.

In Eurolega siete ancora in corsa per i playoffs: dove pensi di poter arrivare? E qual è il vostro obiettivo nel campionato spagnolo?
“Dobbiamo pensare ad una partita alla volta e non guardare troppo avanti. Ovviamente speriamo di conquistare le Top 8 ma, come dico sempre, ogni gara è importante ed è necessario che tutti facciano del proprio meglio per conquistare la vittoria. In Spagna è la stessa cosa, se giocheremo come sappiamo, possiamo lottare per le prime posizioni”.

Qui in Italia c’è una releazione di amore ed odio con i fratelli Dragic: quest’estate avete disputato una gran partita contro la nazionale italiana e, nonostante la sconfitta, non abbiamo potuto fare a meno di ammirarvi. Possiamo dire che insieme siete una forza della natura?
“Forse! Ci conosciamo molto bene e ci sposiamo bene in campo. Goran è un eccellente playmaker e ad entrambi piace giocare una pallacanestro veloce, basata soprattutto sul contropiede”.

Proprio tuo fratello sta vivendo un’ottima stagione in NBA. Lo senti spesso? Pensi che avrebbe meritato di essere selezionato per l’All-Star Game?
“Sta facendo molto bene, semplicemente giocando come sa. Parliamo tutti i giorni. La competizione per l’All-Star Game era enorme, ma Goran avrebbe meritato di far parte della squadra per quello che ha dimostrato finora. Sfortunatamente la Slovenia è una piccola nazione e quindi non aveva una gran base di voti. Gli allenatori avrebbero potuto sceglierlo, ma hanno preferito avvantaggiare giocatori americani”.

Per quanto riguarda la nazionale, dopo un ottimo Europeo, che cosa ti aspetti dal Mondiale in Spagna? Cosa ne pensi del gruppo D?
“Il nostro obiettivo è conquistare almeno l’accesso al prossimo round. Secondo me non siamo in un gruppo molto difficile, ma allo stesso tempo non dobbiamo commettere l’errore di sottovalutare qualche squadra avversaria”.