Esclusiva MY-Basket: intervista a Randy Childress, da fuoriclasse sul parquet a vice-allenatore a Wake Forest

Potete chiedere a chiunque l’abbia visto giocare in Italia: Randy Childress, il Professore, è uno dei più forti playmaker mai transitati sui parquet di questa nazione. Ma Randy non è una superstar solo in Italia. Ha avuto una carriera di altissimo livello in NCAA, a Wake Forest, dove è stato per due anni compagno di Tim Duncan. Nel 1995 è stato eletto giocatore ACC dell’anno e ha trascinato i Demon Deacons alla vittoria del titolo ACC, tenendo 35.7 punti e 7 assist di media nel torneo di Conference. Nella finale, contro i North Carolina Tar Heels di Jerry Stackhouse e Rasheed Wallace, ha segnato il canestro decisivo a 4” dalla fine del supplementare, chiudendo la partita con 37 punti e 7 assist. Non è una sorpresa ritrovare il suo nome nella Hall of Fame di Wake Forest e nell’elenco dei 50 migliori giocatori della storia della ACC. Ha giocato in NBA coi Blazers e i Pistons, prima di trovare casa in Europa. Turchia, Francia e poi Napoli, la prima di una lunga serie di squadre italiane in cui ha militato. Ha centrato tre promozioni dalla Legadue (nel 2006 con Montegranaro, nel 2008 con Caserta e nel 2009 con Varese) prima di chiudere la carriera a San Severo, nel 2011. Dal 9 aprile è assistente allenatore di Wake Forest.

A proposito dei tuoi anni a Wake Forest, non possiamo non fare un nome: Tim Duncan, probabilmente la migliore ala forte della storia del basket. Cosa ti ricordi degli anni di Tim al college? All’età di 37 anni, è ancora un giocatore dominante. Qual è il segreto di una carriera così lunga a questo livello?

Tim Duncan arrivò a Wake Forest senza un gran pedigree. Si credeva che dovesse essere il centro di riserva in quella squadra, ma poi Derrick Hicks [il centro titolare nel 1993, ndr] si trasferì e Tim dovette essere schierato in quintetto già da freshman. È ironico che il suo soprannome sia poi diventato The Big Fundamental. Tim lavorò instancabilmente sui suoi fondamentali e divenne il miglior giocatore dell’intero college basketball in soli due anni. Penso che a 37 anni Tim sia ancora un gran giocatore perché non fa affidamento sul suo atletismo, ma è il lungo con più tecnica in tutto il mondo.

Il 9 aprile sei diventato assistente allenatore a Wake Forest, la tua alma mater. Come ti senti a ritornare “sul campo” per la tua università dopo 18 anni? Ti piacerebbe diventare capo-allenatore in futuro?

Ritornare nel posto dove ho trascorso i miei anni del college mi ha lasciato veramente senza parole. E, se mi conoscete, sapete che non è facile che accada! Sarei decisamente molto contento di diventare allenatore un giorno.

Hai firmato il tuo primo contratto in Europa nel 1997, dopo due stagioni in NBA. Cosa pensavi del basket europeo quando hai iniziato la tua carriera nel Vecchio Continente? Pensi che il livello del basket europeo sia aumentato nel corso degli ultimi 15 anni?

Quando ho messo piede per la prima volta in Europa, sono rimasto davvero impressionato dall’etica del lavoro e dal talento dei giocatori di basket che c’erano. Io penso che il livello generale del basket europeo sia aumentato, ma in compenso ritengo che i lunghi con grandi abilità spalle a canestro si siano pressoché estinti sia in Europa che negli Stati Uniti.

Hai passato 11 anni in Italia, dove sei conosciuto anche col soprannome di Professore. Cosa ti ricordi dell’Italia e dei tifosi italiani? Se devi menzionare qualcuno, chi sono state le persone più importanti per te durante la tua carriera italiana?

In Italia c’è il migliore pubblico del mondo! Ci sono così tante persone importanti per me in Italia. È davvero difficile metterle in ordine di importanza, ma posso dire che la famiglia Guadagnola è diventata la mia famiglia. Stefano Pillastrini è un grande allenatore e abbiamo lavorato veramente bene assieme. Ricordo anche i miei amici di Caserta, Varese e Montegranaro, anche se non mi piace nominare le città perché dimenticherei sicuramente qualcuno. Comunque, mi sono fatto grandi amici in tutta Italia e penso che li vedrò presto. Tra questi, ricordo anche Ron Slay e Jobey Thomas.

Hai ottenuto tre promozioni dalla Legadue con tre squadre differenti. Montegranaro non aveva mai giocato in A1 prima del 2006, mentre Caserta e Varese sono due piazze storiche per il basket italiano. È possibile per te scegliere una stagione migliore tra queste tre?

Questi tre campionati furono vinti in maniere diverse. Montegranaro fu una sorpresa per tutti, tranne che per noi, che eravamo consapevoli delle nostre possibilità. A Caserta vissi la stagione più difficile, almeno fino a che non finì la regular season. Alla fine della stagione, però, stavamo giocando meglio di qualsiasi avversaria in campionato e questo venne chiaramente fuori durante i Playoff. La stagione a Varese fu bellissima perché mi ritrovai in una grande squadra: iniziammo la stagione in testa alla classifica e la finimmo nella medesima posizione. Tengo in grandissima considerazione tutti e tre questi successi, perché vincere non è mai facile.

Ringraziamo Randy per il tempo che ci ha concesso, sicuri che, anche nel suo nuovo incarico, saprà continuare a togliersi grandi soddisfazioni.

Ecco gli highlights di Childress nella finale ACC del 1995:

Traduzione: Marco Conti.

 

Photo: foxsportsradio.com