Esclusiva MY-Basket: intervista doppia a Niccolò Trigari e Edi Dembinski

Abbiamo avuto la fortuna e il piacere di intervistare in stile “intervista doppia” due volti noti della pallacanestro Italiana, nonchè Telecronisti per RaiSport (Edi Dembinski) e Sportitalia (Niccolò Trigari).  Vi sono cinque domande argomentative e dieci invece a risposta chiusa o quasi, ecco le risposte!

1) Lenovo Cantù e Montepaschi Siena, due squadre che sono partite per vincere ma che stanno faticando enormemente. Cosa pensi, ad oggi, di queste due squadre?

E.D. Hanno problemi ma molto diversi. Siena era partita ridimensionata per necessità dovute al budget ridotto. Non aveva altra strada da seguire che quella di rischiare e scommettere su diversi volti nuovi e meno affermati. E lo avevano dichiarato già prima che finisse la scorsa stagione. L’Eurolega l’ha gestita benissimo finchè ha avuto le forze per farlo. Poi, tra scelte rinnegate come Kemp e Kasun, infortuni e fiato corto, forse non poteva che finire così. Peró in mezzo ha vinto la Coppa Italia da protagonista e ora che le è rimasta una sola competizione, occhio perchè chi vuole vincere lo scudetto dovrà, secondo me, ancora una volta passare dal Palaestra. Cantù mi ha invece invece sorpreso di più. È vero che sono partiti Micov e Shermadini ma le ambizioni di stare ad alti livelli non le ha mai nascoste, anzi. La Supercoppa vinta, forse aveva eccessivamente illuso un po’ tutti. Alla base di molto, secondo me, c’è il continuo e poco produttivo cambio del play ad ogni stagione. Non fa bene a nessuna squadra, figuriamoci a una che cerca continuità nelle vittorie. Ogni anno non è facile ripartire da zero nel ruolo che deve guidare la squadra in campo. Aggiungiamo la partenza di Markoishvili, vero trascinatore tra spogliatoio e parquet…il resto è storia recente. Qualcosa forse si è rotto, vediamo se i playoff aggiustano qualcosa. Ha mezzi e staff per poterlo fare.

N.T. Non sono sicuro che siano partite per vincere.. In ogni caso stanno attraversando difficoltà superiori a quanto fosse lecito attendersi: Siena ha pagato a caro prezzo le fatiche legate alle nuove Top 16 di Eurolega, mentre Cantù ha subito il contraccolpo dell’addio a Markoishvili. La classifica non le suggerisce come favorite nella corsa Scudetto, ma hanno il potenziale per tornare su livelli di eccellenza (soprattutto la Mens Sana).

2) In Italia vi sono diverse piazze note per il calore del pubblico: quale in particolare ti ha impressionato?

E.D. In queste due stagioni ho girato molti palazzetti, non tutti ma quasi. Il calore del sud è difficilmente replicabile altrove. Ero a Brindisi sia per una delle gare promozione contro Pistoia nello scorso campionato che quest’anno contro Milano. Hanno un’enorme passione per il basket. Bello! Mi sono emozionato a Pesaro quando in semifinale contro Milano, l’anno scorso, ci sono stati 20000 pesaresi in 48 ore al Palace per credere in un miracolo chiamato finale. Anche salendo al nord c’è passione, come al Pianella o a Varese. L’altra sera contro Milano è stato da brividi; hanno fatto pure la ola, roba da stadio. E poi Sassari e anche Siena. Il canto della verbena prima di ogni gara, è emozionante. Anche il Forum pieno è molto scenografico. Non accade spesso. Ci vuole il grande evento ma quando accade è notevole.

N.T. Difficile fare una classifica, perché fortunatamente gran parte dei palazzetti italiani offrono una bella cornice. Premesso che Siena e Cantù le conoscevo già prima di commentare il campionato, Sassari è forse la piazza che mi ha impressionato di più (grande entusiasmo, ma senza trascendere).

3) Si parla tanto di un possibile approdo in NBA da parte di Gigi Datome. Che ne pensi?

E.D. se crede intimamente di voler andare nella Nba, perchè il momento è quello giusto sia nella sua vita che nella sua carriera, allora nessuno lo puó trattenere dalla realizzazione di questo sogno. Per qualità tecniche e morali, ci sta alla grande. Però, se dev’essere solo per “vedere l’effetto che fa” e poi ritrovarsi seduto una stagione intera, allora che resti in Europa. A Roma, in Italia con un’altra maglia o in una squadra estera da Eurolega. Non importa, basta che sia in una società che dice: “Ok, abbiamo scelto Datome, è la nostra prima opzione, diamogli le chiavi”. Giocatore per cui stravedo! Anche in chiave Azzurra

 N.T. E’ un grande talento che negli ultimi anni è maturato molto. Credo possa giocare ovunque e, se ha il sogno dell’NBA, è giusto che provi a inseguirlo. Non escluderei però l’eventualità di lasciare l’Italia per vestire la maglia di una ‘Big’ europea.

4) Credi che il rapporto tra Scariolo e Milano continuerà anche la prossima stagione? In ogni caso, cosa pensi non abbia funzionato (fin’ora) nell’ambiente Olimpia?

E.D. Secco, ho molti dubbi che possa continuare. Forse la vittoria dello scudetto potrebbe riscrivere tutto positivamente per Scariolo ma oggi come oggi sono più per la separazione. La seconda parte della domanda è ancora più senza risposte! Milano ha rifatto parte della squadra, poi si è liberata di parte di quel rinnovamento (Hendrix, Stipcevic) e poi si è ricreduta su parte delle cessioni precedenti (Radosevic, Bremer). Forse basterebbe già questo per dire che le idee non sono mai state chiarissime; e alla fine, tutto questo si è trasferito anche in campo. Green, prima del derby, ha parlato di chimica di squadra. Mi sembra che abbia centrato il punto.

N.T. Pur alla luce di investimenti e conseguenti aspettive, sarebbe curioso se una società che non vince da 17 anni decidesse di allontanare il coach dell’eventuale agognato Scudetto. Possibile, ma curioso. Non escludo neppure che Scariolo voglia cambiare aria indipendentemente dal risultato dei Playoff: sicuramente non è stato il biennio più facile della sua carriera e indubbiamente ha commesso errori (alcuni sul mercato, altri nella ricerca, credo fallita, di quel pizzico di chimica indispensabile a un gruppo per emergere), ma sarebbe ingiusto addossargli tutte le colpe.

5) Gani Lawal può fare bene in una grande squadra?

E.D. Fisicamente, almeno in Italia, è dominante; non ci sono dubbi. Però se vuole compiere il grande passo, deve migliorare sotto diversi aspetti. Primo, secondo me, quello dell’approccio mentale. È ancora abbastanza giovane, diciamo che fino a quando è stato “protetto” ha reso alla grande. Quando sono saltate fuori le prime voci su approdi futuri in Nba o grandi squadre europee, si è un po’ smarrito, distratto. Se diminuisce le palle perse per le troppe infrazioni di passi e mette nel suo bagaglio un paio di movimenti da centro vero, è uno da prendere subito!
N.T. Innanzitutto bisognerebbe definire il concetto di ‘grande squadra’: se parliamo del campionato italiano, credo di sì, ma bisogna sottolineare che compagni e staff romani lo hanno messo in condizioni ideali per emergere e non è detto che simile contesto possa trovarlo altrove. Come la maggior parte dei giocatori, fa bella figura quando l’allenatore gli chiede quello che sa fare.

Domande secche:
1) squadra rivelazione

E.D. Ne dico 3: Reggio Emilia, Varese e Sassari

N.T. Troppe, non so scegliere.. Roma, Reggio Emilia e Caserta, per ragioni diverse, meritano tutte considerazione e, onestamente, anche Varese è andata ben oltre le mie aspettative.

2) Squadra delusione

E.D.Virtus Bologna

N.T. Pericoloso esprimersi prima dei playoff, perché in poche settimane i giudizi rischiano di essere ribaltati. Se limito l’analisi alla stagione regolare (senza dimenticare Eurolega e Coppa Italia), la scelta non può che cadere su Milano.

3) allenatore dell’anno

E.D. Vitucci
N.T. Vale quanto detto per la squadra rivelazione, perché sono due ragionamenti intimamente connessi. Se devo fare un nome, scelgo Vitucci: più il livello è alto, più è difficile fare un ottimo lavoro.

4) mvp e miglior giocatore Italiano

E.D. Mike Green e Gigi Datome

N.T. Mi piace pensare che siano la stessa persona: Gigi Datome

5) il giocatore che ti ha sorpreso di più e quello che ti ha deluso

E.D. Dunston e Bobby Brown le sorprese, Fotsis la delusione

N.T. Dunston (potevo tranquillamente citarlo nella domanda precedente) e Fotsis (anche per l’atteggiamento)

6) Quintetto ideale della stagione 2012-2013

E.D. Mike Green, Drake Diener, Datome, Brunner, Dunston

N.T. Travis Diener, Moss, Datome, Brunner, Dunston

7) Travis Diener o Mike Green?
E.D. Mike Green
N.T. Non posso contraddire quanto appena espresso

Luca Vitali o Andrea Cinciarini?

E.D. Contentissimo per il rilancio di entrambi. Se proprio devo scegliere, vado per il Cincia

N.T. Con tutti i sassolini che si sono tolti dalle scarpe, non vorrei che ne lanciassero qualcuno verso di me.. A parte gli scherzi, straordinarie rivincite, nessuno dei due merita di finire secondo

9) Brian Dunston o Gani Lawal?
E.D. Dunston
N.T. Già espresso: Dunston

10) quali saranno le due finaliste, chi vincerà, e chi sarà l’MVP
E.D. finale: Varese-Siena. Vince Varese. Mvp Mike Green

N.T. Non amo i pronostici e questo campionato non li ha resi facili. Come se non bastasse, è difficile immaginare gli effetti che le serie al meglio di 7 partite potranno avere: mi auguro soltanto che i playoff non si trasformino in una gara di ironman.

Si ringraziano Niccolò Trigari ed Edi Dembinski per la disponibilità.