Intervista a C.J. McCollum: “Non è importante provenire da un grande college per fare strada in NBA”

Il Draft si avvicina e ogni buon appassionato di basket a questo punto avrà già un’ottima conoscenza dei migliori prospetti di quest’anno, quindi quale modo potrebbe esserci per conoscerli meglio se non scambiandoci quattro chiacchiere? Di seguito potrete leggere l’intervista realizzata qualche mese fa insieme a C.J. McCollum, stella di Lehigh e futura lottery pick del Draft 2013. Purtroppo quest’anno è rimasto fermo non poco per un infortunio ma ciò che ha fatto vedere nella sua carriera universitaria non può che valergli una delle prime scelte, ma ora basta preamboli e andiamo a scoprire qualcosa di più di questo ragazzo.

Nel tuo anno da junior hai dimostrato al mondo quanto sia vera la frase “niente è impossibile” quando hai segnato 30 punti nell’incredibile vittoria di Lehigh su Duke nel Torneo NCAA. Ci potresti raccontare cosa hai provato durante la partita e dopo la sirena finale? Lo definiresti il più bel ricordo della tua carriera cestistica fino a oggi?
Durante la partita mi sentivo molto sicuro di me, molto rilassato, specie dopo i primi canestri mentre a fine partita ero esaltatissimo per l’impresa che avevamo compiuto: eliminare Duke. Tutta la squadra ha lavorato moltissimo in vista di quella partita e io stesso mi sono impegnato tanto per arrivarci pronto, fortunatamente quella sera è andato tutto nel migliore dei modi ed è stata una fantastica ricompensa per i nostri sforzi. Sicuramente quello è uno dei migliori momenti della mia carriera insieme alla vittoria dei due titoli della Patriot League Conference.

Sin dal tuo anno da freshman sei considerato uno dei migliori giocatori della Patriot League e all’inizio di questo tuo ultimo anno in NCAA sei anche stato nominato Preseason All-American da Associated Press. Ti senti onorato da questi riconoscimenti o pensi che siano solo un modo per aumentare la pressione sulle tue spalle?
Personalmente lo ritengo un grande onore e ti confesso di non sentire alcuna pressione a riguardo, d’altronde è da tutta una vita che gioco a basket e sono pronto per qualunque ostacolo possa incontrare. E’ bello vedere che altre persone riconoscano il tuo impegno e il tuo talento ma allo stesso tempo è anche un modo per ricordarti che devi allenarti sempre più duramente per diventare ancora più competitivo ad alti livelli e per confermare le belle parole che la gente ha speso per te.

Quali pensi siano i tuoi punti forti e quali invece i punti deboli sia dentro che fuori dal campo?
Penso di essere un bravo scorer, riesco a trovare il canestro con facilità e al tempo stesso mi piace cercare di favorire il gioco dei miei compagni così da migliorarli. Il mio gioco è molto equilibrato e ho grande sicurezza nei miei mezzi, tutto ciò deriva da una grande preparazione mista a una severa etica del lavoro. Devo migliorare in ogni aspetto del mio gioco se voglio diventare un giocatore importante e devo anche migliorare le mie doti da leader emotivo.

Tuo fratello maggiore Errick è un cestista professionista in Europa. E’ stato lui a farti appassionare a questo sport?
Ho sempre giocato con mio fratello e mi sono sempre allenato con lui, siamo fratelli ma anche migliori amici e anche oggi che viviamo lontani uno dall’altro continuiamo a sentirci per incoraggiarci e scambiarci consigli. Mi ha sempre incoraggiato a giocare e mi ha spinto a volere diventare ogni giorno un giocatore migliore.

Secondo ogni Mock Draft sei considerato una lottery pick. Cosa ne pensi di tutta questa considerazione nei tuoi confronti?
E’ fantastico, essere cnsiderato un giocatore di tale livello è per me un vero onore, una benedizione, ma allo stesso tempo, come ti accennavo prima, vuol dire che devo lavorare molto duramente per giocare costantemente a quei livelli. Devo continuare a migliorare e usare tutti quei Mock Draft, gli elogi e le critiche come un’ulteriore motivazione per impegnarmi.

Vuoi dire qualcosa a tutte quelle persone che sostengono che sia troppo rischioso usare una scelta alta al Draft per scegliere un giocatore proveniente da una piccola conference come può essere la Patriot League?
E’ una critica comune ma già negli anni passati molti giocatori provenienti da piccole conference hanno avuto successo e altri continueranno ad averne in futuro. Non c’è bisogno di giocare in un grande college per fare la differenza tra i professionisti, ragazzi come Steph Curry e Damian Lillard sono la prova vivente che il successo arriva solo se si lavora sodo.

Chiudiamo l’intervista con qualcosa di diverso. Sei stato uno dei pochi giocatori a decidere di restare al college per tutti e quattro gli anni disponibili anche se eri molto quotato a livello NBA già in precedenza. Quanto è importante dunque l’istruzione per te?
L’istruzione per me conta tantissimo, è qualcosa di fondamentale non solo per me, ma anche per tutta la mia famiglia. E’ qualcosa che ti dà sicurezza e sono certo che una laurea potrà tornare molto utile, specia a lungo termine.

So che studi giornalismo quindi, possibilmente alla fine della tua carriera cestistica, leggeremo I tuoi articoli e ti vedremo intervistare altri giocatori come io sto facendo con te adesso? D’altronde hai già mostrato a tutti le tue abilità quando hai scritto di tuo pugno l’articolo in cui spiegavi perché saresti tornado a Lehigh per il l’anno da senior.
Senza dubbio mi piacerebbe molto. Il basket è il mio pane quotidiano e per questo mi sentirei molto a mio agio nel condurre interviste ad altri giocatori o a parlare di questo sport giorno dopo giorno.

Grazie a C.J. McCollum per la disponibilità e anche a Justin Lafleur dell’ufficio stampa di Lehigh per il suo lavoro, senza il quale questa intervista non avrebbe potuto avere luogo.

Nome C.J. McCollum
Nato 19 settembre 1991
Squadra Lehigh Mountain Hawks
Statistiche 23.9 punti, 5.0 rimbalzi, 2.9 assist, 1.4 recuperi
Soprannome Non ho un vero soprannome ma molti mi chiamano C
Giocatore preferito Kobe Bryant
Squadra preferita Non ne ho una, ma mi piace guardare Lakers e Thunder
Role Model Mio fratello Errick McCollum II

Photo: C.J. McCollum guarda avanti, forse al suo futuro in NBA // dishingtherock.com