Intervista a Gianluca Basile: “Non ci poniamo limiti. Che strano essere allenato dal Poz!”

Dopo aver perso le prime tre partite della stagione, l’Orlandina ha iniziato ad ingranare contro Ferentino e non si è più fermata, mostrando progressi partita dopo partita. Adesso la truppa di coach Pozzecco ha una striscia aperta di sei vittorie consecutive ed ha recuperato subito il terreno perso inizialmente in classifica, proponendosi come una delle squadre più temibili di un’avvincentissima Lega Gold. Sarà una coincidenza, ma anche no, eppure non appena è rientrato Gianluca Basile, la stagione dell’Orlandina si è capovolta e Capo d’Orlando ha iniziato a vincere. Grazie alla sua esperienza, al suo talento e ad alcune giocate clamorose, come il canestro allo scadere che ha dato la vittoria ai suoi contro la Tezenis, l’Orlandina ha cambiato volto ed ha spiccato il volo. Adesso tutti devono fare i conti con la squadra del magico trio formato da Poz-Basile-Soragna, che già in passato ha regalato grandi emozioni al popolo della palla a spicchi. Ma il segreto di Capo d’Orlando non sta tanto nei singoli, quando nel fantastico gruppo che ancora una volta è riuscito a creare Pozzecco nelle vesti di allenatore. Ogni elemento del roster si sente parte importante della squadra, tutti sono pronti a sacrificarsi per vincere, divertire e divertirsi. Grazie all’ufficio stampa dell’Orlandina, abbiamo avuto il piacere di intervistare Gianluca Basile, che ci ha parlato dei suoi primi mesi a Capo d’Orlando, del livello della Lega Gold ed anche dell’Olimpia Milano.

Partiamo Verona: sotto di uno, due secondi dalla fine, palla al Baso e canestro irreale. Nonostante un palmares da fare invidia a chiunque, riesci ancora ad emozionarti in partite così?
“Beh, se continuo a giocare vuol dire che ancora questo sport mi da delle buone sensazioni. Ho stimoli e motivazioni, mi diverto ancora, è questo l’importante”.

Torni in campo e Capo d’Orlando vince tre partite consecutive senza Soragna. Adesso a ranghi completi siete a quota 6 in fila, potete puntare ai vertici della classifica?
“Non dobbiamo pensare di essere fenomeni, perché non lo siamo. Non dobbiamo, però, porci limiti. Pensiamo solo a giocare e ad allenarci bene”.

Pozzecco-Soragna-Basile, il trio si è sorprendentemente riunito ancora una volta. La loro presenza è stata importante nel convincerti ad accettare Capo d’Orlando? Com’è essere allenati dal Poz?
“E’ sicuramente un piacere allenarsi con alcuni giocatori che sono anche tuoi amici. La cosa più strana è che oggi il coach ci martella in difesa, lui che da giocatore con il talento che aveva poteva anche permettersi di non difendere. È concentrato 24 ore su 24 sul basket, ha carattere e voglia per diventare uno dei migliori”.

Quest’anno in Lega Gold sono scesi tanti italiani di un certo livello, a cominciare da te e Soragna, passando per Mancinelli, Amoroso e arrivando a Di Bella e Rocca: come te lo spieghi questo fenomeno?
“In A1 ci sono troppi stranieri, gli allenatori lì preferiscono di solito far giocare un americano. La mia scelta comunque è stata diversa, potevo restare in A avevo delle offerte, ma volevo un bel posto, dove si vivesse bene, con il sole, il mare. I tanti big italiani nella Gold non so cosa li abbia spinti, ma anche qui il livello è alto”.

Parlando di Serie A, secondo te questa può essere la stagione giusta per l’Olimpia?
“Milano è destinata a vincere, ma bisogna capire quando. Le squadra competitive sono sempre meno ogni anno e loro hanno la possibilità di comprare tanti ottimi giocatori. Non è detto che vincano quest’anno, ma prima o poi toccherà a loro. Forse in Europa faticheranno di più, ma in Italia sono destinati a vincere”.

Fonte foto: sito ufficiale Orlandina Basket