Intervista a K.J. McDaniels di Clemson: “Sono emozionato per il viaggio in Italia”

I Clemson Tigers sono una delle squadre NCAA che ad agosto saranno in Italia per partecipare all’NCAA Vicenza Tour. Per conoscere meglio il college che prenderà parte al prestigioso evento, abbiamo intervistato K.J. McDaniels, una delle stelle dei Tigers. Classe 1993, la guardia ha appena concluso il suo anno da sophomore con 10.9 punti e 5 rimbalzi in 27.5 minuti di media a partita: il talento di Alabama questa estate sarà uno dei giocatori più attesi in Italia, dove potrà confrontarsi con una realtà diversa da quella universitaria. K.J. proviene da una famiglia tutt’altro che estranea alla pallacanestro: il padre, Kevin McDaniels Sr., ha giocato per l’Università di South Alabama dal 1989 al 1991, venendo selezionato nel secondo team dell’All-Sun Belt Conference grazie ai 13.4 punti di media messi a segno con i Jaguars. Il figlio, invece, è un prospetto molto interessante che ha ancora margini di miglioramento: è un giocatore esplosivo e molto atletico, in grado di lasciare a bocca aperta la platea con giocate spettacolari.

Che cosa rappresenta il basket nella tua vita? Quali sono le tue ambizioni in questo gioco? 
“Il basket è una parte molto importante della mia vita. Sono stato avvicinato a questo gioco da mio padre, che ha giocato per l’università di South Alabama, sempre negli Stati Uniti. Ho sviluppato un forte interesse per il basket già da piccolo e lo coltivo tutt’oggi”.

Stai vivendo il sogno di molti giovani italiani: il college, un’istituzione che qui non esiste. Che cosa ci puoi dire della tua vita a Clemson? 
“Clemson è un ottimo posto per giocare a basket. E’ una piccola città, in cui tutti sono molto amichevoli e sostengono le squadre sportive. Ci sono tantissime persone appassionate al nostro team di pallacanestro, e questa è una cosa esaltante. La nostra scuola gioca nella miglior conference della NCAA, la ACC. Arriviamo a giocare con squadre come Duke e North Carolina ogni anno, questi sono incontri molto stimolanti per noi”.

Secondo te, quali sono i tuoi punti di forza? Quale parte del gioco vorresti migliorare? 
“In questo momento, sto cercando di lavorare sul mio gioco dalla media distanza. Negli ultimi due anni ho lavorato molto sul mio jumper con Coach Brad Brownell. Sono un giocatore abbastanza atletico, quindi l’aspetto fisico del gioco non è mai stato un problema per me: schiacciare, correre in transizione, stoppare, sono cose che mi riescono facilmente. Ma ci sono due cose in cui voglio migliorare: il mio tiro dalla media distanza e la gestione del pallone”.

I Tigers non partecipano al torneo da tre stagioni: come giudichi i tuoi primi due anni a Clemson? Speri di realizzare il sogno di giocare nel torneo NCAA con questa maglia? 
“I miei due anni a Clemson sono stati un po’ frustranti per tante sconfitte di pochi punti. Stiamo cercando di cambiare le cose nella prossima stagione. Non ho mai partecipato al torneo, ma mi hanno detto che è un’esperienza indescrivibile. Spero un giorno di viverla assieme ai Tigers”.

Sei mai stato all’estero? Sei emozionato per il viaggio in Italia in occasione dell’NCAA Vicenza Tour? Che cosa sai del nostro paese?
“Il viaggio più lungo che abbia mai fatto è stato alle Hawaii, dove sono andato a giocare un torneo di Natale nel mio primo anno al college. Tutto quello che so dell’Italia è che il vino ed il cibo fanno parte della cultura, ma non so altro. Sono emozionato per questa bella esperienza che vivrò con la squadra”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Pensi di continuare a giocare dopo il college? 
“Sono stato invitato al Kevin Durant Skills Academy a Washington il prossimo giugno. È stato davvero un onore essere invitato e per me è il prossimo passo, è un altro livello di competizione. I migliori giocatori del college saranno lì. Non vedo l’ora di partecipare e mostrare quello che so fare”.