Intervista a Killa Cali: “Sono più appassionato di basket di quanto non lo sia di musica”

Il basket è da sempre connesso al mondo dell’hip hop ed è per questo che non stupisce trovare alcuni rapper grandi amanti della palla a spicchi. Questo è il caso di Killa Cali, artista pugliese ormai quasi costantemente residente a Roma, con un passato da giocatore e un presente in cui il microfono ha preso il posto del pallone. Killa Cali è da pochissimo uscito con un EP in freedownload intitolato “Nessuno Mai” (il link per il download si trova a fine articolo, sotto la foto) ma allo stesso tempo continua a lavorare al suo album ufficiale. Andiamo ora a scoprire qualcosa di più sulla sua passione per il basket e sulla sua musica ma prima, come da nostra consuetudine, vediamoci il suo ultimo video che include ben due pezzi presenti nel suo EP ovvero “Se Resti Qui” e “Nessuno Mai”.

Come nostra consuetudine partiamo col basket. Sei nato e cresciuto in provincia di Lecce, una piazza non famosissima per il basket, quindi come ti sei innamorato di questo sport?
Effettivamente la provincia leccese non ha mai avuto una tradizione cestistica degna di nota. Sono cresciuto tra i campetti di calcio e il volley, sport di famiglia, negli anni ’90 infatti mio padre ha allenato la squadra del paese e altre compagini provinciali in serie B1 e anch’io da ragazzino approcciai alla pallavolo. Poi a 12 anni conobbi il basket americano tramite alcuni amici di scuola, iniziai a collezionare le card NBA, non perdevo un numero di Magic Basket in edicola e decisi, quindi, di iscrivermi alla scuola di pallacanestro del paese.

Mi hai accennato di aver giocato a basket per molti anni, parlaci un po’ della tua esperienza da giocatore. Qual’erano i tuoi punti forti e punti deboli i campo?
Ho fatto tutta la trafila giovanile, dai Propaganda al Campionato Under 21 nel Calimera. A 12 anni ero il più alto in una squadra con pochi centimetri che puntava tutto sulla velocità, mi schieravano come lungo ma in pochi anni i miei compagni svilupparono e misero su un fisico senz’altro più resistente del mio, allo stesso tempo ho migliorato la mia tecnica nel palleggio e nel tiro, giocando più spesso come guardia o play. Sono sempre stato troppo vulnerabile in difesa, questa era senz’altro una mia grande pecca, ma posso dirti che tutt’ora amo guidare l’attacco e impostare, ho sempre avuto una discreta visione di gioco e una mano affidabile.

So che segui il basket a 360° quindi sei appassionato di NBA ma anche di NCAA e di campionato italiano. Quali sono le tue squadre favorite? Ti è mai capitato di seguirle dal vivo?
Non ho mai visto una partita professionistica dal vivo, spero prima o poi di poter andare a vedere la Virtus visto che ormai vivo a Roma da un po’. In Italia ero un grande tifoso della Fortitudo, dispiace non poterla vedere più ai livelli che le competono, ricordo che quando arrivò Wilkins ritagliai tutti gli articoli di giornale che ne parlavano. Negli States seguo Phoenix dai tempi di Barkley, ma come tutti quelli della mia generazione mi sono affezionato molto ai Bulls, spero di rivederli vincere presto. In Eurolega e NCAA sono più che altro uno spettatore imparziale.

La NCAA e l’Eurolega si sono già concluse da tempo mentre per quanto riguarda la NBA e il campionato italiano siamo alle battute finali. C’è qualche giocatore che ti ha colpito particolarmente? O meglio, se Killa Cali fosse uno dei più famosi giocatori del mondo chi sarebbe? A chi ti paragoneresti? (Non solo in base alle tue caratteristiche da giocatore, anche come personalità)
In Italia senz’altro Luigi Datome, credo che Roma e la Nazionale abbiano un grande gioiello. In NBA seguo molto i tre italiani e ti dirò che vedere il Gallo trascinare i Nuggets è stato esaltante, peccato per l’infortunio di fine stagione. Se dovessi paragonarmi a un giocatore ti direi Steve Nash, è sempre stato lui il mio modello di gioco.

Considerando il periodo non si può non chiederti qualche pronostico. Chi vedi favorito per il titolo NBA e perché? E per il campionato italiano? (Al momento dell’intervista dovevano ancora essere giocate entrambe le Gare-7 di semifinale di Serie A)
Miami strafavorita ovviamente. In Italia è già difficile stabilire chi saranno le due finaliste! Spero in un Siena-Roma, ma chissà. (Complimenti a Killa Cali per le sue doti da veggente, ndr)

Colleghiamo la pallacanestro e la musica. Rap e basket sono spesso due mondi che viaggiano a braccetto, in cosa secondo te si assomigliano e come mai il legame tra loro è così forte?
Il loro legame è senz’altro da ricondurre ai tanti afroamericani in NBA legati al mondo del rap. Anche io sono cresciuto guardando “He Got Game”, straordinaria sintesi di cinema, rap e pallacanestro. Entrambi sono fenomeni nati negli States e poi esportati in tutto il mondo, impossibile non collegarli.

Nei tuoi testi ritroviamo molto spesso metafore sportive (Erjon Bogdani, Sergio Pellissier, Fontolan, Jeremy Lin, il grande Milan, Delonte West, per citare le più recenti) e spesso queste risultano le più apprezzate dal tuo pubblico. Da cosa nasce l’idea di miscelare sport e musica? E’ arrivata prima la passione per il pallone o per il microfono?
Sono cresciuto con un pallone in mano, in epoca pre-tecnologica era senz’altro l’intrattenimento più ambito. Dove sono nato io, più eri bravo a calcio e più eri rispettato nei vari campetti di strada o di campagna che noi ragazzini mettevamo su. La passione per lo sport è qualcosa con cui nasci, anche se non arriverai mai a calcare un campo in erba. Ovvio che questa passione si riversa poi nella musica, soprattutto quando con la musica tendi a dare un’immagine di quello che sei veramente.

Dopo tanti featuring e altrettanti pezzi exclusive sei uscito con “Nessuno Mai EP”. Ci parleresti di come è nato questo tuo ultimo prodotto e di quale speri sia il messaggio che arrivi a chi ti ascolta? Per il momento sei soddisfatto del riscontro che hai avuto in termini di feedback e download?
Lavoravo a un album ufficiale, anzi, avevo già chiuso il master di un disco ufficiale di 17 tracce e ne ero soddisfattissimo ma purtroppo non potevo più farlo uscire in primavera come avevo pianificato. Non avevo intenzione di rischiare un’uscita estiva e allo stesso tempo alcuni brani erano troppo datati per farli uscire l’autunno prossimo quindi ho selezionato dieci canzoni che sentivo più “immediate” come impatto e le ho racchiuse in “Nessuno Mai”. Con Honiro.it abbiamo lavorato in tutta fretta e ovviamente i numeri ne hanno risentito, ma l’importante in questo momento era uscire. Comunque 3.000 download in meno di un mese non sono pochi.

In “Nessuno Mai EP” hai parlato diffusamente dei problemi del nostro Paese, e anche nei tuoi precedenti lavori questo impegno sociale si sentiva forte e chiaro. Da cosa deriva? Qual è il messaggio che vorresti passare?
Mah, non so se il mio è un messaggio o un semplice sfogo. Sicuramente sono le parole di una persona (o di una generazione) che ha sopportato e sopporta tutt’ora su di sé il peso di vivere nell’incertezza più totale. Non si può dire che io abbia passato questi anni a rigirarmi i pollici aspettando che la fortuna arrivi da sola, ecco.

Hai avuto modo di collaborare con gran parte della scena rap italiana, ma quale sarebbe la tua collaborazione dei sogni? (anche non per forza rap)
Come ho detto in altre circostanze non ho un sogno nel cassetto in questo senso. Posso senz’altro dirti che ci sono tanti artisti con cui non ho mai collaborato direttamente e con cui mi piacerebbe lavorare, come Marracash, Coez, Ensi o Luché. Sicuramente sarebbe bello incontrare artisti al di fuori del rap, io per esempio sono un grande fan di Eros Ramazzotti, credo che mia madre sarebbe orgogliosa di un mio brano con lui. Ma stiamo, ovviamente, sognando.

Sei molto legato al Salento, la tua terra d’origine, ma a differenza di tanti altri artisti hai scelto di non esprimerti in dialetto. Pensi che sia più facile arrivare in modo diretto in italiano o con questa forma di “slang”?
Sono cresciuto ascoltando i Sud Sound System come tutti (e ripeto, davvero tutti) i miei conterranei. Che piacciano o meno, loro sono delle pietre miliari e hanno fatto la storia della musica reggae italiana partendo dalle dance hall pirata nelle pinete e nelle masserie, io li stimo tantissimo per questo. Cantare in dialetto probabilmente avrebbe significato provare ad emularli, un po’ come hanno fatto tanti altri artisti salentini e a me non andava. Inoltre quando ho iniziato a cantare seguivo molto gli artisti nazionali come Neffa, i Sottotono, gli OTR, il mio sogno infatti era di far parte di quella scena e non restare in una dimensione locale.

E’ un periodo per te molto produttivo, oltre a “Nessuno Mai EP” stai anche lavorando al nuovo album ufficiale che dovrebbe uscire sempre nel 2013. Ci potresti dire qualcosa di più su questa prossima uscita? A livello di concept si distaccherà molto da “Nessuno Mai”?
Come dicevo prima, l’idea iniziale era appunto di fare un album e non è stata affatto accantonata con l’uscita dell’EP. Ho già pronti una decina di brani che andranno a completarsi entro quest’estate, si tratta di un concept differente da qualsiasi mio lavoro precedente, molto più attento alle melodie e alla musicalità, mantenendo comunque un’impronta matura che è un po’ il filo conduttore che cerco di dare ai miei lavori.

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Ringraziamo davvero di cuore Killa Cali per la gentilezza e la disponibilità con cui ci ha rilasciato questa bella intervista e gli auguriamo ogni bene, non solo in campo musicale. Per quanto riguarda voi lettori invece, vi lasciamo con il link per scaricare “Nessuno Mai EP” oltre che ovviamente a tutti i contatti per seguire Killa Cali sui social network così da restare sempre aggiornati sulle sue uscite musicali e, se volete, scambiare qualche parola riguardo questo sport che tanto amiamo. Come al solito sarà sufficiente cliccare sul link per ritrovarvi alla pagina desiderata.

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