Intervista ai Rapcore: musica e basket uniti nel segno di “Dream Team”

Torna la rubrica di My-Basket.it che unisce basket e musica. Oggi torniamo a parlare di musica rap e lo facciamo di nuovo a Roma, precisamente a Ostia Lido, con questa bella chiacchierata con i Rapcore, gruppo composto dal beatmaker Dr. Cream e dai tre MCs Truth, Deal Pacino e Rasty Kilo. Proprio Rasty Kilo è un grande appassionato di NBA così come di tutto ciò che gira intorno al mondo del basket americano, spesso infatti nelle sue rime si trovano riferimenti al basket e nel video di “Fiori”, pezzo del 2012, si può vedere come sullo sfondo si stia svolgendo una partita a NBA 2K, noto videogame dedicato al mondo della NBA. Potevamo dimenticarci di Deal Pacino, Truth e Dr. Cream? Ovviamente no. Questi quattro ragazzi hanno in comune la passione per le sneakers, argomento da noi a lungo trattato nella rubrica Shoe Game, e il 25 settembre 2013 hanno anche fatto uscire Dream Team EP (clicca qui per il link al download), il loro ultimo lavoro in freedownload per Honiro.it. C’era troppa carne al fuoco per farci sfuggire un’intervista con questi ragazzi quindi non perdiamo ulteriore tempo nell’introduzione, vi lascio alle parole dei protagonisti. Prima però, come nostro solito, ci guardiamo un loro video, precisamente il primo estratto da Dream Team EP che prende il nome di “Ultima Notte”.

Di solito le nostre interviste si aprono parlando di basket quindi la prima domanda è per Rasty. Come ti sei appassionato al basket e specialmente alla NBA? È qualcosa che ti ha affascinato fin da quando eri piccolo?
Buongiorno ragazzi. Il mio amore per il basket è nato quando ero alle scuole elementari giocando nei campetti della mia zona e leggendo un manga di nome “Slam Dunk”, crescendo ho poi scoperto la NBA tramite le riviste del settore e tramite Michael Jordan. Mi ha affascinato subito il livello di gioco, lo stile e forse più di ogni altra cosa lo spettacolo e le schiacciate.

C’è una squadra o un giocatore che segui più di altri?
Non essendo americano ho sempre tifato più per singoli giocatori che per le squadre e per le città. In questo momento il giocatore che mi piace di più è Kevin Durant degli Oklahoma City Thunder ma sono così innamorato di questo gioco che potrei vedermi qualsiasi partita, anche la peggiore della Lega, ed emozionarmi come la prima volta che ne ho vista una.

Nei tuoi testi fai tanti riferimenti al mondo del basket. C’è qualche giocatore in cui rivedi il Rasty Kilo rapper? Per farti un esempio, noi di My-Basket.it ti vediamo come uno Shaquille O’Neal dei primi anni perché la potenza e l’incisività delle tue barre ci ricorda la potenza del gioco sotto canestro di Shaq. Che dici di questo paragone, ti ci rivedi?
Ne sono onorato! Shaq è un idolo! Coincidenza, quando gioco a 2K con gli amici prendo sempre gli Orlando Magic del 1994/95, la mia squadra vintage preferita, un super quintetto con Penny Hardaway, Horace Grant e appunto Shaq giovanissimo!

Tempo fa abbiamo intervistato un rapper romano che ha già collaborato con voi in Casinò 23, il vostro album risalente all’aprile 2012, ovvero Er Costa, anche lui malato di basket e di NBA. Rasty, hai mai pensato di fare un pezzo con lui riguardo a questa passione comune? Ti ritrovi mai a discutere di basket e a vedere qualche partita con Er Costa o con qualche altro rapper?
Intanto salutiamo Costa! Con lui ne parlo spesso e molte volte ci siamo anche scontrati perché lui difende fino alla morte LeBron James, un giocatore che secondo me è un alieno ed è straordinario ma mi sta troppo antipatico. Qui lo dico e qui lo nego: Kevin Durant fra due anni gli leva tutto! E’ troppo più completo. Dopo l’era di LeBron c’è quella di KD, ne sono sicuro. Non me ne voglia Costa!

Rasty, come abbiamo già detto sei molto a tuo agio nell’inserire metafore cestistiche nelle tue strofe. A questo proposito trovi che il mondo del basket e quello dell’hip-hop siano particolarmente legati? Se sì, in cosa?
Assolutamente sì! Sai anche tu che in determinati quartieri americani ci sono poche possibilità di uscire fuori dalla povertà per i ragazzi afroamericani ma fra queste poche occasioni sicuramente ci sono gli sport e la musica. Quando da bambino compravo le riviste specializzate la prima cosa che facevo era cercare le interviste ai giocatori perché ogni volta una delle tante domande ricorrenti era “cosa ascolti prima di entrare in campo?” ed ogni volta loro cacciavano fuori nomi come Nas, Jay-Z, Biggie, Pac, Snoop e via dicendo, così io andavo a ricercarmi i dischi di questi tipi che poi successivamente sono diventati i miei idoli da ragazzo. Poi fuori dal campo i giocatori NBA sembrano rapper! Si vestono e si comportano come loro quindi è palese che basket e rap vadano a braccetto.

Il nostro sito tratta anche di scarpe da basket e sneakers in generale con la rubrica Shoe Game. So che tutti e quattro siete appassionati di sneakers e non è raro vedere ai vostri piedi, specie nei vostri video, alcuni modelli davvero notevoli. Detto questo quali sono i modelli e/o le linee a cui siete maggiormente legati? Qual è la scarpa di cui non potete proprio fare a meno?
Qui siamo tutti appassionati di sneakers, io personalmente (sempre Rasty Kilo) ne ho 40 paia ma ho moltissimi amici che ne hanno un centinaio o anche di più. Sicuramente siamo stati tra i primi in Italia a tirare di nuovo fuori le Jordan prima del boom di quest’anno ma ora come ora sto in fissa per le Nike Foamposite, le Reebok Kamikaze e le Ewing.

Passiamo ora alla musica. Il 25 settembre è uscito in free download su Honiro.it il vostro nuovo EP chiamato Dream Team, vi va di parlarci un po’ di questo nuovo lavoro? In cosa si differenzia e si rinnova rispetto ai vostri precedenti progetti? Cosa lo rende unico e speciale?
Abbiamo scritto e composto le tracce di “Dream Team” in un mese e mezzo passando più di metà dell’estate appena trascorsa in studio. Ci premeva dare vita a una decina di nuove canzoni Rapcore, ognuna diversa dall’altra, di conseguenza è un lavoro molto istintivo ma razionale allo stesso tempo, nella volontà di imprimere in ogni traccia la stessa carica anche affrontando concept di vario tipo, dalla spensieratezza alla riflessione, dalla rabbia alla positività e al realismo, il tutto mantenendo sempre la schiettezza e la genuinità che ci caratterizzano ma offrendo nuove sfaccettature delle nostre quattro personalità.

Prima di Dream Team e successivamente a “Casinò 23” ognuno di voi ha sfornato un lavoro individuale come già eravate soliti fare in passato, Rasty ha fatto uscire Amnesia EP, Truth ha fatto lo stesso con StarDust EP e Deal Pacino con Borderlife vol.1. Come sono andati questi progetti individuali? Inoltre vorrei anche chiedervi se concentravi su un lavoro individuale è per voi particolarmente utile in vista di un nuovo lavoro come gruppo, nel senso, è più una soddisfazione personale o un modo per sperimentare qualcosa di nuovo in visto del successivo lavoro tutti insieme?
Gli EP ci hanno permesso di confrontarci ispirandoci a vicenda, hanno dato modo a Doctor Cream di imprimere la sua creatività in diversi stili di beats e a noi tre di esprimerci in alcune canzoni che a volte sono talmente personali che si sente la necessità di scriverci più di una strofa, creando cosi dei pezzi solisti che rappresentano comunque il marchio Rapcore in ogni verso. Memorabile il sold out al CSOA a Garbatella (Roma) dello scorso Marzo in cui, oltre a presentare i tre lavori solisti, abbiamo riproposto live il meglio del nostro repertorio Rapcore invitando numerosi ospiti da tutta Italia.

Si è sempre capito dai vostri testi la vostra estrema sincerità e genuinità nell’esprimere concetti importanti e talvolta scomodi, appunto per questo volevo chiedervi un parere spassionato riguardante l’ambiente del rap in Italia. L’ascesa del rap è per voi la conseguenza di una moda o può servire per lanciare un movimento serio e consapevole? Siete soddisfatti della scena rap italiana?
Nel bene o nel male il rap è entrato in migliaia di case di italiani dove prima per tradizione si ascoltavano ben altri generi musicali. Ci sono tantissimi rappers, produttori, ragazzi che si dedicano a fare videoclip oppure foto, organizzatori di eventi ma ovviamente, come in ogni campo lavorativo o artistico che sia, ci sono professionisti e chiacchieroni, c’è gente che lavora con passione e gente che invece è attirata più superficialmente dall’eco irresistibile del genere più in voga adesso, il rap appunto. Non sta a noi dare giudizi, la musica è forse il concetto che più si avvicina alla parola democrazia, ognuno è libero di esprimersi e la gente può trovare in decine di artisti diversi le colonne sonore delle proprie giornate. Ovviamente ci sono numerose pecche e carenze in questo ambiente ma sono soltanto il riflesso della mentalità e dell’ingenuità di questo paese derivanti, poca apertura mentale fino alla mediocrità di numerosi canali televisivi, radiofonici o della carta stampata. Bisognerebbe prendere consapevolezza e coscienza dei reali limiti che ci sono in Italia per capire tanti meccanismi che si riflettono anche in questo campo, purtroppo.

Non potevo chiedere una spiegazione migliore. Ora una domanda per Dr. Cream dato che al momento l’ho colpevolmente lasciato un po’ in disparte. Le tue produzioni fanno sempre la differenza e risulti sempre molto duttile oltre che molto fantasioso per quanto riguarda la scelta dei campioni. A questo proposito quali sono i suoni e i campioni che più di tutti ti piace utilizzare nei tuoi lavori?
Per “Dream Team” non ho seguito alcuno schema mentale o musicale per produrre i beats, sono tutte basi istintive dalla prima all’ultima, stati d’animo, riflessioni in note. Non ho avuto particolari predisposizioni alla ricerca di alcun suono, considerando anche il fatto che si tratta di un EP non ho cercato di seguire una linea ben precisa nelle strumentali e per questo è possibile trovare tanti generi diversi, dalla base rock a quella più “love” fino a quella a cassa dritta.
I pochi campioni che ho usato in “Dream Team” in brani come “Attimi”, “Mai Nessuno” e “Soldi e Paura Remix” fanno parte del mio bagaglio culturale e sono campioni a cui ero affezionato fin da piccolo, per questo ho voluto rispolverare i CD d’infanzia e render loro omaggio.
Per il resto aggiungo che il tutto è stato prodotto nel nostro studio Dream Studio Records, aperto da poco anche al pubblico. (Per chi fosse interessato è sufficiente cliccare su QUI per saperne di più)

Siamo ormai alla fine di questa intervista e quindi scatta la domanda di rito: progetti futuri? E’ vero, siete appena usciti con Dream Team ma avete già altro in mente o in lavorazione sia dal punti di vista individuale che come RapCore oppure ora vi dedicherete principalmente alla promozione di Dream Team con una serie di esibizioni live?
Oltre a promuovere “Dream Team” live continueremo a rappresentare Rapcore con nuovi progetti sia solisti che di gruppo, ancora non possiamo svelarvi niente ma ne presto ne saprete di più. Intanto stiamo già lavorando al terzo video estratto da “Dream Team” e per il momento siamo concentrati su questo. Poco ma sicuro che dal 2009 ogni anno usciamo con più di un progetto, individuale o collettivo che sia, e continueremo a regalarvi tanta musica anche nel 2014.

Siamo arrivati alla fine di questa bella intervista ma che chiusura sarebbe senza un altro video? Prima dei saluti finali godetevi il video di “Woodstock”, secondo video estratto da Dream Team EP.

Chiudiamo ringraziando di cuore i Rapcore per la disponibilità e tutto lo staff di Honiro.it per il grande aiuto datoci nella realizzazione di questa intervista. Di seguito trovate tutti i contatti per seguire i Rapcore sui social network, per seguire il link sarà sufficiente cliccare sul nome del social network in questione.

Dream Team EP: Link per il download gratuito.
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