Intervista a Sekou Smith di NBA TV: “Harden è il leader di Team USA, Anthony Davis il futuro”

Dal nostro inviato a Bilbao, Claudio Pavesi

A Bilbao ha giocato il Girone C al cui interno si potevano trovare anche gli Stati Uniti d’America, cosa che ha ovviamente portato nella città basca una quantità notevole di giornalisti americani, anche da colossi del giornalismo come NBA.com/NBA TV, ESPN, Associated Press, SBnation e chi più ne ha più ne metta. In questa bella cornice mi è capitato di incontrare e conoscere Sekou Smith di NBA.com e NBA TV, con cui lavora ormai dal 2000. Inutile dire che Smith di giocatori NBA, così come di edizioni di Team USA, ne ha visti parecchi e molto da vicino quindi chi meglio di lui per parlare della squadra americana impegnata nella FIBA World Cup 2014? Mi sono fatto una chiacchierata con lui per capire cosa ne pensa di questa squadra e di come una persona abituata alla NBA possa vivere il basket FIBA.

Sekou, lavorando per NBA TV sei solito seguire la NBA più di ogni altra cosa. A questo proposito, quali sono le cose che ti hanno impressionato maggiormente di questa FIBA World Cup 2014 dentro e fuori dal campo?

Per prima cosa ti direi senza dubbio i tifosi. Sono eccezionali, hanno mostrato una passione incredibile e hanno reso lo spettacolo ancora più bello, inoltre mi piace sempre molto vedere come i fan delle diverse nazionali reagiscano alle situazioni del campo.
Per quanto riguarda il basket giocato invece ti posso dire che il basket FIBA mi piace per l’ampio uso dei fondamentali e per l’alto tasso tecnico dei giocatori. All’interno di ogni squadra praticamente ogni singolo giocatore, indipendentemente dal suo fisico o dal suo ruolo, è tecnicamente completo sotto ogni aspetto e sa fare tutto in campo, dal tiro al trattamento di palla, dal passaggio alla completezza dei movimenti da entrambi i lati del campo. Questa cosa mi piace moltissimo. Penso che per un appassionato di basket questa competizione rappresenti il meglio che ci sia dal punto di vista tecnico.

Passiamo ora a Team USA. Questa edizione di Team USA è stata criticata dai media per l’assenza di molte superstar. Segui questi ragazzi da vicino tutto l’anno e conosci personalmente molti di loro quindi che ne pensi di questa squadra?

Quando Team USA non porta tutte le superstar a disposizione viene sempre criticata ma penso che possa anche servire come una motivazione per i ragazzi presenti qui in Spagna, un sassolino che si toglierebbero dalla scarpa in caso di vittoria. Inoltre trovo che molti abbiamo mancato di rispetto a questa squadra, parliamo pur sempre di alcune delle principali star nel mondo della pallacanestro, ma se questo può servire come motivazione allora meglio così. Quella di quest’anno può sembrare una squadra non eccezionale o non imbattibile ma non scordiamoci che alle Olimpiadi di Londra 2012 Team USA ha faticato per vincere l’oro pur avendo tutte le principali star in squadra. La squadra di Londra 2012 non ha passeggiato fino alla finale quindi penso sia una cosa positiva essere sotto pressione, almeno un po’. Non scordiamoci che questo è un gruppo inedito, quasi nessuno di questi ragazzi infatti ha giocato insieme, o almeno non con continuità, prima di questa occasione quindi è normale che serva un minimo di tempo di adattamento. Se si adatteranno e capiranno come giocare insieme vinceranno l’oro, se non ci riusciranno avremo una storia nuova di cui scrivere e parlare, inoltre tutti si chiederanno perché Team USA non ha insistito nel portare le più grandi stelle come Kevin Durant, LeBron James e tutti gli altri.

Questa edizione di Team USA è peraltro molto giovane, pochissimi infatti hanno già giocato competizioni internazionali o addirittura giocato molte partite nei Playoffs NBA. Pensi che si senta la mancanza di un vero leader o ritieni che questa avventura possa aiutarli a creare un gruppo più unito aumentando anche le loro doti di leadership in vista del futuro in NBA?

Non so se c’è un’effettiva mancanza di quel tipo di giocatore, penso che debba solo emergere. Anthony Davis è senza dubbio il futuro di Team USA, presto sarà lui il leader assoluto della Nazionale ma non credo che al momento sia il leader “vocale” ed emotivo della squadra. Anche Kyrie Irving è un giocatore speciale e ha le capacità per diventare un leader ma come Davis non è ancora pronto per prendere in mano lo spogliatoio. Al momento credo che James Harden sia il più indicato per essere il leader: è uno dei giocatori che più ha giocato in NBA ed è quello che più si è “realizzato” in carriera, sia a livello personale che per numero di partite ai Playoffs quindi credo sia il più adatto a prendere in mano la squadra. A un certo punto Team USA giocherà delle gare punto a punto e avrà bisogno di un giocatore in grado di prendere in mano la situazione, personalmente ritengo che quel qualcuno debba essere James Harden.

Nel girone andato in scena a Bilbao abbiamo visto uno strepitoso Kenneth Faried, certamente MVP della prima fase per Team USA. Faried è un giocatore che molti avevano etichettato come un comprimario prima dell’inizio del Mondiale ritenendo il suo modo di giocare come non adatto al mondo FIBA. Cosa ne pensi di Faried e del suo impatto in questa FIBA World Cup 2014?

Penso che molti si siano sbagliati alla grande nel giudicarlo e i risultati parlano chiaro. Kenneth non ha minimamente cambiato il suo stile di gioco, sta facendo esattamente quello che fa per i Denver Nuggets, ed evidentemente anche in FIBA giocare con il doppio dell’energia rispetto agli avversari può fare la differenza.
In questo Mondiale sta avendo l’opportunità di mostrare a tutti quanto sia migliorato in questi anni e quanto possa essere efficace il suo modo di giocare. Non è un tiratore, non è la tipica ala grande europea in grande di allargare il campo, fa solo quello che ha sempre fatto in tutta la sua carriera, fa semplicemente Kenneth Faried, e funziona.

Tralasciamo un attimo Team USA. Ci sono altre squadre o altri giocatori visti nel Girone C di Bilbao che ti hanno particolarmente colpito?

Molti di questi ragazzi li ho già visti giocare, non solo perché, da amante del basket, mi piace vedere più partite possibile ma anche perché seguo Team USA ormai dal Mondiale del 2002 a Indianapolis e non mi stupisco più dell’alto livello visto in questi giorni. Senza dubbio il giocatore che più mi ha colpito è stato Petteri Koponen, mi ha davvero convinto. Inoltre qui ho potuto apprezzare nuovi aspetti del gioco di Asik, lati del suo gioco che in NBA hanno meno risalto. Anche Shawn Huff mi è piaciuto molto, non lo avevo mai visto giocare dal vivo ma ha saputo impressionarmi, specialmente contro l’Ucraina (23 punti e 8 rimbalzi, ndr).
Ovviamente una persona abituata alla NBA deve capire che il gioco FIBA è diverso e non bisogna pensare che quello che ciò che un giocatore fa, o gli viene richiesto di fare, in una competizione come questa sia immediatamente traslabile in NBA così come non è giusto giudicare un giocatore proveniente dalla NBA con lo stesso metro di giudizio usato per valutarlo quando gioca con la sua franchigia. E’ una situazione completamente diversa ma ugualmente interessante.

Ci tengo a ringraziare caramente Sekou Smith per la disponibilità e la gentilezza mostrata nella realizzazione di questa intervista e nel corso di tutta la competizione in quel di Bilbao.

Foto: hangtime.blogs.nba.com