Intervista a Szymon Szewczyk: “Varese favorita per lo scudetto, noi vogliamo esserci”

Visti i gran colpi di mercato messi a segno in estate, la Reyer Venezia ai nastri di partenza era considerata la sorpresa più probabile del campionato. Purtroppo per gli orogranata le cose non sono andate così per via di un inizio costellato da tanti bassi e pochi alti e da un’amalgama che stentava ad essere trovata. Inoltre è stata persa la scommessa Eric Williams, la brutta copia del centro ammirato ad Avellino e anche a Pesaro. Alla lunga, però, il talento è uscito fuori e la scelta di continuare con coach Mazzon si è rivelata vincente: Venezia ha risalito la china ed ora occupa l’ottava piazza, l’ultima utile per i playoff. Uno dei pilastri della Reyer è sicuramente Szymon Szewczyk che, pur essendo stato tormentato da problemi fisici, sta viaggiando a 11.5 punti e 5.7 rimbalzi di media, con un picco di 27 punti e 14 rimbalzi nel match con Varese, che proprio il polacco ha definito quello della svolta.

Dopo un inizio di pochi alti e tanti bassi, Venezia ha trovato la quadratura del cerchio e sta disputando un ottimo girone di ritorno. Che cosa non ha funzionato nella prima parte di stagione? Qual è stata la partita della svolta?
La partita contro Varese. Aver giocato bene e vinto sul loro campo è stato molto importante per la nostra autostima. Certo ne abbiamo avute anche altre in cui abbiamo giocato bene, ma quella fino ad ora la reputo maggiormente importante.

Anche quest’anno stai viaggiando su buone medie. Sei soddisfatto delle tue prestazioni individuali? 
Si e no perché a inizio stagione ho avuto problemi alla caviglia, poi sono rientrato ma nell’ultimo mese ho avuto dei problemi alla schiena. Mi manca qualcosa e non sono felice perché non sempre ho giocato da Szymon Szewczyk.

I prossimi molto probabilmente saranno i playoff più equilibrati degli ultimi anni. C’è una favorita secondo te? La Reyer potrebbe essere la sorpresa?
Direi Varese, per come ha giocato fino ad ora quest’anno. Ma già la Coppa Italia ha dimostrato che essere primi non ti dà la certezza di vincere. Nei playoff si gioca ogni 2 giorni e vincerà la squadra secondo me che ha più giocatori, non avrà infortuni e arriverà in forma ai playoff. Prima pensiamo di conquistare i playoff, che non sarà affatto semplice. Per farlo dobbiamo vincere una o due partite. Prima conquistiamoli e poi ci penseremo.

Questa è la tua quinta stagione in Italia, ormai ti possiamo considerare un veterano del nostro campionato. Secondo te quest’anno il livello della Serie A si è abbassato rispetto agli altri anni?
No, per me semplicemente c’è più equilibrio e il livello è lo stesso per molte squadre. Si può vincere o perdere con tutti e non c’è una vera squadra dominatrice. La classifica, così corta, è lo specchio di questo equilibrio.

Per i supporters orogranata sei diventato un idolo: qual è il tuo rapporto con loro? Aiuta a giocare meglio il sostegno dei tifosi?
Il rapporto è buono con tutti quelli che vengono al Palasport a seguirci. Per me la partita è una cosa che si deve sentire dentro. Io ho bisogno di questo e penso che non dev’essere vissuta come quando si va a teatro. Personalmente il sostegno del pubblico mi aiuta molto.

Domenica prossima tornerai a giocare nuovamente sul campo di Avellino, anche se da avversario. Che ricordi hai dell’esperienza in Irpinia?
Un palasport grande con tanti tifosi sempre calorosi. Quando giocavo io c’era sempre un sacco di gente. Mi aspetto che anche per domenica prossima sarà così.

Questa estate si disputerà l’Eurobasket: speri in una convocazione da parte di coach Pipan? La Polonia è stata inserita nel girone con la Spagna: pensi che sia possibile raggiungere almeno la seconda fase a gruppi?
Ho parlato con il coach (Bauerman) ma ancora non si sa se potrò essere del gruppo anche perché devo capire in quali condizioni fisiche sarò a fine stagione. Se così non fosse mi dispiacerebbe ma questa è la vita. Speriamo di si ma è molto difficile. Tutto dipende anche da quali giocatori della Nazionale polacca saranno disponibili per questo Europeo e per ora è ancora tutto prematuro.

FOTO: gentile concessione dell’Ufficio Stampa Reyer Venezia