Intervista con Andrea Nardinocchi: dal campo da basket al palco di Sanremo

Proseguono le interviste di My-Basket.it che coniugano musica e pallacanestro, oggi scambiamo due chiacchiere con Andrea Nardinocchi, artista bolognese classe 1986 che sta conquistando il pubblico italiano con la sua voce. Andrea, come scopriremo più nel dettaglio dall’intervista, è cresciuto giocando a basket sia in squadre organizzate sia dal punto di vista del freestyle basketball ma ha poi deciso di dedicarsi alla musica, un campo che in breve tempo gli ha già concesso di portarsi in testa alle classifiche italiane oltre che di calcare il palco del Festival di Sanremo nella categoria giovani. Andrea è un artista eclettico infatti la sua musica è un mix tra più generi e quando si esibisce sul palco è sempre accompagnato da loopstation, launchpad e controller MIDI, simboli di come anche l’elettronica faccia parte delle sue influenze musicali.
Ci sono due modi per scoprire al meglio questo artista: uno è leggere questa intervista e l’altro è ascoltare la sua musica, quindi per prepararci a questo botta e risposta con Andrea ci vediamo il video del suo ultimo singolo estratto dall’album “Il Momento Perfetto”, la canzone si chiama “Le Pareti” e vede la collaborazione di un altro grande artista, Danti dei Two Fingerz.

Partiamo dal nostro pane quotidiano: il basket. E’ capitato di vederti nei palazzetti della penisola, come nasce dunque questa tua passione per il basket? C’è qualche squadra o qualche giocatore che ti ha fatto innamorare della palla a spicchi fin da piccolo?
La passione per il basket nasce dopo aver visto per caso in televisione Michael Jordan. Un giorno la direttrice della scuola elementare di Roma è entrata in classe per chiedere se qualcuno era interessato al corso di Minibasket e in quel momento ho deciso di chiedere a mia mamma di iscrivermi.

Sappiamo che sei stato anche un buon giocatore a livello giovanile e, se non sbagliamo, hai militato nella Virtus Bologna (mica roba da poco). Sei anche un tifoso delle V nere? Cosa ne pensi della loro stagione?
A dire la verità non sono mai stato tifoso di basket nonostante abbia sempre giocato e non ho mai tifato per nessuna squadra in particolare. Sono molto appassionato di NBA e seguo poco il campionato italiano quindi so solo che la Virtus si è salvata senza andare ai Playoff.

Come ho accennato all’inizio sei stato visto in qualche palazzetto, c’è una squadra che più di altre ti ha colpito in questi anni? E il giocatore che più ti ha entusiasmato?
In realtà non sono stato più di tanto presente nei palazzetti, diciamo che se devo dire di un giocatore italiano che mi ha entusiasmato parecchio quando era in Italia ti dico Marco Belinelli.

Oltre al basket italiano segui anche l’NBA? Se sì, chi speri che si aggiudichi il titolo di quest’anno?
Sicuramente sarebbe interessante se vincessero Memphis o Indiana ma sono certo che la finale sarà tra Miami e San Antonio.

Ci sono altri artisti del campo musicale appassionati quanto te di basket con cui parli di questo magnifico sport?
Onestamente non ne conosco nessuno.

Passiamo alla musica. Quest’anno sei andato a Sanremo rappresentando la categoria giovani. Cosa ha significato per te esibirti sul palco dell’Ariston pur non arrivando in finale?
Avere la possibilità di farmi conoscere da tante persone e misurarmi con un palco difficilissimo!

Sappiamo che a “scoprirti” è stato un altro grande artista ovvero Dargen D’Amico e sappiamo anche che il tutto è avvenuto in maniera abbastanza casuale e improvvisa. Puoi raccontarci come è nato questo rapporto con Dargen e cos’hai provato quando ti ha contattato?
Ho conosciuto Dargen tramite un amico in comune, un chitarrista che conosco da quando ho iniziato a fare musica e al quale ho fatto sempre sentire tutti i miei provini e idee musicali. Dargen, insieme a Francesco Gaudesi (suo manager e socio alla GIADAMESI), ha creduto in me e nel mio progetto e mi ha contatto per propormi di iniziare a lavorare insieme.

Proprio l’etichetta di Dargen D’Amico, la GIADAMESI, ha prodotto il tuo album intitolato “Il Momento Perfetto”. Ci parleresti di come è nato questo progetto ma soprattutto com’è stato realizzare il tuo primo album ufficiale?
Questo progetto è nato nel momento in cui ho capito che se volevo fare l’artista dovevo avere qualcosa da dire e così ho iniziato a scrivere delle mie canzoni per poi successivamente iniziare a produrle. Sono passati circa 2 anni e per riassumere il tutto in una frase è vero che “per fare il primo disco ci vuole una vita”.

Domanda di routine ma d’obbligo. Dopo “Il Momento Perfetto” e vari featuring come quelli nei dischi di Mecna (Disco Inverno) e ovviamente di Dargen D’Amico (Vivere Aiuta a non Morire) hai già in mente qualche nuovo progetto anche se i tuoi lavori sono tutti molto recenti o ti prenderai del tempo per fare altre cose come girare per l’Italia esibendoti live?
Il mio disco è uscito da soli 3 mesi quindi per il momento mi sto dedicando a preparare al meglio il mio spettacolo live al quale tengo molto e che partirà in autunno. Per il futuro ho già parecchio materiale da parte, quando sarà il momento deciderò che forma dargli.

Per chiudere proviamo a suggerirti noi un’idea: se creassi insieme a Legabasket una sorta di sigla/tema musicale per la prossima stagione di Serie A? Potrebbe piacerti come progetto?
Assolutamente si!

Andrea Nardinocchi_cover album_IL MOMENTO PERFETTO

Ricordatevi di seguire Andrea Nardinocchi sui social network, cliccate sui link per accedere alla sua pagina facebook, al suo profilo twitter, al suo canale YouTube e al suo canale VEVO sempre YouTube.

Ringraziamo di cuore Andrea per la disponibilità. Un grazie speciale va anche a Jessica Gaibotti della EMI Music senza la quale non sarebbe stato possibile portare a termine questa intervista.