berg1Jared Berggren è un ragazzo fortunato e lo sa bene. Perché è stato allenato nella sua breve carriera da due grandi coach: una leggenda del college basketball come Bo Ryan a Wisconsin ed uno dei migliori coach emergenti europei, ovvero Dario Djerdja ad Ostenda.

Due grandi allenatori dotati di enorme grinta in partita ma anche con un lato dolce fuori dal campo di cui la gente non sa

Viene da Princeton ma non dalla città del New Jersey famosa per la prestigiosa università bensì da un paesello di cinquemila anime in campagna ad un’ora di macchina da Minneapolis, Jared è il terzogenito dopo due sorelle e suo papà è tutt’altro che uno sportivo, le sue attività preferite sono invece la caccia e la pesca. Avete in mente “Grumpy Old Men”, tradotto in italiano come “Due Irresistibili Brontoloni”, l’esilarante film con Walter Matthau e Jack Lemmon? Ecco quello è il Minnesota.

Decisamente più sportiva sono la mamma e lo zio e visto che il piccolo Jared cresce parecchio gli viene naturale avvicinarsi al basket. Ora del suo anno da sophomore alla High School locale le cose cominciano a farsi serie, in terza media sfiorava già i due metri ma un paio di anni dopo cresce sino ai 2.08 attuali.

Alla high school domina con la sua squadra, con astuzia denominati come i Tigers di Princeton University, ed arriva a viaggiare a quasi ventisei punti, dodici rimbalzi e sei stoppate a gara tanto da essere inserito in una squadra AAU di Minneapolis con la quale comincia a girare gli States in tornei estivi e dove conosce una point guard di cui diventa grande amico che si chiama Jordan Taylor. Si quel Taylor visto a Roma.

La gente del posto lo vorrebbe vedere ad University of Minnesota ma Jared nel giugno del 2007 va a fare un camp a Wisconsin University gestito dagli assistenti allenatori di Bo Ryan.

Bo Ryan: la grinta
Bo Ryan: la grinta

Alla fine della settimana Berggren viene convocato assieme ai suoi genitori nell’ufficio di coach Ryan.

Ciao Jared… ti è piaciuto il camp? Ti sei trovato bene qui?” chiede il coach dei Badgers.

Il timido diciassettenne abbozza un si.

Allora pensi di voler giocare qui con noi? Quante chance mi dai di averti nei Badgers? Almeno una possibilità su un milione me la dai?!” continua Ryan scherzando e mettendo a suo agio il ragazzino.

“Coach Ryan ha questa incredibile capacità di mettere chiunque a suo agio ed è un uomo assai divertente. Un grande narratore di storie” ricorda oggi Berggren.

Ci mette in effetti assai poco a dire di si, pressato anche da Jordan Taylor che lo aveva preceduto firmando la lettera d’intenti con Wisconsin, e dopo pochi mesi diventa ufficialmente un futuro Badger.

Nel suo primo anno viene messo in redshirt, nel suo ruolo c’è gente come Jon Leuer, Marcus Landry e Joe Krabbenhoft ed è meglio che si concentri a migliorare nel suo gioco, e come capita quasi sempre a Madison sotto Bo Ryan nei suoi primi due anni gioca poco ritagliandosi il suo spazio dalla panchina. Nel suo anno da junior è pronto per il posto di centro titolare, alle sue spalle, pronto per il suo stesso cammino e lo stesso destino di tirocinio nelle prime due stagioni c’è un certo Frank Kaminski “Questo sarà per sempre un mio vanto: Frank Kaminski è stato la mia riserva per due anni! Si vedeva che era molto bravo ma non immaginavo potesse diventare così forte!

Berggren (foto BC Oostende)
Berggren (foto BC Oostende)

Dopo cinque anni nello stupendo campus di Madison Jared si laurea in Personal Finance ma non vede un suo futuro in un ufficio in giacca e cravatta “Un mio caro amico è uno Strengh and Conditioning coach ed ha lavorato con la nazionale di basket Taiwanese, vogliamo aprire una palestra assieme, lui potrebbe lavorare in sala pesi ed io magari di più sul campo da basket e magare sfruttare i miei studi universitari per gestire bene la palestra sul piano finanziario. Intanto cerco di rubare a Sam Bianchi i suoi segreti per diventare un buon S&C Coach”.

Sposatosi da poche settimane con la dolce Cassandra intanto si gode i nipotini che lo chiamano sull’Ipad per poter vedere il loro zio in Europa.

E la sua prima esperienza in Europa è stata in Belgio nell’Ostenda “Un ottimo posto dove cominciare una carriera da pro, una squadra con veterani ma anche con ragazzi giovani come me e con Dario (Djerdja) sempre pronto a spingerci per dare il massimo

Dario Djerdja: lo spettacolo
Dario Djerdja: lo spettacolo

Coach Djerdja è uno spettacolo.

Durante le partite si lamenta, urla, lancia lavagnette, ha una mimica facciale irresistibile. Sembra disperato e profondamente infelice nel vedere cosa combinano i suoi giocatori. Eppure lo ascoltano senza dare segni di insofferenza.

Perché Dario ha in realtà un suo lato dolce. In partita sembra un pazzo ma invece è sempre pronto ad aiutare i suoi giocatori. Tiene moltissimo a loro. Quando nel mio primo anno mi ruppi il menisco mi incoraggiò ma senza mai spingermi a rientrare prima del dovuto”.

Nelle Fiandre Jared vince tutto compresa una coppa del Belgio giocata il lunedì sera proprio quando nella notte i suoi Badgers stanno per affrontare i Blue Devils di Duke nella finale del Torneo NCAA. Viene in pratica costretto ad andare a festeggiare la vittoria ma ogni dieci minuti Berg guarda l’orologio: entro le 2 di notte deve essere a casa davanti al televisore a tifare per i suoi ex compagni. Ma purtroppo le triple nel finale di Tyus Jones infrangono il sogno di Bo Ryan di chiudere la sua carriera con un meritato National Title.

E con Ostenda in Eurocup per due anni Berggren affronta Cantù “Sono rimasto colpito dalla passione dei tifosi, anche se mi hanno spiegato che quello che ho visto in Eurocup è nulla rispetto a quello che troverò in campionato. Così quando ho saputo dell’interessamento di Cantù mi sono mostrato subito interessato e nel momento in cui ho incontrato Daniele Della Fiori ed il coach alla Summer League di Orlando ho capito che era il posto giusto per me. Con un sistema di gioco più simile a quello di Wisconsin dove i big men si aprono, fronteggiano, attaccano dal palleggio e tirano mentre ad Ostenda nel 95% delle azioni dovevo fare pick and roll”.

Eppure a Desio, durante il Trofeo Lombardia, Berggren è apparso un po’ scentrato in attacco ed esitante “Si, è vero. Mi devo riadattare a questo stile di gioco e ritrovare fiducia nel tiro. Ma ci riuscirò…

Merita fiducia, in fondo parliamo di un ragazzo che dopo quindici minuti di allenamento atletico con Sam Bianchi e guardando gli stendardi appesi al soffitto del Pianella ha subito sussurrato al preparatore atletico: “Si. Questo è il posto giusto per me!

(Questo è un piccolo omaggio per i lettori di my-basket.it in vista dell’inizio della stagione di serie A. Un’anteprima del libro che uscirà, a meno di cataclismi, fra un anno. Ieri sera ho intervistato Jared Berggren, un ragazzo solare ed espansivo e mi ha raccontato della sua vita, dei suoi due mitici coach e dello stato del suo ambientamento alla Pallacanestro Cantù​.
Questa è la versione “grezza” che sarà poi ampliata e modificata durante il prossimo anno ma spero che sia di vostro gradimento. Carlo Perotti)