MY-Basket.it – Intervista a coach Larranaga: «Syracuse ha la miglior difesa a zona»

I Miami Hurricanes avevano chiuso la stagione 2012/2013 da campioni ACC e Jim Larranaga aveva vinto il premio come miglior allenatore della nazione [lo avevamo intervistato anche al termine della passata stagione: CLICCA QUI]. Ma nel college basketball, si sa, non è facile ripetersi. Soprattutto se diversi giocatori chiave hanno lasciato la scuola. Tre di loro – Trey McKinney Jones, Kenny Kadji e Reggie Johnson – sono in D-League, il quarto – Shane Larkin – ha da poco chiuso la sua stagione da rookie con i Dallas Mavericks. Durand Scott ha firmato per gli spagnoli dell’Obradoiro, Julian Gamble gioca in Francia. Gli Hurricanes non hanno toccato quest’anno le vette della stagione passata, ma hanno comunque rimediato un record positivo (17-16). Nel torneo ACC, sono stati eliminati dai North Carolina State Wolfpack al secondo turno. Ci si aspetta però molto dagli Hurricanes che verranno: Manu Lecomte e Tonye Jekiri verranno affiancati da nuove leve di livello come i freshmen Ja’Quan Newton e DeAndre Burnett e i transfers Angel Rodriguez e Sheldon McClellan.

Giocatori chiave come Shane Larkin, Durand Scott, Kenny Kadji e Reggie Johnson sono partiti, ma siete comunque riusciti ad avere un record vincente. Cosa ne pensi delle prestazioni degli Hurricanes in questa stagione?

«Penso che la nostra squadra abbia superato un gran numero di difficoltà ed avversità. Avevamo tanti giocatori nuovi e persino i giocatori che sono tornati dalla passata stagione hanno dovuto abituarsi a nuovi ruoli e nuove responsabilità. Hanno fatto tutti un ottimo lavoro nel migliorare giorno dopo giorno per renderci competitivi in una ACC di altissimo livello».

Tonye Jekiri è praticamente l’unico giocatore rimasto della squadra campione ACC nel 2013. Cosa ne pensi dei suoi miglioramenti nel corso dei suoi primi due anni al college?

«Già prima di questa stagione, pensavo che Tonye fosse stato di grande aiuto nella vittoria del titolo ACC, uscendo dalla panchina come freshman. Da sophomore, è migliorato sensibilmente e ci ha aiutati ad avere una buona stagione giocando da centro titolare. Tonye sta continuando a migliorare e sono sicuro che ha davanti a sé due grandi anni da junior e da senior».

Giocando con un solido backcourt, potrà rivelarsi un’arma offensiva nelle situazioni di post alto?

«Tonye è veramente bravo a passare la palla. Non è necessariamente abile nel palleggio, ma sa trovare l’uomo libero. Può avere un buon rendimento sia in post basso sia in post alto e creare tiri per i suoi compagni».

Ja’Quan Newton, che ha guidato con 33 punti la sua scuola al titolo PIAA, è una delle aggiunte più interessanti per gli Hurricanes. Quali sono le sue qualità e riuscirà a trovare spazio già da freshman?

«Ja’Quan Newton è un giocatore molto versatile in attacco. Può segnare tirando dall’arco o arrivando al ferro in penetrazione ed è anche un grandissimo tiratore di liberi. Oltretutto, è un ottimo passatore. Può giocare sia come playmaker sia come guardia e ci aspettiamo che ci fornisca un grande contributo già nel suo anno da freshman. Certo, come tutti i freshmen deve imparare qualcosa. Per esempio deve migliorare nella metà campo difensiva, perché alla fine è la difesa che ti consente di vincere i campionati».

Syracuse ha disputato la sua prima stagione in ACC. Com’è possibile prepararsi ad affrontare la loro zona?

NCAA BASKETBALL: FEB 09 North Carolina at Miami«Syracuse schiera la difesa a zona più difficile da attaccare nell’intera nazione. Penso che, contro i loro, i miei giocatori abbiano svolto bene il compito di far girare la palla. Devi segnare qualche tiro da tre punti, ma devi anche essere in grado di fare arrivare il pallone nel pitturato per sfidare i loro lunghi. Lo abbiamo fatto nel corso delle due sfide contro di loro e, anche se non siamo riusciti a vincere in nessuna delle due occasioni, sono rimasto soddisfatto dalla nostra esecuzione offensiva».

La tua squadra ha sfidato anche Duke e NC State. Che istruzioni hai dato per marcare giocatori come Jabari Parker e TJ Warren?

«Quando abbiamo affrontato Duke, Jabari Parker è stato semplicemente incredibile dentro e fuori dall’area. Non abbiamo trovato alcuna risposta al suo arsenale offensivo. Quando ci siamo trovati davanti NC State la prima volta, TJ Warren è stato immarcabile nel finale di gara. Ci siamo trovati costretti a cambiare più volte la nostra difesa. La seconda e la terza volta che ha giocato contro di noi, abbiamo preparato una box and one, affidando ad un giocatore il compito di provare a tenere la palla lontana dalle sue mani. E lui è riuscito comunque ad essere un realizzatore efficace».

Louisville entrerà nell’ACC per la prossima stagione. Pensi che l’aumento del livello della conference possa influenzare in modo positivo il recruiting per le squadre della ACC?

«Il territorio del recruiting è il più impegnativo. Devi assicurarti buoni giocatori se vuoi competere ai livelli della ACC. Ogni giocatore che seguiamo è altamente inseguito anche da molte altre scuole di rilievo. Per cui la competizione è elevata anche durante il processo di recruiting, non solo in campo».

Nell’ACC di quest’anno hanno giocato alcune delle squadre più lente della nazione. Pensi che la tua squadra aumenterà la velocità di esecuzione grazie alle notevoli aggiunte nel backcourt?

«Nella passata stagione siamo stati costretti a giocare una pallacanestro molto conservativa per poter essere competitivi e rimanere in partita. L’anno prossimo, con l’ingresso in rotazione di giocatori come Angel Rodriguez, Sheldon McClellan, DeAndre Burnett e Ja’Quan Netwon, avremo la velocità, la rapidità, il ball-handling e le capacità realizzative necessarie nel backcourt per aumentare il nostro ritmo. Ci aspettiamo che questo succeda».

Tuo figlio Jay ha chiuso la sua prima stagione da assistant coach ai Celtics e Shane Larkin ha giocato come rookie per i Mavericks. Cosa ci puoi dire della loro esperienza?

«Mio figlio Jay era entrato l’anno scorso nel coaching staff di Doc Rivers ai Boston Celtics. Quest’anno ha scalato le gerarchie ed è diventato il braccio destro di Brad Stevens. Si è divertito molto in questa stagione e, anche se i Celtics non hanno avuto un record vincente, penso che la squadra sia migliorata notevolmente grazie alla leadership di coach Stevens e del suo staff.

Shane Larkin è partito molto a rilento in NBA a causa di una caviglia rotta, un infortunio che gli è capitato lo scorso luglio e lo ha costretto a saltare la Summer League, così come tutte le altre gare di pre-season dei Mavericks. Ha avuto la possibilità di giocare qualche minuto nella prima parte della stagione, ma non abbastanza da ricevere l’esperienza necessaria per affermarsi. Abbiamo grandissima confidenza in Shane e siamo sicuri che si renderà protagonista di una grande stagione al secondo anno, esattamente come fece qui all’Università di Miami».

Photos: Miami Hurricanes | hurricanesports.com