Post-Final Eight – Intervista a Tomas Ress, capitano della Montepaschi Siena

Non bastano tutti i ridimensionamenti di questo mondo, e nemmeno la partenza a stagione in corso del giocatore più forte e rappresentativo, per impedire alla Montepaschi Siena di essere sempre tra le prime della classe italiana. Dopo cinque anni di successi consecutivi, la Mens Sana si è presentata anche quest’anno in finale di Coppa Italia, ma stavolta senza avere assolutamente i favori del pronostico. Al suono della sirena, però, ad alzare il trofeo non sono stati i biancoverdi, bensì i sardi della Dinamo: Siena è tornata a saggiare il sapore della sconfitta, ma ha trasmesso comunque un messaggio forte alla pallacanestro italiana. Cambia il budget, cambiano i giocatori e gli allenatori, ma l’etica del lavoro e la mentalità vincente rimangono sempre le stesse. All’indomani della Final Eight, ovviamente c’è il dispiacere in casa Montepaschi per non aver aggiunto l’ennesimo trofeo alla ricca bacheca, ma, come detto anche da Tomas Ress, conta tanto il fatto di aver dimostrato di essere ancora in grado di competere per la vittoria finale. Di seguito ecco l’intervista che ci ha concesso il capitano della Mens Sana.

Prima delle Final Eight avevi chiesto alla squadra un cambio di rotta: possiamo dire che hai avuto la risposta che volevi?
Abbiamo giocato un’ottima Final Eight. Tutti hanno dato il meglio di se stessi e credo che aver raggiunto la finale sia stato un risultato più che soddisfacente. Peccato per come è andata, ma complimenti a Sassari per la vittoria del trofeo.

Si parla tanto del ridimensionamento di Siena, ma anche quest’anno siete arrivati fino in fondo. Stavolta però l’esito è stato diverso, cosa si prova a parti invertite?
Perdere non fa piacere a nessuno. Ma abbiamo dimostrato di poter competere ancora a questi livelli e questo vuol dire tanto per la squadra e per il proseguimento della stagione. Dobbiamo fare tesoro delle cose positive e migliorare gli aspetti in cui siamo stati meno bravi. Solo così si può crescere.

Domenica si torna di nuovo in campo: che cosa ti aspetti dalla seconda parte di stagione?
Di poter crescere ancora e rafforzare la nostra alchimia di squadra per riuscire a centrare i playoffs.

Il campionato è molto incerto e queste Final Eight sembrano avere un po’ rovesciato gli equilibri. Milano ha ancora problemi a vincere quando conta, lotta scudetto aperta più che mai?
La Final Eight è una competizione particolare perché tutto si gioca in gare secche a differenza del campionato dove le serie sono di cinque e sette partite. Credo che Milano sia ancora la squadra favorita per qualità del roster, difficilmente battibile in una serie.

Dal prossimo 30 giugno Ferdinando Minucci diventerà presidente di Lega: secondo te è l’uomo giusto per risollevare il movimento cestistico italiano?
So quello che ha fatto a Siena ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ha senza dubbio tutte le competenze per poter svolgere al meglio questo nuovo incarico.

FOTO DI: Alessia Doniselli