Shoe Game Interview: intervista ai fondatori di APL, il marchio di scarpe bandito dalla NBA

In quanto grande appassionato di sneakers mi piace anche informarmi molto anche sui marchi indipendenti o particolarmente alternativi che si distaccano dai soliti colossi di cui parlano solitamente tutti. Uno dei brand a cui sono più affezionato è APL (Athletic Propulsion Labs), la cui storia mi ha catturato fin dalla sua fondazione nell’ormai lontano 2009. Nel 2010 infatti furono banditi dalla NBA in quanto la scarpa marchiata APL migliora eccessivamente le prestazioni di chi le indossa dal punto di vista dell’elevazione. La storia del marchio la scrissi quasi un anno fa (clicca QUI per leggere la storia di APL) ma questo sabato, il 13 settembre 2014, ho potuto incontrare a Milano, da Airness (unico rivenditore ufficiale italiano di APL), Adam e Ryan Goldston, i due fratelli che rappresentano corpo e mente di APL fin dalla sua fondazione. Con loro ho parlato di come è nato il brand, di cosa rappresenta ora e di come si evolverà in futuro quindi è inutile perdere altro tempo, passiamo direttamente alla discussione con i fondatori di APL avvenuta da Airness.

Come vi è venuto in mente di creare un concetto di scarpa così unico e rivoluzionario?
Da piccoli il nostro unico obiettivo era saltare sempre più in alto, volevamo diventare dei grandi schiacciatori ma non siamo particolarmente alti (entrambi intorno ai 1.80 metri, ndr.) così, arrivati al primo anno di college a USC (University of Southern California), oltre a studiare e a giocare a basket nei Trojans, ci siamo impegnati a fare ricerche per costruire qualcosa che aiutasse noi e ogni altro giocatore di basket a saltare sempre più in alto. Dopo quattro anni di lavoro, due mesi prima della laurea abbiamo completato la creazione della tecnologia Load ‘N Launch™ che avrebbe dato vita al nostro primo modello, le APL Concepts 1.

Avere l’idea per una tecnologia unica e rivoluzionaria come la la Load ‘N Launch™ è già qualcosa di incredibile ma la parte difficile è la realizzazione. L’avete creata da soli o avete chiesto aiuto a gente che già lavorava in questo campo?
La tecnologia è opera nostra. Ci abbiamo lavorato davvero molto, abbiamo studiato il funzionamento delle scarpe dal punto di vista scientifico, abbiamo studiato le meccaniche, il mercato e ogni ambito relativo a questo mondo. Un punto fondamentale riguarda il fatto di essere stati atleti noi stessi. In quanto giocatori ci siamo chiesti cosa ci sarebbe piaciuto avere e cosa ci sarebbe servito in una scarpa, specialmente per aumentare l’elevazione, e abbiamo cercato di realizzarlo. La nostra sfida non era tanto quella di creare una tecnologia nuova durante i nostri quattro anni di college, quanto di creare qualcosa che fosse unico e speciale.

Avete in mente tecnologie nuove o pensate principalmente a come migliorare, se possibile, la Load ‘N Launch™?
Una via di mezzo. La tecnologia Load ‘N Launch™ è nata per il basket, infatti lo slogan è “makes you jump higher” (ti fa saltare più in alto, tradotto, ndr.) ma l’abbiamo rivisitata in modo da applicarla anche alla nostra nuova linea da running che abbiamo appena lanciato, il cui slogan è “makes you run faster” (ti fa correre più veloce, tradotto, ndr.). Abbiamo testato i nostri nuovi prodotti da running nei laboratori della nostra vecchia università, USC, e abbiamo constatato che gli atleti di alto livello, con il nostro nuovo prodotto, possono migliorare il proprio tempo sulla distanza di un miglio (1609 metri, ndr.) mediamente di 9 secondi. L’esempio più lampante è quello relativo a un’atleta il cui tempo era di 4.50 minuti su un miglio e con il nostro prodotto è riuscito a migliorarsi fino a 4.30 minuti, ovvero è migliorato di 20 secondi. Sappiamo che questa tecnologia è fantastica e il nostro obiettivo al momento è quello di migliorarla, di renderla applicabile a diversi campi, come abbiamo appena fatto per la corsa. Soprattutto cerchiamo di rendere la nostra tecnologia accessibile al maggior numero di persone possibile.

Voi siete anche i designer?
Non siamo soli ma partecipiamo al processo di design insieme al nostro capo designer, Cody Harris. Ci sono anche altre persone a collaborare ma principalmente siamo noi due e Cody.

Passiamo al basket. Come avete reagito quando avete saputo di essere stati banditi dalla NBA nell’Ottobre del 2010? Immagino che vi abbia dato anche molta pubblicità.
Quando abbiamo saputo del ban da parte della NBA abbiamo pensato che era la cosa più folle e incredibile che ci sarebbe potuta capitare. In un attimo tutti parlavano di noi: ne hanno scritto i giornali, i siti internet e in un attimo eravamo al secondo posto nelle ricerche più popolari di Google. E’ stato pazzesco per il brand. Dal nostro personale punto di vista è stato diverso, infatti abbiamo subito pensato al fatto che i 450 migliori giocatori al mondo, quelli in NBA appunto, non avrebbero potuto indossare le nostre scarpe ma ogni altra persona invece avrebbe potuto. Ovviamente ci spiace che alcuni dei più forti giocatori al mondo non possano indossare i nostri modelli ma siamo comunque contenti che ogni singola persona su questa terra, esterna alla NBA, possa indossare i nostri prodotti e trarre beneficio dalla nostra tecnologia Load ‘N Launch™. Inoltre, se ci pensi, la NBA ci ha banditi adducendo come motivazione il fatto che il nostro prodotto è troppo valido e performante rispetto alle altre scarpe e ha confermato che funziona davvero. Il ban ci ha dato la consapevolezza che il nostro è un prodotto di qualità e lo ha fatto sapere alla gente, per questo, come brand, abbiamo usato questo fatto come punto di partenza per migliorarci e crescere.

APL Banned from the NBA

Ma non vi è sembrato strano il fatto di essere stati banditi per aver fatto una scarpa troppo performante?
Penso che sia solo questione di tempo. E’ vero, i nostri prodotti sono stati banditi perché troppo validi ma in questi casi basta attendere e, come la gente li ha accettati, così farà anche la NBA. Parliamo di una scarpa che ti fa saltare più in alto e allo stesso modo la NBA vuole che le sue partite siano sempre divertenti ed elettrizzanti, due cose che vanno di pari passo.

In NBA i vostri prodotti sono banditi ma in Europa non lo sono e alcuni giocatori stanno iniziando a indossare le vostre scarpe, come ad esempio Adrian Banks (unico giocatore ufficialmente sponsorizzato da APL), ex Varese e ora ad Avellino. E’ un vostro obiettivo cercare nuovi testimonial nel basket europeo?
Onestamente noi non abbiamo mai cercato giocatori da sponsorizzare, preferiamo che nasca un rapporto spontaneo e genuino, proprio come è successo con Adrian Banks. Adrian ha cominciato a indossare i nostri prodotti ed è diventato un vero e proprio fan di APL quindi la sponsorizzazione è stato un passaggio successivo che è arrivato in maniera naturale. Lui è un ragazzo fantastico, ci piace tantissimo lavorare con lui e vorremmo che tutti coloro che usano i nostri prodotti abbiano la sua mentalità, ovvero utilizzare i prodotti di APL in quanto fan del brand, perché ci si trova bene a indossare le nostre scarpe e non solo perché si viene pagati per farlo.
Il mercato europeo legato al basket si sta rendendo conto della qualità e della comodità del nostro prodotto, ecco perché stiamo crescendo e siamo fiduciosi per il futuro.

Parliamo appunto del futuro. Avete in mente nuovi modelli relativi al basket o vi concentrerete sul running che avete da poco lanciato?
Ovviamente, come ogni altra azienda, stiamo lavorando su tante cose come ad esempio nuovi modelli sia per il basket che per il running, così stiamo anche pensando di espanderci in altri campi. La nostra idea però rimane quella di concentrarci sulla qualità dei nostri prodotti per cui non vogliamo semplicemente far uscire nuovi prodotti ma aggiungere sempre qualcosa a quello che già abbiamo per avere un prodotto che sia ogni volta migliore.

Puoi dirmi qualcosa di più relativa ai prodotti da basket?
Ti posso dire che nei prossimi cinque o sei mesi verranno rilasciate un paio di nuove colorazioni delle Concepts 3 e che stiamo già lavorando sulle nuove Concepts 4 che saranno delle scarpe dal taglio alto e totalmente rivoluzionarie. Non possiamo dirti quando usciranno o quando verranno presentate perché in effetti non lo sappiamo ancora, dipende da tanti altri fattori, ma ci stiamo lavorando e sono fantastiche. Abbiamo anche in progetto nuovi modelli con una linea medio-bassa, nuovi design e nuove colorazioni.

Passiamo al marketing. Come avete spiegato, avete creato la tecnologia per il vostro primo modello quando ancora eravate al college, quindi molto giovani. Quanto è stato difficile per un marchio indipendente entrare in un mercato così competitivo come quello delle scarpe, al fianco di potenze come Nike, Adidas e tante altre?
E’ un mercato davvero difficile indipendentemente dall’età che si ha quando si creano i modelli. Noi non abbiamo mai dato troppo peso ai movimenti delle altre aziende, il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare il miglior prodotto possibile. Noi non lanciamo così tanti prodotti come gli altri marchi, abbiamo una linea di pensiero diversa. Ci interessa che la gente provi i nostri prodotti e capisca di poter avere qualcosa di qualitativamente eccellente. Quando si ha la qualità, le vendite arrivano di conseguenza e per ora sta funzionando.

Ci troviamo a Milano quindi mi sembra d’obbligo chiedervi cosa vi aspettate dal mercato europeo e soprattutto da quello italiano.
Il mercato europeo, soprattutto quello italiano, è molto importante per noi. Gli siamo molto grati visto la risposta che ha dato all’offerta dei nostri prodotti. Il mercato europeo, e di conseguenza quello italiano, è molto aperto a nuove idee e nuove proposte come la nostra, qui la gente vuole avere il miglior prodotto possibile, quello che permette lei di avere le migliori prestazioni e infatti in Europa abbiamo avuto tantissimo successo, non a caso in futuro puntiamo a offrire sempre più prodotti al pubblico europeo. Anche Airness, questo negozio, è stato, ed è tuttora, fantastico per noi. Il mercato legato al basket infatti qui è in crescita e quello legato al running è già enorme quindi se noi continueremo a crescere in futuro e il  mercato farà lo stesso, potremmo avere una grande occasione per trovarci ad avere un ruolo importante in un punto nevralgico del mercato.

Airness è uno dei primi negozi in Europa a vendere i vostri prodotti. Avete una strategia per espandervi sul mercato europeo e su altri mercati?
Vogliamo aprire dei negozi interamente di APL in diversi posti ma al tempo stesso vogliamo continuare a lavorare con negozi come Airness. Non ci interessa aprire il maggior numero di negozi possibile, ci interessa lavorare con i partner giusti, interessati e adatti al nostro target. Airness ad esempio gioca una parte importante nel campo degli store dedicati al basket ed è pure nel centro di Milano quindi difficilmente si può avere un partner migliore di questo.

apl_logo

Ringrazio Adam e Ryan Goldston per la loro disponibilità e gentilezza nel rispondere alle mie domande così come ringrazio caramente Emanuele Marconi, Federico Berta e tutto il resto dello staff di Airness per l’aiuto datomi nella realizzazione di questa intervista. Per ogni informazione su Airness o per comprare prodotti APL in Italia visitate airness.it o andate a trovarli a Milano in via Santa Maria alla Porta 5. Per saperne di più su APL e per comprare i loro prodotti visitate il loro athleticpropulsionlabs.com.

Foto: Emanuele Marconi / athleticpropulsionlabs.com